Emilia-Romagna
Energia DATI 2018

Energia

faccina felice

11% DEI CONSUMI ENERGETICI DA FONTI RINNOVABILI 
I consumi energetici regionali coperti da fonti rinnovabili, al 2018, rappresentano il 10,8% dei consumi finali di energia; valore superiore a quanto previsto per la regione Emilia-Romagna dal D.M. Burden Sharing (15/3/2012) per il 2020 (8,9%)

faccina seria

CONSUMI ENERGETICI IN CALO FINO AL 2014, POI LIEVE INVERSIONE DI TENDENZA
L'andamento dei consumi energetici regionali annuali, del periodo 2006-2018, mostra un trend di decrescita fino al 2014 (-23%, 2014 vs 2002), anno, quest'ultimo, caratterizzato da condizioni climatiche particolarmente miti e da una forte congiuntura economica negativa. A partire dal 2015, però, si registra una costante crescita dei consumi energetici (+13%, 2017 vs 2014), con valori che rimangono, comunque, complessivamente inferiori a quelli pre-crisi. Il 2018 vede un leggero calo dei consumi rispetto al 2017, dovuto soprattutto ad esigenze termiche e di processo. i consumi elettrici si mantengono invece costanti (+30 ktep rispetto al 2017).

faccina felice

27% DI ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA DA FONTI RINNOVABILI 
La produzione regionale di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili (FER), nel 2018, è pari al 27% del totale. Si conferma, nel 2018, l'andamento di crescita della produzione di energia elettrica da FER (+5%, 2018 vs 2017), ripreso nel 2017 dopo due anni di calo. Nel 2018, l'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici rappresenta il 37% delle produzione totale da FER, mentre le bioenergie il 46%.

faccina delusa

IL CONTRIBUTO DEL SETTORE TERMOELETTRICO E' PARI AL 73%
Il contributo relativo del settore termoelettrico nella produzione lorda di energia elettrica resta quello prevalente in Emilia-Romagna, con una quota pari al 73% nel 2018. 

Sintesi

L'andamento dei consumi energetici regionali, nel periodo 2002-2018, mostra un andamento di costante riduzione fino al 2014, con una flessione dei consumi maggiore in corrispondenza del 2008, da imputare per lo più alla crisi economico-finanziaria, e del 2014 (-26%, 2014 vs 2002), in maggior parte dovuta ad un risparmio dei consumi domestici in conseguenza di un inverno mite. A tale decrescita segue un'inversione di tendenza a partire dal 2015, legata, in particolare, ai consumi energetici del settore industriale, che si conferma nei due anni successivi (+13%, 2017 vs 2014); i dati di consumo energetico relativi al 2018 vedono un leggero decremento rispetto all’anno precedente. I dati relativi al consumo energetico coperto da fonti rinnovabili (FER) sono stati monitorati in modo sistematico dall’anno 2012 dal GSE. In Emilia-Romagna, l’incidenza delle FER sui consumi energetici è progressivamente aumentata, fino a coprire l’11% dei consumi finali di energia nel 2017; nel 2018 ha presentato una leggera flessione (-0,2% rispetto al 2017) dovuta ad una minore consumo di fonti rinnovabili rispetto all’anno precedente. Tale contributo è comunque superiore all’obiettivo fissato per la Regione Emilia-Romagna al 2020 (pari al 8,9% dei consumi finali) dal DM 15/3/2012 (Burden Sharing).
Per quanto riguarda la produzione lorda di energia elettrica, in Emilia-Romagna, si rileva un andamento di decrescita nel periodo 2008-2014, che ha portato a una riduzione del 37%, seguito da una crescita della produzione fino all’anno 2017 (+30%, 2017 vs 2015). Il 2018, invece, segna una leggera riduzione della produzione di energia elettrica lorda (-6%, 2018 vs 2017). 
La dinamica del settore energetico è influenzata, oltre che dagli andamenti del mercato internazionale dei combustibili, anche dall’evoluzione dell’assetto normativo, con la liberalizzazione dei mercati energetici e l’introduzione di nuove forme di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Negli ultimi anni si sta assistendo a una significativa variazione del mix produttivo di energia elettrica, dovuto principalmente alla forte diffusione di impianti a fonti energetiche rinnovabili (FER). Il contributo del settore termoelettrico, nonostante sia tendenzialmente in calo nell'ultimo decennio, resta comunque preponderante rispetto alle altre fonti (73% nel 2018).
Fino al 2010, la principale fonte rinnovabile è stata quella idroelettrica, mentre, dal 2011, è diventa il fotovoltaico, grazie alla significativa e repentina crescita di tale tipologia di impianti. Nel 2018, le bioenergie sono state la principale fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica (46%), seguita dal fotovoltaico (36%), che registra un valore più che doppio rispetto all'idroelettrico.

