L’andamento dei consumi energetici in Emilia-Romagna evidenzia, a partire dalla metà degli anni Duemila, una tendenza complessiva alla riduzione. Una prima contrazione significativa si osserva nel 2009, in corrispondenza della crisi economico-finanziaria globale. Successivamente, la curva dei consumi registra un secondo minimo nel 2014, attribuibile in larga parte alla diminuzione dei consumi domestici dovuta a condizioni climatiche particolarmente miti.
Dal 2015 si rileva un’inversione di tendenza, trainata soprattutto dalla ripresa dei consumi del settore industriale; tale dinamica si consolida nei due anni successivi, con un incremento complessivo pari al +13% nel 2017 rispetto al 2014. Il 2020 segna invece un nuovo e marcato calo dei consumi, imputabile principalmente alle restrizioni introdotte durante il lockdown del primo semestre.
Nel 2021 si osserva un rimbalzo positivo dei consumi finali, che tornano su livelli in linea con la media del periodo 2014-2019. L’anno 2022 registra però una nuova contrazione, sia dei consumi lordi, sia di quelli finali, a seguito dell’innesco della guerra Russia-Ucraina, della conseguente riduzione dei flussi di gas verso l’Europa e dell’aumento dei prezzi delle principali commodities energetiche. Tale tendenza prosegue, seppur in forma attenuata, nel 2023: le persistenti tensioni geopolitiche, la fase di stagnazione economica e un’annata climatica mite determinano un ulteriore lieve calo della domanda energetica, sia termica, sia elettrica, in tutti i principali settori regionali, ad esclusione dei trasporti, che registrano un incremento del 3% rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda i consumi coperti da fonti energetiche rinnovabili (FER), il monitoraggio sistematico condotto dal GSE a partire dal 2012 mostra, per l’Emilia-Romagna, una crescita progressiva dell’incidenza delle FER sui consumi energetici finali lordi. La regione ha costantemente superato i valori-obiettivo stabiliti dal “Burden Sharing”. A partire dal 2021, la quota di consumi complessivi coperta da rinnovabili tende a stabilizzarsi: le differenze rispetto agli anni precedenti riflettono sia variazioni metodologiche, sia l’evoluzione dei fenomeni energetici osservati. Nel 2023 la quota di energia rinnovabile sui consumi interni lordi si attesta al 10,8%, in linea con i due anni precedenti.
La potenza lorda di generazione elettrica in Emilia-Romagna, al 2023, è stata pari a 10.486 MW. Osservando la distribuzione della capacità per fonte: il 58,3% di tale potenza è rappresentato da termoelettrico a fonti fossili (6.113 MW), circa il 29% da fotovoltaico (3.030 MW), circa il 6% sia da idroelettrico (650 MW), che da termoelettrico a biomassa (648 MW), ed, infine, il 0,4% da eolico (45 MW).
Nel 2023, la potenza ha registrato un incremento di circa +700 MW, trainato principalmente dal settore fotovoltaico, che ha registrato un aumento di +516,5 MW (+20,6% rispetto al 2022).
La produzione totale di energia elettrica lorda, in Emilia Romagna, è stata di circa 23.308 GWh, registrando un calo di circa -10% rispetto al 2022 e confermando il trend in diminuzione avviato dal 2021. Si rileva,inoltre, rispetto al 2022, una riduzione dell’energia elettrica complessivamente richiesta in regione di circa -3%.
La dinamica del settore energetico è influenzata, oltre che dagli andamenti del mercato internazionale dei combustibili, anche dall’evoluzione dell’assetto normativo e dei sistemi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Negli ultimi anni si è osservata una significativa variazione del mix produttivo di energia elettrica, dovuta principalmente alla forte diffusione di impianti a fonti energetiche rinnovabili (FER), con particolare riferimento al fotovoltaico, che, dal 2023, costituisce la principale fonte di produzione di energia da FER, (2.964 GWh, pari al 48% della produzione da FER - 6.174 GWh), seguita dalle bioenergie.
Il contributo del settore termoelettrico fossile (19.426 GWh) resta, nel 2023, comunque preponderante rispetto alle FER, con una percentuale del 73,5% sulla produzione elettrica lorda, seppure in diminuzione in confronto al 2022 e 2021.
Le bioenergie, con un valore di 2.302 GWh, costituiscono, nel 2023, il 37,3% della produzione da FER e il 9,9% della produzione elettrica totale, confermando il trend in diminuzione del 2022 rispetto al 2021 (-6%). Tale diminuzione si ritiene sia correlabile da un lato alle dinamiche di mercato dei combustibili e dall’altro al processo di riconversione di numerosi impianti da biogas a biometano.
Dopo l’emergenza idrica che ha caratterizzato il 2022, nel 2023 si è, infine, registrata una ripresa della produzione di energia idroelettrica (823 GWh, +73,6% vs 2022), che rappresenta circa il 13% della produzione da FER. Contestualmente, nel 2023, la produzione di energia da fonte eolica è cresciuta del 23,8% rispetto al 2022, pur contribuendo soltanto per circa l’1,5% alla produzione complessiva da FER..
