Emilia-Romagna
Suolo DATI 2017

Suolo

faccina felice

 -2% DI PRODOTTI FITOSANITARI VENDUTI SUL LUNGO PERIODO
Per il periodo 2003-2016, la quantità di prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo registra una tendenza generale alla riduzione, pari a circa -2% come formulati e -3% come principi attivi. Rispetto all’anno precedente, il 2016 registra una riduzione del 5% di principi attivi complessivamente venduti, con, nel dettaglio, la diminuzione dei fungicidi (-5%), degli insetticidi (-8%) e degli erbicidi (-7%) e l’aumento dei prodotti biologici (+14%) e vari (+1%). 

faccina seria

SPANDIMENTO FANGHI IN AUMENTO, MA ANCORA SOTTO LA MEDIA DEGLI ULTIMI 10 ANNI
Nel 2016 la quantità di fanghi distribuiti in agricoltura è in aumento rispetto all’anno precedente (+14% in s.s.), pur mantenedosi però ancora al di sotto della media degli ultimi 10 anni; in aumento, rispetto al 2015, anche le superfici (9.404 ettari nel 2016) di spandimento (+11%).

 

 

faccina seria

VENDITA DI FERTILIZZANTI IN CRESCITA, LEGGERMENTE SUPERIORE ALLA MEDIA DEGLI ULTIMI 10 ANNI
Il quantitativo di fertilizzanti venduto in regione nel 2016 (724.000 tonnellate) è in crescita rispetto ai tre anni precedenti; tale valore, leggermente superiore alla media dell’ultimo decennio, risulta legato, in particolare, alla categoria dei concimi, le cui vendite sono in sensibile rialzo rispetto alla media degli ultimi tre anni.

 

faccina seria

I METALLI NEI SUOLI
La conoscenza delle concentrazioni naturali e naturali-antropiche dei metalli pesanti e del loro arricchimento superficiale consente di effettuare valutazioni sullo stato di contaminazione dei suoli. Conclusasi la fase di acquisizione e di elaborazione dei dati per il territorio di pianura, emerge che, per l’orizzonte superficiale del suolo, od orizzonte lavorato, le percentuali dei dati superiori ai valori dei limiti di legge variano dallo 0% per il piombo al 95,13% per lo stagno. Nel caso di cromo e nichel prevale l'arricchimento naturale rispetto alla contaminazione locale; per rame (>2,54%), zinco (>0,99%), vanadio (>13,35%) e stagno invece, l’ipotesi di contaminazione diffusa legata all’uso e alla gestione del suolo sembra essere la più plausibile.

faccina delusa

CONTINUA LA PERDITA DI SUOLI AGRICOLI (+0,14 %)
La superficie di suolo consumato in regione, al 2016, è pari al 9,77% della superficie totale. 
Dal confronto tra i dati 2015 e 2016 risulta, inoltre, un aumento della superficie di suolo consumato in regione di circa 306 ettari, corrispondente ad una variazione percentuale pari a +0,14 %.

faccina felice

ANAGRAFE REGIONALE SITI CONTAMINATI, QUADRO CONOSCITIVO DEI SITI 
L'Anagrafe regionale dei siti contaminati è stata istituita con DGR n. 1106 in data 11 luglio 2016; attualmente è in fase di validazione e integrazione da parte dei soggetti preposti alla sua implementazione (Arpae, Comuni capoluogo di Provincia e Comuni sul cui territorio si trovano i SIN di “Fidenza” o ex SIN “Sassuolo-Scandiano”). La lista dei siti ufficiali dell'anagrafe è a oggi ancora parziale rispetto alla totalità; il suo completamento è orientativamente previsto per fine 2017.