 

Quadro Generale

Il passaggio ad un'economia decarbonizzata è una delle principali sfide che i Paesi del mondo si sono posti per i decenni a venire.
L'Unione Europea si è dotata di politiche energetiche finalizzate al raggiungimento di obiettivi di riduzione dei consumi di fonti fossili, l’innalzamento dell’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Le politiche europee maggiormente conosciute riguardano il pacchetto "20-20-20", che stabilisce tre ambiziosi obiettivi da raggiungere entro il 2020: ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 20% (o del 30% in caso di accordo internazionale) rispetto ai livelli del 1990; ridurre i consumi energetici del 20%, aumentando l'efficienza energetica; soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo con energie rinnovabili. Nel 2008 è stato approvato il "Pacchetto Clima-Energia", che definisce i metodi per tradurre in pratica gli obiettivi al 2020, attraverso sei nuovi strumenti legislativi: Direttiva Fonti Energetiche Rinnovabili (Dir. n. 2009/28/EC); Direttiva Emission Trading (Dir. n. 2009/29/EC); Direttiva sulla qualità dei carburanti (Dir. n. 2009/30/EC); Direttiva Carbon Capture and Storage - CCS (Dir. n. 2009/31/EC); Decisione Effort Sharing (Dec. n. 2009/406/EC); Regolamento CO2 Auto (Reg. n. 2009/443/EC). 
Il Consiglio europeo, nel 2014, ha approvato altri importanti obiettivi in materia di clima ed energia, con orizzonte al 2030: -40% emissioni di gas a effetto serra, con obiettivi vincolanti per gli Stati membri (per i settori non-ETS); +27% rinnovabili sui consumi finali di energia, vincolante a livello europeo, ma senza target vincolanti a livello di Stati membri; 27% efficienza energetica, non vincolante ma passibile di revisioni per un suo innalzamento al 30%.
L'amministrazione regionale dell'Emilia-Romagna è stata la prima in Italia a dotarsi di una normativa sulla programmazione energetica, con la legge regionale n.26 del dicembre 2004 "Disciplina della programmazione energetica territoriale ed altre disposizioni in materia di energia".
Inoltre, il primo marzo 2017, l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il nuovo Piano energetico regionale 2030. Le principali strategie del nuovo Piano riguardano i grandi temi chiave del settore energia: risparmio e uso efficiente dell’energia, la razionalizzazione dei settori economici e del settore pubblico, oltre ad altre linee di indirizzo su fonti rinnovabili, ricerca e trasporti. 
A scala comunale, la Regione Emilia-Romagna, riconoscendo il Patto dei Sindaci (un’iniziativa della Commissione europea che assegna un ruolo chiave alle città nella lotta al cambiamento climatico tramite l’attuazione di politiche locali mirate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili) come uno strumento fondamentale, dal 2012 ha avviato attività di promozione di tale iniziativa sul proprio territorio, con diversi contributi ai Comuni per l’elaborazione dei Piani d'azione per l’energia sostenibile ed il clima (Paesc), considerandoli come strumenti attuativi delle politiche regionali.

Autori

  • Leonardo PALUMBO (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Simonetta TUGNOLI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Francesca LUSSU (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
INDICATORI
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Trend

Determinanti
Regione
2002-2018
Faccina seria