Emilia-Romagna
Energia
Sintesi


L'andamento dei consumi energetici regionali, nel periodo 2002-2018, mostra un andamento di costante riduzione fino al 2014, con una flessione dei consumi maggiore in corrispondenza del 2008, da imputare per lo più alla crisi economico-finanziaria, e del 2014 (-26%, 2014 vs 2002), in maggior parte dovuta ad un risparmio dei consumi domestici in conseguenza di un inverno mite. A tale decrescita segue un'inversione di tendenza a partire dal 2015, legata, in particolare, ai consumi energetici del settore industriale, che si conferma nei due anni successivi (+13%, 2017 vs 2014); i dati di consumo energetico relativi al 2018 vedono un leggero decremento rispetto all’anno precedente. I dati relativi al consumo energetico coperto da fonti rinnovabili (FER) sono stati monitorati in modo sistematico dall’anno 2012 dal GSE. In Emilia-Romagna, l’incidenza delle FER sui consumi energetici è progressivamente aumentata, fino a coprire l’11% dei consumi finali di energia nel 2017; nel 2018 ha presentato una leggera flessione (-0,2% rispetto al 2017) dovuta ad una minore consumo di fonti rinnovabili rispetto all’anno precedente. Tale contributo è comunque superiore all’obiettivo fissato per la Regione Emilia-Romagna al 2020 (pari al 8,9% dei consumi finali) dal DM 15/3/2012 (Burden Sharing).
Per quanto riguarda la produzione lorda di energia elettrica, in Emilia-Romagna, si rileva un andamento di decrescita nel periodo 2008-2014, che ha portato a una riduzione del 37%, seguito da una crescita della produzione fino all’anno 2017 (+30%, 2017 vs 2015). Il 2018, invece, segna una leggera riduzione della produzione di energia elettrica lorda (-6%, 2018 vs 2017). 
La dinamica del settore energetico è influenzata, oltre che dagli andamenti del mercato internazionale dei combustibili, anche dall’evoluzione dell’assetto normativo, con la liberalizzazione dei mercati energetici e l’introduzione di nuove forme di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Negli ultimi anni si sta assistendo a una significativa variazione del mix produttivo di energia elettrica, dovuto principalmente alla forte diffusione di impianti a fonti energetiche rinnovabili (FER). Il contributo del settore termoelettrico, nonostante sia tendenzialmente in calo nell'ultimo decennio, resta comunque preponderante rispetto alle altre fonti (73% nel 2018).
Fino al 2010, la principale fonte rinnovabile è stata quella idroelettrica, mentre, dal 2011, è diventa il fotovoltaico, grazie alla significativa e repentina crescita di tale tipologia di impianti. Nel 2018, le bioenergie sono state la principale fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica (46%), seguita dal fotovoltaico (36%), che registra un valore più che doppio rispetto all'idroelettrico.

 

Torna indietro