Emilia-Romagna
Frane e smottamenti DATI 2021

Attività produttive

faccina seria

892 INSTALLAZIONI CON AIA REGIONALE E 16 CON AIA STATALI
Nel 2021, rispetto all'anno precedente, sono state dismesse 15 installazioni e ne sono state autorizzate 25 di nuove. La provincia di Modena conta 190 attività autorizzate, seguono Forlì-Cesena con 186 e Reggio Emilia con 104. La categoria AIA più numerosa è costituita dagli allevamenti intensivi; inoltre, in base a particolari concentrazioni territoriali di determinati settori, è possibile identificare i seguenti distretti:
- Ceramico:  Modena - Reggio Emilia; 
- Chimico:  Ravenna - Ferrara;
- Allevamenti: Forlì-Cesena.

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379 ISPEZIONI EFFETTUATE
Nel 2021, Arpae ha effettuato 379 ispezioni ordinarie per le AIA regionali. Le ispezioni programmate hanno dato luogo a 746 campioni (43% emissioni in atmosfera, il 19% acque sotterranee, il 17% acque reflue e il 21% altre matrici). L'attività di vigilanza ha determinato 37 notizie di reato, 31 procedure estintive ai sensi della L 68/2015 e 82 sanzioni amministrative.

 

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IL PIANO DELLE ISPEZIONI PROGRAMMATE (DGR 2124/2018)
Il Piano delle ispezioni, approvato con DGR 2124/2018 e ss.mm.ii, utilizza il modello SSPC (Sistema di Supporto alla Pianificazione dei controlli) elaborato dal Sistema Nazionale delle Agenzie Ambientali. Il modello SSPC calcola per ciascuna installazione un vettore rischio tenendo conto: degli impatti potenziali e reali, del livello di osservanza delle condizioni di autorizzazione, delle certificazioni ambientali e dello stato dell’ambiente in cui si trova l’installazione. Nel Piano elaborato dalla Regione Emilia-Romagna, con il supporto di Arpae, vengono inoltre inseriti un malus e un bonus per valorizzare maggiormente la buona gestione delle installazioni. A seguito dell’emergenza Covid-19 con DGR 922/2020 è stata apportata una modifica al piano, ridefinendo il programma delle ispezioni programmate.

 

Sintesi

Nel 2021, in Emilia-Romagna sono presenti 892 installazioni in possesso di autorizzazione integrata ambientale.
Il numero maggiore è presente nella provincia di Modena, con 190 attività autorizzate, seguono Forlì-Cesena con 186 e Reggio Emilia con 104.
Analizzando le specifiche categorie di attività industriali esercitate all’interno del territorio regionale, emerge che la categoria più numerosa è costituita dagli allevamenti intensivi, con un numero pari a 331 installazioni.
In Emilia-Romagna, la programmazione delle ispezioni AIA viene fatta sulla base del Piano regionale di ispezione per le installazioni con autorizzazione integrata ambientale (AIA), approvato con Delibera 2124/2018 e successive modifiche e integrazioni. Tale programmazione ha subito, nel biennio 2020-2021, un'importante revisione a causa delle misure restrittive dettate dall’emergenza sanitaria Covid-19.
Il numero totale di ispezioni programmate ed effettuate nelle installazioni regionali, per l’anno 2021, sono 379.
Analizzando i dati del triennio 2019-2021, si evidenzia un lieve calo del numero di ispezioni programmate per l’anno 2020, a causa dell’emergenza Sars-Cov-19.
Con riferimento all'attività di campionamento, il numero totale di campioni prelevati nelle installazioni con AIA regionali, per l’anno 2021, sono 746.
Analizzando i dati del triennio 2019-2021, si evidenzia un lieve aumento del numero di campioni effettuati nell’anno 2021, grazie alla ripresa delle attività dopo i periodi di lockdown dovuti all’emergenza sanitaria Sars-Cov-19.
Dall’analisi dei dati relativi agli esiti delle ispezioni programmate ed effettuate sulle installazioni AIA risulta la piena conformità per il 73% dei casi. Mentre il restante 27% è stato oggetto di procedimenti sanzionatori, in particolare il 7% riguarda notizie di reato, il 5% violazioni contravvenzionali (Legge 68/2015) e il 15% sanzioni amministrative.
Analizzando le non conformità all’interno di ogni categoria di attività AIA e per tipologia sanzionatoria emerge che, l’ “Industria chimica” è stata la categoria con minori procedimenti sanzionatori sul totale delle ispezioni effettuate nella medesima categoria, analogamente le categorie “Attività connesse” e “Attività Energetiche” hanno dato luogo al maggior numero di non conformità sul totale delle ispezioni effettuate nelle stesse categorie.
Infine, la categoria “Allevamenti intensivi”, che rappresenta la categoria più ispezionata (stante l'elevato numero di installazioni presenti in regione, 331), ha dato luogo a procedimenti sanzionatori nel 25% dei casi.

