Emilia-Romagna
Suolo DATI 2016

Suolo

faccina felice

-3% DI PRODOTTI FITOSANITARI VENDUTI SUL LUNGO PERIODO
Per il periodo 2003-2015, la quantità di prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo registra una tendenza generale alla riduzione, pari a circa -3% come sostanze attive. Tuttavia, rispetto all’anno precedente, il 2015 registra un aumento dell’8% di sostanze attive complessivamente vendute, con, nel dettaglio, l’aumento dei fungicidi (+10%) e degli erbicidi (+10%), e la diminuzione degli insetticidi (-3%); in aumento anche i prodotti biologici (+26%).

 

faccina seria

SPANDIMENTO FANGHI IN LIEVE AUMENTO, MA ANCORA SOTTO LA MEDIA DEGLI ULTIMI 10 ANNI

Nel 2015 la quantità di fanghi distribuiti in agricoltura è in aumento rispetto all’anno precedente (+5% in s.s.), pur mantenedosi però ancora ben al di sotto della media dei 10 anni precedenti; nel 2015, rispetto al 2014, sono in lieve aumento anche le superfici di spandimento (+7%).

faccina seria

STABILE LA VENDITA DI FERTILIZZANTI NEGLI ULTIMI 10 ANNI
Il quantitativo di fertilizzanti venduto in regione nel 2015 è risultato pari a 589.000 tonnellate, valore sostanzialmente in linea con la media dell’ultimo decennio, ma in calo rispetto agli ultimi 5 anni; sul lungo periodo si registra un evidente incremento degli ammendanti e dei correttivi, quali in particolare il “gesso di defecazione”, compensato però dalla flessione dei concimi. Nell’ambito dei concimi, quelli azotati, dopo il crollo del 2009, segnalano una ripresa, raggiungendo nel 2015 un venduto di circa 190.000 tonnellate; tutti gli altri concimi presentano un andamento stabile o una leggera diminuzione, anche se con varie oscillazioni negli anni. Si differenziano significativamente i concimi fosfatici diminuiti del 50% rispetto al 2004, ma in aumento rispetto al 2013.

faccina seria

I METALLI NEI SUOLI
La conoscenza delle concentrazioni naturali e naturali-antropiche dei metalli pesanti e del loro arricchimento superficiale consente di effettuare valutazioni sullo stato di contaminazione dei suoli. Conclusasi la fase di acquisizione e di elaborazione dei dati per il territorio di pianura, emerge che, per l’orizzonte superficiale del suolo, od orizzonte lavorato, le percentuali dei dati superiori ai valori dei limiti di legge variano dallo 0,28% per il piombo al 95,13% per lo stagno. Nel caso di cromo e nichel prevale l'arricchimento naturale rispetto alla contaminazione locale; per rame (>2,54%), zinco (>0,99%), vanadio (>13,35%) e stagno invece, l’ipotesi di contaminazione diffusa legata all’uso e alla gestione del suolo sembra essere la più plausibile.

faccina delusa

CONTINUA LA PERDITA DI SUOLI AGRICOLI (+0,14 %)
La superficie di suolo consumato in regione, al 2016, è pari al 9,77% della superficie totale. 
Dal confronto tra i dati 2015 e 2016 risulta, inoltre, un aumento della superficie di suolo consumato in regione di circa 306 ettari, corrispondente ad una variazione percentuale pari a +0,14 %.

faccina felice

ANAGRAFE REGIONALE SITI CONTAMINATI, QUADRO CONOSCITIVO DEI SITI 
L'Anagrafe regionale dei siti contaminati è stata istituita con DGR n. 1106 in data 11 luglio 2016; attualmente è in fase di validazione e integrazione da parte dei soggetti preposti alla sua implementazione (Arpae, Comuni capoluogo di Provincia e Comuni sul cui territorio si trovano i SIN di “Fidenza” o ex SIN “Sassuolo-Scandiano”). La lista dei siti ufficiali dell'anagrafe è a oggi ancora parziale rispetto alla totalità; il suo completamento è orientativamente previsto per fine 2017.