Sintesi

SUOLO
Le pressioni esercitate sui suoli dipendono in modo significativo dagli usi in essere e dagli indirizzi di pianificazione che ne orientano le modalità di gestione. I dati relativi alle dinamiche d’uso dei suoli regionali segnalano una progressiva, lenta diminuzione dei territori agricoli e un contemporaneo costante aumento dei territori artificializzati. Tale fenomeno costituisce la forma di degradazione del suolo più evidente e facilmente percepibile. Considerata l’estensione dei  territori agricoli, che costituiscono circa il 60% della superficie regionale, va segnalato che la qualità dei nostri suoli è a tutt’oggi fortemente condizionata dalla gestione agricola.
Il sostegno alle produzioni biologiche e/o integrate, attuato con il PSR 2007-2013, ha favorito una riduzione nell’utilizzo di prodotti di sintesi, in particolare di prodotti fitosanitari (circa -3%, come principi attivi e -2% come formulati, negli ultimi 13 anni), che indirettamente apportano al suolo sostanze inquinanti (ad esempio: Cadmio). Anche se le superfici interessate da azioni specifiche per contrastare la riduzione di sostanza organica nel suolo e l’erosione idrica e migliorare la fertilità agronomica e biologica sono ancora limitate, è opportuno considerare anche tutti gli altri interventi agroambientali che concorrono al medesimo obiettivo. In quest'ottica, complessivamente la superficie coinvolta rappresenta il 94% del totale del PSR.
Va segnalato l’aumento significativo dell’uso di ammendanti, correttivi e di concimi composti e organominerali, fertilizzanti tutti provenienti da processi produttivi complessi, il cui uso non sempre é condizionato da normative che ne controllino la qualità per la distribuzione alle colture agricole e al suolo.
In particolare, nel 2016, l’uso di fertilizzanti in regione è stato pari a 724.000 tonnellate, valore in crescita rispetto ai tre anni precedenti, leggermente superiore alla media dell’ultimo decennio e legato, in particolare, alla categoria dei concimi, le cui vendite sono risultate in sensibile rialzo rispetto alla media degli ultimi tre anni.
Inoltre, con riferimento alla distribuzione dei fanghi di depurazione in agricoltura (derivanti sia dalla depurazione delle acque reflue urbane, sia dal comparto agro-alimentare), dopo la notevole riduzione nel 2005, causata dell’entrata in vigore nel 2004 della nuova normativa regionale, in Emilia-Romagna si è assistito ad un progressivo aumento della percentuale di fanghi che vengono destinati al recupero: +30% di sostanza secca distribuita nel periodo 2008-2011, soprattutto grazie all’utilizzo, sempre più consistente, dei fanghi prodotti dalle attività agroalimentari. Nel 2012 tale tendenza si è invertita e si è registrato un forte calo dei fanghi distribuiti in agricoltura pari, in termini di tonnellate/anno, a -26,3% di T.Q. e -29,5% di S.S., andamento confermato anche nel 2013. Tali decrementi sono imputabili in parte alla diminuzione dei fanghi prodotti dal comparto agroalimentare (industrie delle bevande) ed in parte alla predilezione di altre forme di recupero diverse dall’utilizzo diretto dei fanghi in agricoltura.
Dal 2014 si è assistito ad un graduale recupero dei quantitativi di fanghi utilizzati in agricoltura, sia per quanto concerne i fanghi provenienti da acque reflue urbane che quelli del comparto agroalimentare.
In particolare, nel 2016, è aumentato l’utilizzo dei fanghi provenienti dalla produzione di bevande alcoliche ed analcoliche.
La quantità di fanghi distribuiti in agricoltura è in aumento nel 2016 rispetto all’anno precedente (+14% in s.s.), pur mantenendosi però ancora al di sotto della media dei 10 anni precedenti.
Le superfici interessate allo spandimento dei fanghi prodotti nel 2016 (provenienti dal trattamento delle acque reflue urbane e agroalimentari) sono risultate pari a 9.404 ettari, in aumento rispetto a quanto registrato negli ultimi anni, ma ancora inferiori rispetto a quelle utilizzate fino al 2011 (10.148 ha). I quantitativi di fango distribuiti per ettaro sono risultati compresi tra le 3,8 e 5,9 t/ss, con una media regionale di 4,6 t/ss, valore leggermente inferiore alla media misurata nel periodo 2004-2011 pari a 5,2 t/ss.
Una valutazione complessiva degli indicatori ambientali considerati evidenzia un processo di degradazione dei suoli regionali in atto, sia per quanto riguarda la limitazione delle loro funzioni, che per quanto riguarda la loro qualità.
Dal 2018 comincerà l’attività di monitoraggio della qualità dei suoli agricoli, finanziata dal PSR 2014-2020, che riguarderà in particolare l’efficacia delle misure sulla produzione integrata, biologica, incremento della sostanza organica e sull’agricoltura conservativa (62% delle misure agroambientali, che complessivamente sono applicate al 20% della SAU regionale).

