Emilia-Romagna
Clima DATI 2015

Clima ed Energia

faccina delusa

Dal punto di vista termico, il 2015 è stato un anno particolare: mite in estate ed inverno, caldo in primavera ed autunno. A livello annuale l’anomalia media di temperatura è stata di circa 2 °C per la massima e 1,7 °C per la minima. Per il periodo 1961-2015 si conferma la tendenza positiva dei valori medi annuali e stagionali, più marcata per le temperature massime.

faccina delusa

Rispetto al clima di riferimento (1961-1990), il 2015 è stato un anno caratterizzato da una diminuzione delle precipitazioni, a seguito, in particolare, del calo registratosi durante la stagione estiva ed autunnale. Si conferma la lieve tendenza negativa delle precipitazioni annue per il periodo 1961-2015.

faccina seria

Lo sviluppo dell'effetto serra è attribuito in gran parte alle emissioni di anidride carbonica (CO2), connesse principalmente alle attività antropiche (impianti di produzione di energia, combustione nell'industria, trasporti etc.). Contribuiscono all'effetto serra anche il metano (CH4), la cui emissione è legata alle attività agricole e allo smaltimento dei rifiuti, e il protossido di azoto (N2O), derivante principalmente dall'agricoltura e dai processi industriali. A livello regionale, le emissioni di gas serra provengono principalmente, circa l'80%, dal settore energetico, che comprende tutte le attività che prevedono processi di combustione (traffico, industrie manifatturiere, riscaldamento). Seguono i processi industriali, con il 7,7% delle emissioni di gas serra, e l'agricoltura, che contribuisce con il 6,7%.

faccina seria

Al 2014, rispetto all’anno precedente, le fonti rinnovabili confermano il contributo del 33% alla potenza totale installata (3.146 MW su un totale di 9.351 MW). Rispetto al 2013 resta importante il contributo degli impianti fotovoltaici (20% della potenza totale installata), che crescono tuttavia solo del 2,5% in potenza. Continua, inoltre, il trend di diminuzione dei consumi elettrici (- 1,5%).

Sintesi

Il 2015  è stato un anno particolare: mite in estate ed inverno, caldo in primavera ed autunno. A livello annuale l’anomalia media di temperatura  è stata di circa 2°C  per la massima e 1,7°C per la minima. Per il periodo 1961-2015 si conferma la tendenza positiva dei valori medi annuali e stagionali, più marcata per le temperature massime.
Le temperature minime dell’inverno sono state superiori al valore climatico di riferimento, con anomalie positive su tutto il territorio regionale, comprese tra 1 °C e 3,5 °C e con una media regionale di circa 2 °C. I valori più intensi sono stati registrati lungo la fascia costiera.
Durante la primavera le anomalie registrate sono state ancora positive, anche se di minore intensità rispetto a quelle invernali. Il segnale massimo di anomalia è stato riscontrato lunga la costa, nella parte centrale (province di Parma e Reggio-Emilia) e localmente sui rilievi. La media regionale delle anomalie è stata di circa 1 °C.
La distribuzione spaziale delle anomalie di temperatura minima nella stagione estiva si è mantenuta positiva su tutta le regione, con un valore medio di circa 2,5 °C. Valori più intensi di circa 3,5 °C sono state registrati nelle province di Parma, Reggio-Emilia, lungo la fascia costiera e, localmente, sull’Appennino.
Durante la stagione autunnale le temperature minime sono rimaste ancora superiori al valore climatico di riferimento, con una media regionale di circa 1 °C.
A livello annuale le temperature minime sono state superiori al valore climatico di riferimento su tutto il territorio regionale, con un’anomalia media di circa 1,5 °C e massima di circa 2,5 °C nelle province di Parma, Reggio-Emilia, lungo la costa e, localmente, sui rilievi.
Per quanto riguarda le temperature massime, valori elevati sono stati registrati durante l’inverno, specialmente nei mesi di dicembre e gennaio. La media regionale delle anomalie è di circa 2,5 °C, con massimi di circa 3,5 °C nella provincia di Piacenza, localmente lungo l’asta del Po e nella provincia di Ravenna.
Nel mese di marzo sono state registrate temperature prossime ai valori climatici di riferimento, in aumento ad aprile e nella prima metà del mese di maggio, quando sono stati toccati anche valori di 30° C. Nel complesso, le anomalie primaverile sono state positive, di circa 1 °C, come media regionale e con valori più elevati sulla parte emiliana.
Questo andamento dell’anomalia è continuato anche nella stagione estiva, quando la media regionale è stata di circa 3 °C, ma con massimi anche di circa 4 °C, registrati nella provincia di Piacenza, nel settore centrale e sull’Appennino bolognese.
Durante l’autunno le temperature massime hanno superate la norma climatica, con un’anomalia media regionale di circa 1 °C rispetto al 1961-1990. Valori notevolmente superiori al clima di riferimento, e decisamente inconsueti per il periodo, sono stati registrati durante la prima parte del mese di novembre, con 25 °C sulla fascia collinare e 24 °C sulle aree di pianura.
A livello annuale le temperature massime hanno mostrato un’anomalia positiva su tutta la regione, con una media spaziale di circa 2 °C dovuta principalmente alle elevate temperature registrate durante l’inverno, l’estate e l’autunno. Valori più elevati, circa 2,5 °C, sono stati registrati lungo la costa e sulle province di Piacenza, Reggio-Emilia e tra le province di Bologna e Ravenna.