Sintesi

SUOLO
Le pressioni esercitate sui suoli dipendono in modo significativo dagli usi in essere e dagli indirizzi di pianificazione che ne orientano le modalità di gestione. I dati relativi alle dinamiche d’uso dei suoli regionali segnalano una progressiva, lenta diminuzione dei territori agricoli e un contemporaneo costante aumento dei territori artificializzati. Tale fenomeno costituisce la forma di degradazione del suolo più evidente e facilmente percepibile. Considerata l’estensione dei  territori agricoli, che costituiscono circa il 60% della superficie regionale, va segnalato che la qualità dei nostri suoli è a tutt’oggi fortemente condizionata dalla gestione agricola.
Il sostegno alle produzioni biologiche e/o integrate, attuato con il PSR 2007-2013, ha favorito una riduzione nell’utilizzo di prodotti di sintesi, in particolare di prodotti fitosanitari (-3,5 % negli ultimi 10 anni), che indirettamente apportano al suolo sostanze inquinanti (ad esempio: Cadmio). Sono ancora limitate le superfici interessate da azioni specifiche per contrastare la riduzione di sostanza organica nel suolo e l’erosione idrica, che ne diminuiscono la fertilità agronomica e biologica.
Va segnalato l’aumento significativo dell’uso di ammendanti, correttivi e di concimi composti e organominerali, fertilizzanti tutti provenienti da processi produttivi complessi, il cui uso non sempre é condizionato da normative che ne controllino la qualità per la distribuzione alle colture agricole e al suolo.
Inoltre, con riferimento alla distribuzione dei fanghi di depurazione in agricoltura (derivanti sia dalla depurazione delle acque reflue urbane, sia dal comparto agro-alimentare), dopo la notevole riduzione nel 2005, causata dell’entrata in vigore nel 2004 della nuova normativa regionale, in Emilia-Romagna si è assistito ad un progressivo aumento della percentuale di fanghi che vengono destinati al recupero: +30% di sostanza secca distribuita nel periodo 2008-2011, soprattutto grazie all’utilizzo, sempre più consistente, dei fanghi prodotti dalle attività agroalimentari. Nel 2012 tale tendenza si è invertita e si è registrato un forte calo dei fanghi distribuiti in agricoltura pari, in termini di tonnellate/anno, a -26,3% di T.Q. e -29,5% di S.S., andamento confermato anche nel 2013. Tali decrementi sono imputabili in parte alla diminuzione dei fanghi prodotti dal comparto agroalimentare (industrie delle bevande) ed in parte alla predilezione di altre forme di recupero diverse dall’utilizzo diretto dei fanghi in agricoltura.
Nel 2014 e 2015 si è assistito ad un graduale recupero dei quantitativi di fanghi utilizzati in agricoltura.
La produzione dei fanghi da depurazione di acque reflue urbane è lievemente aumentata nel 2015, rispetto al 2013, unitamente ad un aumento della percentuale del loro utilizzo in agricoltura, passata dal 18,2% del 2013 al 22,4% del 2015.
Una valutazione complessiva degli indicatori ambientali considerati evidenzia un processo di degradazione dei suoli regionali in atto, sia per quanto riguarda la limitazione delle loro funzioni, che per quanto riguarda la loro qualità. Di tale processo solo in parte è possibile descriverne l’intensità, in relazione anche alla  mancata esistenza a livello regionale di un’attività di monitoraggio delle qualità dei suoli. Di seguito vengono riportati i valori degli indicatori di stato significativi ai fini della descrizione della qualità dei suoli nella regione Emilia-Romagna.

 

 

 

SITI CONTAMINATI
La gestione del catasto di Arpa relativo alle attività che l’Agenzia svolge in materia di siti contaminati costituisce una base conoscitiva a supporto dell’anagrafe regionale prevista dall’art. 251, Titolo V, Parte IV del DLgs 152/06. I siti contaminati inseriti nel Catasto con procedura aperta, ovvero in corso di bonifica (aggiornamento aprile 2015), sono 379. Le provincie che hanno il maggior numero di siti sono Bologna (88) e Ravenna (66). La provincia che invece presenta il minor numero è Rimini, con 8 siti.
A scala regionale, la maggior parte dei siti contaminati inseriti nel catasto sono siti industriali (50%), seguiti dai punti vendita carburante (40%).
Le sostanze contaminanti presenti nei siti contaminati sono rappresentate dagli idrocarburi, soprattutto pesanti (C>12). Seguono alcuni idrocarburi aromatici leggeri della famiglia dei BTEX (principalmente benzene) e metalli (in particolare piombo).
Le principali matrici coinvolte sono il suolo (43%), da intendersi nella sua accezione più ampia e cioè come terreno/matrice solida e non come suolo superficiale (inferiore a 1 metro di terreno), e le acque sotterranee (42%). Risulta marginale, invece, la contaminazione di acque superficiali, con meno del 2% dei siti.