 

  

SITI CONTAMINATI
La gestione del catasto di Arpa relativo alle attività che l’Agenzia svolge in materia di siti contaminati costituisce una base conoscitiva a supporto dell’anagrafe regionale prevista dall’art. 251, Titolo V, Parte IV del DLgs 152/06. I siti contaminati inseriti nel Catasto con procedura aperta, ovvero in corso di bonifica (aggiornamento aprile 2015), sono 379. Le provincie che hanno il maggior numero di siti sono Bologna (88) e Ravenna (66). La provincia che invece presenta il minor numero è Rimini, con 8 siti.
A scala regionale, la maggior parte dei siti contaminati inseriti nel catasto sono siti industriali (50%), seguiti dai punti vendita carburante (40%).
Le sostanze contaminanti presenti nei siti contaminati sono rappresentate dagli idrocarburi, soprattutto pesanti (C>12). Seguono alcuni idrocarburi aromatici leggeri della famiglia dei BTEX (principalmente benzene) e metalli (in particolare piombo).
Le principali matrici coinvolte sono il suolo (43%), da intendersi nella sua accezione più ampia e cioè come terreno/matrice solida e non come suolo superficiale (inferiore a 1 metro di terreno), e le acque sotterranee (42%). Risulta marginale, invece, la contaminazione di acque superficiali, con meno del 2% dei siti.

Quadro Generale

SUOLO
La consapevolezza che i suoli dell’Europa sono soggetti a processi di degradazione e di minacce, quali l’impermeabilizzazione, l’erosione, la diminuzione di materia organica, la contaminazione locale o diffusa, la compattazione, il calo della biodiversità, la salinizzazione, le alluvioni e gli smottamenti, ha fatto sì che nel 2006 la Commissione europea redigesse una specifica comunicazione: la Strategia tematica per la protezione del suolo (COM2006(231)) e una proposta di Direttiva quadro per la protezione del suolo (COM2006(232)). A causa di una sostanziale opposizione da parte di alcuni stati membri, quest'ultima è stata definitivamente ritirata a maggio 2014. E' venuta così a mancare l’unica proposta legislativa europea mirata direttamente alla tutela del suolo. Poco prima, il 20 novembre 2013, Parlamento e Consiglio europeo avevano approvato il 7° programma di azione per l'ambiente fino al 2020 (Decisione 1386/2013/UE), in cui tra gli obiettivi prioritari si poneva la "realizzazione di un mondo esente dal degrado del suolo nel contesto dello sviluppo sostenibile".
Nello stesso documento numerosi sono i richiami alla necessità di arrestare il consumo di suolo e le azioni che ne comportano la degradazione. Il suolo è riconosciuto essere un ecosistema vulnerabile al pari dei corpi idrici e degli habitat per le specie. Erosione, contaminazione e impermeabilizzazione sono le minacce maggiori, per questo è posto tra gli obiettivi prioritari e concreti del 7° programma il "consumo netto di suolo pari a zero" entro il 2050. Attualmente, nelle more di una legislazione specifica per la protezione del suolo, il 7° programma attribuisce un'azione indiretta, che "contribuisce ad allentare la pressione a cui è sottoposto il suolo", al corpus legislativo adottato dall'Unione per proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale (direttiva Acque, direttiva Rifiuti, direttiva Habitat etc.). In particolare attribuisce alla politica "verde" della PAC (Greening) un ruolo strategico nella tutela del suolo. Nel giugno del 2015 un gruppo di esperti è stato incaricato di redigere una nuova proposta di normativa.
La situazione italiana riflette un analogo scenario. L’Annuario dei dati ambientali (Ispra) segnala il persistere di una ridotta comprensione a livello nazionale della valenza ecosistemica del suolo. In Italia storicamente di esso è stata presa in considerazione la sola funzione produttiva, oggi limitatamente estesa al tema della contaminazione nei siti dichiarati tali. La costruzione di un quadro conoscitivo nazionale, idoneo alla valutazione dello stato ambientale della risorsa, è complicata dal fatto che le informazioni sui suoli sono raccolte in maniera disomogenea e depositate presso enti diversi. Al fine di superare questo problema è stato avviato nel 2007, con il coordinamento di Ispra e la collaborazione di Cra e CE-JRC-European Soil Bureau, un processo di armonizzazione e condivisione dei dati esistenti grazie al Progetto SIAS (Sviluppo di Indicatori Ambientali sul Suolo), finalizzato alla costruzione di due indicatori (Erosione e Contenuto di sostanza organica) a partire dalle informazioni esistenti a livello regionale. A tale progetto ha partecipato la Regione Emilia-Romagna, cosicché le informazioni relative agli indicatori sopracitati, adottate a livello nazionale, sono quelle acquisite, validate e analogamente utilizzate a scala locale. Nell’Annuario Ispra i suddetti indicatori, per i quali è stato possibile procedere a un ulteriore aggiornamento, descrivono nel loro insieme comunque una situazione critica a livello nazionale sia per la mancanza di una rete di monitoraggio, sia per la difficile e, per ora, solo parziale armonizzazione delle informazioni disponibili a livello locale.