Il 2015 è stato un anno caratterizzato da un deficit di precipitazioni su quasi tutta la regione, con valori più marcati lungo la fascia appenninica. Fanno eccezione il settore di pianura e collina della Romagna, dove sono state registrate anomalie positive. Per l’intero periodo 1961-2015 si mantiene una lieve tendenza negativa dell’andamento delle precipitazioni annuali.
Precipitazioni superiori al valore climatico di riferimento sono state registrate durante l’inverno, con una media regionale delle anomalie di circa 40 mm. La distribuzione spaziale delle anomalie di precipitazione ha evidenziato un’anomalia positiva sulla pianura e sui rilievi, con valori attorno a 50 mm e fino a 130 mm nella parte orientale della provincia di Bologna, gran parte della provincia di Ravenna e lungo la costa. La zona appenninica ha mostrato invece anomalie negative fino a 100 mm.
In primavera la distribuzione delle precipitazioni ha mostrato una configurazione complessa: un’anomalia positiva nella parte settentrionale delle province di Piacenza, Parma, Reggio-Emilia (fino a 50 mm) e in Romagna (fino a 150 mm) e un’anomalia negativa nella parte centrale dell’Emilia e sulla fascia Appenninica. Il valore medio regionale sulla stagione è stato positivo, pari a circa 25mm.
Durante la stagione estiva si sono registrate anomalie negative di precipitazioni su quasi tutta la regione, con una media regionale di circa -55 mm, dovuta al deficit pluviometrico registrato nel mese di luglio.
Il segnale autunnale è stato simile a quello estivo, con una anomalia negativa su quasi tutta la regione, tranne che l’Appennino bolognese e alcuni punti in provincia di Ferrara e Piacenza. Complessivamente, il valore medio è stato di circa -30 mm.
Il 2015 è stato un anno caratterizzato da un deficit di precipitazioni su quasi tutta la regione, con valori più marcati lungo la fascia appenninica. Fanno eccezione il settore di pianura e collina della Romagna, dove sono state registrate anomalie positive. Per l’intero periodo 1961-2015 si mantiene una lieve tendenza negativa dell’andamento delle precipitazioni annuali.