Quadro Generale

SUOLO
La consapevolezza che i suoli dell’Europa sono soggetti a processi di degradazione e di minacce, quali l’impermeabilizzazione, l’erosione, la diminuzione di materia organica, la contaminazione locale o diffusa, la compattazione, il calo della biodiversità, la salinizzazione, le alluvioni e gli smottamenti, ha fatto sì che nel 2006 la Commissione europea redigesse una specifica comunicazione: la Strategia tematica per la protezione del suolo (COM2006(231) definitivo) e una proposta di Direttiva quadro per la protezione del suolo (COM2006(232)). A causa di una sostanziale opposizione da parte di alcuni stati membri, quest'ultima è stata definitivamente ritirata a maggio 2014. E' venuta così a mancare l’unica proposta legislativa europea mirata direttamente alla tutela del suolo. Poco prima, il 20 novembre 2013, Parlamento e Consiglio europeo avevano approvato il 7° programma di azione per l'ambiente fino al 2020 (Decisione 1386/2013/UE), in cui tra gli obiettivi prioritari si poneva la "realizzazione di un mondo esente dal degrado del suolo nel contesto dello sviluppo sostenibile".
Nello stesso documento numerosi sono i richiami alla necessità di arrestare il consumo di suolo e le azioni che ne comportano la degradazione. Il suolo è riconosciuto essere un ecosistema vulnerabile al pari dei corpi idrici e degli habitat per le specie. Erosione, contaminazione e impermeabilizzazione sono le minacce maggiori, per questo è posto tra gli obiettivi prioritari e concreti del 7° programma il "consumo netto di suolo pari a zero" entro il 2050.
Attualmente, nelle more di una legislazione specifica per la protezione del suolo, il 7° programma attribuisce un'azione indiretta, che "contribuisce ad allentare la pressione a cui è sottoposto il suolo", al corpus legislativo adottato dall'Unione per proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale (direttiva Acque, direttiva Rifiuti, direttiva Habitat etc.). In particolare attribuisce alla politica "verde" della PAC (Greening) un ruolo strategico nella tutela del suolo.
La situazione italiana riflette un analogo scenario. L’Annuario dei dati ambientali (Ispra, 2013) segnala il persistere di una ridotta comprensione a livello nazionale della valenza ecosistemica del suolo. In Italia storicamente di esso è stata presa in considerazione la sola funzione produttiva, oggi limitatamente estesa al tema della contaminazione nei siti dichiarati tali. La costruzione di un quadro conoscitivo nazionale, idoneo alla valutazione dello stato ambientale della risorsa, è complicata dal fatto che le informazioni sui suoli sono raccolte in maniera disomogenea e depositate presso enti diversi. Al fine di superare questo problema è stato avviato nel 2007, con il coordinamento di Ispra e la collaborazione di Cra e CE-JRC-European Soil Bureau, un processo di armonizzazione e condivisione dei dati esistenti grazie al Progetto SIAS (Sviluppo di Indicatori Ambientali sul Suolo), finalizzato alla costruzione di due indicatori (Erosione e Contenuto di sostanza organica) a partire dalle informazioni esistenti a livello regionale. A tale progetto ha partecipato la Regione Emilia-Romagna, cosicché le informazioni relative agli indicatori sopracitati, adottate a livello nazionale, sono quelle acquisite, validate e analogamente utilizzate a scala locale. Nell’Annuario Ispra 2013 i suddetti indicatori, per i quali è stato possibile procedere a un ulteriore aggiornamento, descrivono nel loro insieme comunque una situazione critica a livello nazionale sia per la mancanza di una rete di monitoraggio, sia per la difficile e, per ora, solo parziale armonizzazione delle informazioni disponibili a livello locale.

SITI CONTAMINATI
Le informazioni sito specifiche relative ai siti contaminati hanno un ruolo importante nella valutazione dell'impatto sul territorio e delle conseguenze sulla salute umana e sull'ecosistema. Le attività che svolge Arpa contribuiscono alla definizione di un quadro conoscitivo propedeutico all'ottimale gestione dei siti contaminati in ambito regionale; nello specifico la gestione del catasto di Arpa relativo alle attività che l’Agenzia svolge in materia di siti contaminati costituisce una base conoscitiva a supporto dell’anagrafe regionale prevista dall’art. 251, Titolo V, Parte IV del DLgs 152/06. Arpa per monitorare le attività che svolge sui siti contaminati utilizza e implementa un proprio Data Base (DB) denominato “Catasto dei Siti Contaminati”, funzionale anche per definire gli indicatori ambientali che consentono di monitorare gli impatti generati da specifici settori produttivi.

 

 

Bibliografia

  • 1. AEA, 2015, "L'ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2015", Relazione di sintesi, Agenzia europea dell'ambiente, Copenaghen
  • 2. Arpa Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna (2002), “Proposta di organizzazione di una rete di monitoraggio dei suoli”, SINA Analisi e Progettazione delle reti di monitoraggio ambientale a scala regionale e subregionale
  • 3. Arpa Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna (2010), "Relazione sullo stato dell'ambiente della Regione Emilia-Romagna", Edizione 2009
  • 4. Arpa Emilia-Romagna, (2015), "Report del Catasto dei siti contaminati di Arpa Emilia-Romagna", Edizione 2015
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Autori

  • Barbara VILLANI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Giacomo ZACCANTI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Cecilia CAVAZZUTI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Paola TAROCCO (REGIONE EMILIA-ROMAGNA - SERVIZIO GEOLOGICO, SISMICO E DEI SUOLI)
  • Francesco MALUCELLI (REGIONE EMILIA-ROMAGNA - SERVIZIO GEOLOGICO, SISMICO E DEI SUOLI)
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INDICATORI
Nome indicatore
Altre aree tematiche interessate
Copertura spaziale
Copertura temporale
Trend

Determinanti

Pressioni
Provincia
2015-2016
Faccina delusa
Regione
2004-2015
Faccina seria
Regione
2003-2015
Faccina felice
Regione
2004-2015
Faccina seria

Stato
Regione (pianura)
2015
Faccina seria
Regione
2014 (aggiornamento aprile 2015)
Faccina seria

Risposte