 

SITI CONTAMINATI
Le informazioni sito specifiche relative ai siti contaminati hanno un ruolo importante nella valutazione dell'impatto sul territorio e delle conseguenze sulla salute umana e sull'ecosistema. Le attività che svolge Arpae contribuiscono alla definizione di un quadro conoscitivo propedeutico all'ottimale gestione dei siti contaminati in ambito regionale; nello specifico la gestione del catasto di Arpae relativo alle attività che l’Agenzia svolge in materia di siti contaminati costituisce una base conoscitiva a supporto dell’anagrafe regionale prevista dall’art. 251, Titolo V, Parte IV del DLgs 152/06. Arpae per monitorare le attività che svolge sui siti contaminati utilizza e implementa un proprio Data Base (DB) denominato “Catasto dei Siti Contaminati”, funzionale anche per definire gli indicatori ambientali che consentono di monitorare gli impatti generati da specifici settori produttivi.

 

 

Bibliografia

  • 1. AEA, 2015, "L'ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2015", Relazione di sintesi, Agenzia europea dell'ambiente, Copenaghen
  • 2. Arpa Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna (2002), “Proposta di organizzazione di una rete di monitoraggio dei suoli”, SINA Analisi e Progettazione delle reti di monitoraggio ambientale a scala regionale e subregionale
  • 3. Arpa Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna (2010), "Relazione sullo stato dell'ambiente della Regione Emilia-Romagna", Edizione 2009
  • 4. Arpa Emilia-Romagna, (2015), "Report del Catasto dei siti contaminati di Arpa Emilia-Romagna", Edizione 2015
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Autori

  • Giacomo ZACCANTI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Cecilia CAVAZZUTI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Paola TAROCCO (REGIONE EMILIA-ROMAGNA - SERVIZIO GEOLOGICO, SISMICO E DEI SUOLI)
  • Nazaria MARCHI (REGIONE EMILIA-ROMAGNA - SERVIZIO GEOLOGICO, SISMICO E DEI SUOLI)
  • Francesca STAFFILANI (REGIONE EMILIA-ROMAGNA - SERVIZIO GEOLOGICO, SISMICO E DEI SUOLI)
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INDICATORI
Nome indicatore
Altre aree tematiche interessate
Copertura spaziale
Copertura temporale
Trend

Determinanti

Pressioni
Provincia
2015-2016
Faccina delusa
Regione
2004-2016
Faccina seria
Regione
2003-2016
Faccina felice
Regione
2004-2016
Faccina seria

Stato
Regione (pianura)
2015
Faccina seria
Regione
2014 (aggiornamento aprile 2015)
Faccina seria

Risposte