 

Quadro Generale

L'Unione europea ha adottato nel 1996 la prima direttiva (Direttiva 96/61/CE) sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (integrated pollution prevention and control - IPPC), oggi sostituita dalla direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (Direttiva IED). In Italia tale direttiva è stata recepita con il DLgs 4 marzo 2014, n. 46, che modifica il DLgs 152/06, nel quale sono comprese le norme che disciplinano il rilascio, l'aggiornamento e il riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) delle installazioni assoggettate.
La Direttiva IED è basata su tre cardini fondamentali:
- l'approccio integrato, che implica che le autorizzazioni devono prendere in considerazione l'impatto ambientale nella sua interezza, comprendendo emissioni in aria, acqua e suolo, produzione di rifiuti, utilizzo di risorse, efficienza energetica, rumore, radiazioni, vibrazioni, prevenzione degli incidenti e ripristino del sito dopo la chiusura, con lo scopo di conseguire un'elevata protezione dell'ambiente nel suo complesso;
- le BAT (best available techniques), le condizioni delle autorizzazioni devono essere basate sulle migliori tecniche disponibili (MTD). I documenti di riferimento sulle migliori tecniche disponibili (BAT reference documents) sono i cosiddetti BREF e le BAT Conclusion;
- le condizioni locali: le autorità competenti, per il rilascio delle autorizzazioni, tengono conto delle caratteristiche tecniche dell'installazione, della localizzazione geografica e delle condizioni ambientali locali.
La Direttiva IED prevede inoltre un´ampia partecipazione del pubblico, in linea anche con i principi della convenzione di Aarhus; la Regione Emilia-Romagna cura la pubblicazione on-line delle autorizzazioni di competenza regionale, dei report periodici inviati dai gestori degli impianti e dei rapporti delle ispezioni programmate di Arpae (Portale AIA).
La Regione Emilia-Romagna con la LR 21/2004 e ss.mm.ii. detta disposizioni in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento.
L’autorizzazione integrata ambientale (AIA) è il provvedimento che autorizza l'esercizio delle installazioni riportate nell'allegato VIII alla parte Seconda del DLgs 152/2006 e prevede misure tese a evitare, ove possibile, o a ridurre le emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente, salve le disposizioni sulla valutazione di impatto ambientale. L’AIA autorizza l'esercizio di una installazione a determinate condizioni che garantiscono la conformità ai requisiti Ippc.
In applicazione della LR 13/2015 Arpae svolge le funzioni amministrative di "Autorità competente" per conto della Regione Emilia-Romagna in materia di AIA, attraverso i Servizi Autorizzazione e Concessione.  
L’AIA disciplina anche le modalità di monitoraggio e controllo delle installazioni (Art. 29 decies), comprendendo:
- le attività di autocontrollo effettuate dal Gestore ed i cui esiti sono pubblicati sul Portale AIA;
- le attività di controllo programmato effettuate dai Servizi Territoriali di Arpae sulla base del piano di ispezione regionale, ed i cui esiti sono pubblicati sul Portale AIA.
In applicazione dell’art. 29 decies comma 3 del DLgs 152/2006, la frequenza delle ispezioni programmate è definita attraverso un piano regionale. Il piano riferito al triennio 2019-2021 è stato approvato dalla Regione Emilia-Romagna con la DGR 2124 del 10/12/2018 e ss.mm.ii.
Nell'ambito delle ispezioni programmate, Arpae accerta:
- il rispetto delle condizioni dell'Autorizzazione Integrata Ambientale;
- la regolarità dei controlli a carico del Gestore (autocontrolli), con particolare riferimento alla regolarità delle misure e dei dispositivi di prevenzione dell’inquinamento nonché al rispetto dei valori limite di emissione;
- che il gestore abbia ottemperato ai propri obblighi di comunicazione ed, in particolare, che abbia informato regolarmente l’Autorità Competente (AC) e, nel caso di incidenti che influiscano in modo significativo sull’ambiente, abbia fornito in modo tempestivo i risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto.
Le ispezioni programmate sono eseguite da Arpae secondo una procedura certificata UNI EN ISO 9001:2015 e si concludono con la redazione del rapporto ispettivo pubblicato sul Portale AIA.
Al di fuori del Piano regionale delle ispezioni programmate, Arpae effettua:
- ispezioni straordinarie (Rif. Art. 29 decies comma 4);
- vigilanza su richiesta dell’Autorità Giudiziaria o a supporto di altri organi di polizia giudiziaria;
- vigilanza a seguito di Segnalazioni di Inconvenienti Ambientali ritenute significative;
- vigilanza sulla base di programmi definiti dall’Agenzia o richiesti dal Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente (SNPA) anche su temi ambientali specifici.
Inoltre, Arpae, effettua attività di vigilanza programmata a supporto di ISPRA nelle installazioni autorizzate con l’AIA Statale, ovvero le attività elencate nell’Allegato XII alla Parte Seconda del DLgs 152/06, la cui AIA viene rilasciata dal MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica).

 

Autori

  • Francesca DI NICOLA (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Isabella TRONDOLI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Emanuele DAL BIANCO (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Adele LO MONACO (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Matteo BALBONI (REGIONE EMILIA-ROMAGNA - AREA VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE E AUTORIZZAZIONI)
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