Emilia-Romagna
Rischio industriale DATI 2017

Rischio industriale

faccina seria

L’Emilia-Romagna è una delle regioni italiane a maggior numero di stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR). Il numero complessivo di stabilimenti RIR è diminuito negli ultimi anni, ma aumenta la percentuale di stabilimenti di soglia superiore rispetto agli stabilimenti di soglia inferiore.

faccina felice

L'attività di vigilanza e controllo sugli impianti da parte delle Autorità consente di verificare il mantenimento nel tempo dell’efficienza delle misure e dei mezzi adottati per la prevenzione degli incidenti rilevanti e per la limitazione delle loro conseguenze.
La sinergia tra pianificazione territoriale, attività di controllo e pianificazione dell’emergenza esterna, ottenuta attraverso la collaborazione tra tutti gli Enti interessati, ha migliorato negli anni la gestione del rischio industriale, consentendo il raggiungimento di un buon livello di conoscenza della tematica.

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La normativa in materia punta l'attenzione sull'accessibilità del pubblico all’informazione e la comunicazione efficace del rischio anche tramite l'utilizzo di mezzi informatici e telematici,  che insieme a strumenti quali la consultazione e informazione preventiva della popolazione, può favorire la partecipazione del pubblico ai processi decisionali al fine di accrescere la consapevolezza del rischio industriale da parte dei cittadini e delle Autorità.

Sintesi

L'Emilia Romagna è tra le regioni italiane a più elevata presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR), con 83 stabilimenti in esercizio nel 2017 (circa 11% del totale nazionale), anche se negli ultimi anni si registra un trend in diminuzione del numero complessivo di stabilimenti in regione.
Sono presenti almeno due stabilimenti per ogni provincia e 45 comuni del territorio regionale sono interessati dalla presenza di uno o più stabilimenti.+ I comuni interessati dalla presenza di un più elevato numero di stabilimenti sono il comune di Ravenna (24 stabilimenti), Ferrara (6), Faenza (4), Cotignola (3).
In regione prevalgono gli stabilimenti di soglia superiore, ovvero che detengono maggiori quantitativi di sostanze pericolose in base ai limiti definiti dal DLgs 105/2015 e circa il 20% del totale sono stabilimenti chimici e/o petrolchimici, concentrati in particolare nei poli petrolchimici di Ferrara e Ravenna.
Seguono, come numerosità di stabilimenti, i depositi di GPL, i depositi di fitofarmaci e le aziende che effettuano trattamenti galvanici.  
Le categorie di sostanze/miscele pericolose dell’Allegato I - parte 1 del DLgs105/15, maggiormente diffuse negli stabilimenti RIR a livello regionale, sono i pericolosi per l'ambiente acquatico, i liquidi infiammabili e le sostanze con tossicità acuta di categoria 2 o 3. Le sostanze maggiormente diffuse sono gas di petrolio liquefatti (principalmente GPL), gas naturale (metano) e prodotti petroliferi (principalmente benzina, gasolio e cherosene). Risulta rilevante anche il numero di stabilimenti che detengono metanolo, idrogeno e ammoniaca anidra.
Dal 2000 al 2017 sono state effettuate complessivamente 183 ispezioni sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti, di cui il 64% negli stabilimenti di soglia superiore. Solo tre stabilimenti di soglia inferiore, recentemente assoggettati alla normativa Seveso a seguito della variazione nella classificazione delle sostanze pericolose detenute, non sono stati ancora oggetto di ispezione. Dal 2016, a seguito dell'entrata in vigore del DLgs 105/2015, si registra un aumento del numero delle ispezioni rispetto agli anni precedenti.
E’ in corso l'aggiornamento di diversi piani di emergenza esterni da parte di gruppi di lavoro tecnici coordinati dalle Prefetture, a cui partecipano tutti gli Enti coinvolti nell’intervento e nella gestione di una eventuale emergenza. Non sono stati predisposti i piani di emergenza esterni per 12 stabilimenti, tra cui alcuni in quanto recentemente assoggettati alla normativa Seveso e i restanti perchè non presentano aree di danno con effetti all'esterno dello stabilimento. 

 

Quadro Generale

Il rischio derivante da attività svolte all’interno di stabilimenti industriali che, per la tipologia di sostanze trattate, possono costituire fonti di pericolo, si definisce rischio industriale. In particolare, il rischio industriale è associato al rilascio di una o più sostanze pericolose, di norma conseguente a eventi incidentali che possono dar luogo a scenari con conseguenze gravi per l’uomo e per l’ambiente circostante lo stabilimento. Alcune attività industriali che comportano lo stoccaggio e/o l’utilizzo di determinati quantitativi di sostanze pericolose sono soggette alla normativa sui rischi di incidente rilevante (RIR).
Le normative in materia di pericoli di incidente rilevante hanno come obiettivo la prevenzione di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose e la limitazione delle loro conseguenze per l’uomo e per l’ambiente.
Al fine di ridurre la probabilità di accadimento e le conseguenze degli incidenti, i gestori degli stabilimenti debbono adempiere a specifici obblighi, tra cui adeguare gli impianti al fine di renderli maggiormente sicuri e predisporre documentazioni tecniche e informative specifiche.
In particolare il gestore di ogni stabilimento a rischio di incidente rilevante deve:

– individuare i pericoli di incidente rilevante e adottare le misure necessarie per prevenirli e per limitarne le conseguenze per l’uomo e per l’ambiente;

– garantire la progettazione, la costruzione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti, al fine di renderli sufficientemente sicuri e affidabili;

– adottare e mantenere attivo il sistema di gestione della sicurezza;

– fornire la scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini e i lavoratori;

– predisporre i piani d’emergenza interni e fornire tutte le informazioni utili alle autorità competenti per la stesura del piano d’emergenza esterno, al fine di prendere le misure necessarie in caso di incidente rilevante.

Contemporaneamente gli stabilimenti sono sottoposti a specifiche attività istituzionali da parte delle Autorità:

– istruttorie tecniche, volte a verificare i processi utilizzati nello stabilimento in rapporto all’analisi dei rischi e, quindi, alle conseguenze degli eventi incidentali connessi con l’impiego delle sostanze pericolose;

– ispezioni sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti, volte a verificare che le misure tecniche e gestionali adottate nello stabilimento garantiscano la conduzione del processo industriale in sicurezza in tutte le sue fasi di vita.

Bibliografia

  • ISPRA, Ministero Ambiente, “Mappatura dei pericoli di incidente rilevante in Italia Edizione 2013”, 2013
  • Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, “Le attività a rischio di incidente rilevante in Italia”, 2013
  • SNPA, Rapporto controlli ambientali del SNPA AIA/Seveso – Edizione 2016

Autori

  • Alessia LAMBERTINI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Ermanno ERRANI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Valentino GENNARI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
INDICATORI
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Determinanti

Risposte

Stato