Emilia-Romagna
Rischio industriale
Sintesi


L'Emilia Romagna è tra le regioni italiane a più elevata presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR), con 83 stabilimenti in esercizio nel 2017 (circa 11% del totale nazionale), anche se negli ultimi anni si registra un trend in diminuzione del numero complessivo di stabilimenti in regione.
Sono presenti almeno due stabilimenti per ogni provincia e 45 comuni del territorio regionale sono interessati dalla presenza di uno o più stabilimenti.+ I comuni interessati dalla presenza di un più elevato numero di stabilimenti sono il comune di Ravenna (24 stabilimenti), Ferrara (6), Faenza (4), Cotignola (3).
In regione prevalgono gli stabilimenti di soglia superiore, ovvero che detengono maggiori quantitativi di sostanze pericolose in base ai limiti definiti dal DLgs 105/2015 e circa il 20% del totale sono stabilimenti chimici e/o petrolchimici, concentrati in particolare nei poli petrolchimici di Ferrara e Ravenna.
Seguono, come numerosità di stabilimenti, i depositi di GPL, i depositi di fitofarmaci e le aziende che effettuano trattamenti galvanici.  
Le categorie di sostanze/miscele pericolose dell’Allegato I - parte 1 del DLgs105/15, maggiormente diffuse negli stabilimenti RIR a livello regionale, sono i pericolosi per l'ambiente acquatico, i liquidi infiammabili e le sostanze con tossicità acuta di categoria 2 o 3. Le sostanze maggiormente diffuse sono gas di petrolio liquefatti (principalmente GPL), gas naturale (metano) e prodotti petroliferi (principalmente benzina, gasolio e cherosene). Risulta rilevante anche il numero di stabilimenti che detengono metanolo, idrogeno e ammoniaca anidra.
Dal 2000 al 2017 sono state effettuate complessivamente 183 ispezioni sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti, di cui il 64% negli stabilimenti di soglia superiore. Solo tre stabilimenti di soglia inferiore, recentemente assoggettati alla normativa Seveso a seguito della variazione nella classificazione delle sostanze pericolose detenute, non sono stati ancora oggetto di ispezione. Dal 2016, a seguito dell'entrata in vigore del DLgs 105/2015, si registra un aumento del numero delle ispezioni rispetto agli anni precedenti.
E’ in corso l'aggiornamento di diversi piani di emergenza esterni da parte di gruppi di lavoro tecnici coordinati dalle Prefetture, a cui partecipano tutti gli Enti coinvolti nell’intervento e nella gestione di una eventuale emergenza. Non sono stati predisposti i piani di emergenza esterni per 12 stabilimenti, tra cui alcuni in quanto recentemente assoggettati alla normativa Seveso e i restanti perchè non presentano aree di danno con effetti all'esterno dello stabilimento. 

 

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