Quadro Generale

l dati dell’ultimo rapporto (2007) dell’IPCC (International Panel on Climate Change) sottolineano in modo esplicito come il clima del nostro pianeta stia cambiando:
“il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, come è ora evidente dalle osservazioni dell'incremento delle temperature globali dell'aria e delle temperature degli oceani, dello scioglimento diffuso di neve e ghiaccio e dell'innalzamento globale del livello del mare”.
Il clima è un sistema complesso, i cui processi si sviluppano su ampie scale spaziali e temporali, in grado di influire sull'ambiente, sulla salute e sull'attività dell’uomo. Per clima si intende l'andamento medio delle condizioni meteorologiche e ambientali che caratterizzano una regione geografica. Le variazioni delle proprietà statistiche delle variabili climatiche definiscono i cambiamenti climatici. Esse consistono non solo nelle variazioni dei valori medi di grandezze fisiche quali, ad esempio, la temperatura e la precipitazione, ma anche dei loro valori estremi.
L'analisi delle serie storiche osservate delle principali variabili meteorologiche mostra che, nell'ultimo secolo, la temperatura media del pianeta è aumentata di 0,74°C. Questo aumento non è stato costante nel tempo: nei decenni precedenti al 1950 la temperatura media globale è aumentata di circa 0,06°C per decennio, mentre negli ultimi 50 anni è aumentata di circa 0,25°C per decennio. Per quanto riguarda le precipitazioni, le serie storiche mostrano una diminuzione alle basse latitudini e un aumento alle alte latitudini, con cambiamenti che si estendono anche alle loro caratteristiche d'intensità e durata.
Le conseguenze di questi cambiamenti sono già visibili a tutt'oggi: la diminuzione dei ghiacci polari e dei ghiacciai alle medie latitudini (come sulle Alpi e sulle Ande), l’incremento nell’innalzamento medio del livello del mare da circa 1,8 mm/anno, nei decenni precedenti al 1990, a circa 3,1 mm/anno, negli ultimi 15 anni, gli aumenti nella durata delle ondate di calore o le diminuzioni nella frequenza di giorni con gelo.
La diminuzione della frequenza dei giorni con gelo e l’aumento nella durata delle ondate di calore estive sono stati registrati anche nella nostra regione. Le cause di questi cambiamenti sono molteplici, possono essere esterne e interne, ma non sempre è facile separarle. Tra le cause esterne, la composizione chimico-fisica dell’atmosfera gioca un ruolo chiave nella trasmissione, diffusione e assorbimento della radiazione solare incidente e della radiazione riflessa ed emessa dalla terra verso lo spazio. È noto ormai che negli ultimi decenni la composizione chimica dell’atmosfera è cambiata significativamente, soprattutto per quanto riguarda la concentrazione dei gas “climalteranti” o serra, quali l’anidride carbonica, il metano, l’ossido di azoto, il vapor d'acqua e gli aerosol. Secondo il rapporto dell'IPCC (2007) soltanto il 10% dell’incremento della concentrazione dei gas serra può essere attribuito a cause naturali. Il resto è dovuto all’attività dell’uomo. A seguito delle deforestazioni e al forte incremento nell'utilizzo dei combustibili fossili, la concentrazione di biossido di carbonio è cresciuta da un valore di 280 ppm (parti per milione), nel 1750, a un valore di 379 ppm, nel 2005. Inoltre, la concentrazione in atmosfera del metano, un gas più raro ma 25 volte più potente dell'anidride carbonica, è cresciuta da un valore pre-industriale di circa 715 ppb (parti per miliardo) a 1.732 ppb nei primi anni novanta, con un ulteriore incremento di altre 42 ppb nel 2005. Si ritiene che questo incremento sia dovuto prevalentemente alle attività antropogeniche, principalmente l'agricoltura e l’uso di combustibile fossile, ma contributi minori da differenti tipologie di sorgenti non sono ancora ben chiari.
Le caratteristiche climatiche del 2015 sono state valutate usando come grandezze di base la temperatura minima e massima e la quantità di precipitazione, provenienti da una rete di circa 75 stazioni termometriche e 150 stazioni pluviometriche. Per l'intero periodo 1961-2015 i dati giornalieri1 di temperatura minima e massima e di precipitazione sono stati interpolati su una griglia triangolare a risoluzione variabile con la quota (Marletto et al., 2010). A partire da questi dati interpolati è stato definito un insieme di indicatori, che forniscono una descrizione completa sia del comportamento “medio” che degli estremi di precipitazione e temperatura registrati in Emilia-Romagna.

Nota: 1I dati sono stati sottoposti a un controllo di qualità.

Bibliografia

  • 1. Antolini G., Tomei F. (2006), PRAGA - “Programma di Analisi e Gestione di dati Agrometeorologici.” Atti del convegno AIAM Agrometeorologia e gestione delle colture agrarie, Torino 6-8 giugno
  • 2. Cacciamani C. et al. (2001), “Evidenza di cambiamenti climatici sul Nord Italia. Parte 1: Analisi delle temperature e delle precipitazioni”, in Quaderno Tecnico, ARPA-SMR n. 02/2001, pag.1-43
  • 3. GSE (2012), “Bollettino informativo impianti qualificati a fonte rinnovabile in esercizio” anno 2012
  • 4. Marletto V. et al. (2010), "Atlante idroclimatico della regione Emilia-Romagna". ISBN 88-87854-24-6
(leggi tutto)

Autori

  • Lucio BOTARELLI (ARPA E.R. - SIMC)
  • Rodica TOMOZEIU (ARPA E.R. - SIMC)
  • Valentina PAVAN (ARPA E.R. - SIMC)
  • William PRATIZZOLI (ARPA E.R. - SIMC)
  • Simona MACCAFERRI (ARPA E.R. - SIMC)
(leggi tutto)
INDICATORI
Nome indicatore
Altre aree tematiche interessate
Copertura spaziale
Copertura temporale
Trend

Determinanti

Pressioni

Stato

Impatto