Emilia-Romagna
Clima DATI 2016

Clima ed Energia

faccina delusa

+1,5 °C
ANOMALIA TEMPERATURA
Il 2016 è stato caratterizzato da un'anomalia media di temperatura di circa +1,5 °C per la massima e +1 °C per la minima, rispetto al clima di riferimento (1961-1990). Sul lungo periodo si conferma il trend in leggera crescita per le temperature medie annue, più marcato per le massime.

faccina seria

-45 mm
ANOMALIA PRECIPITAZIONE
-45 mm il deficit regionale delle precipitazioni che ha caratterizzato l'anno 2016, rispetto al clima di riferimento (1961-1990). Si conferma la lieve tendenza alla diminuzione delle precipitazioni medie annue sul lungo periodo.

faccina seria

-536 mm
BILANCIO IDRO-CLIMATICO
Il deficit di bilancio idro-climatico (-536 mm) del 2016 risulta lievemente superiore alla media del periodo 2000-2010, ma decisamente inferiore ai valori stimati tra il 2000 e il 2015. I valori più elevati si riscontrano nella pianura del settore centro-occidentale, nonostante normalmente vengano rilevati nel settore centro-orientale.

faccina seria

80%
EMISSIONI GAS SERRA DA SETTORE ENERGETICO
Oltre l'80% delle emissioni regionali di gas serra, al 2010, provengono dal settore energetico (attività con processi di combustione: traffico, industrie manifatturiere, riscaldamento etc.). A seguire i processi industriali con il 7,7%, l'agricoltura con il 6,7%, i rifiuti con il 5,4%.

 

Sintesi

A livello annuale il 2016 è stato caratterizzato da anomalie positive di temperatura su tutto il territorio regionale, con un valore medio di circa +1,5 °C per le temperature massime e di circa +1 °C per le temperature minime.
Più in dettaglio, per quanto riguarda i valori di temperatura minima, il contributo principale a livello annuo è dato dalle intense anomalie positive registrate durante la stagione invernale. Infatti, durante l’inverno, su tutto il territorio regionale si sono verificate anomalie positive con valori compresi tra +1,8 °C e +3,5 °C e con una media regionale di circa +2,8 °C. L’apporto maggiore è dato non solo dal mese di dicembre 2015, con le sue anomalie intense sui rilievi, ma anche dai mesi di gennaio e febbraio 2016, quando sono stati registrati scostamenti che si sono spinti fino a +4 °C rispetto al clima di riferimento 1961-1990. 
Per quanto riguarda i valori di temperatura massima, il contributo principale a livello annuo è dato dalle elevate temperature registrate durante l’inverno e l’estate. Durante l’inverno valori elevati di temperatura massima sono stati registrati specialmente nei mesi di gennaio e febbraio. La media regionale delle anomalie è di circa +3 °C, anche se la distribuzione spaziale mostra valori di anomalia più intensi, fino a +4 °C. Nella stagione estiva la media regionale delle anomalie è stata di circa +1,7 °C, ma con massimi che hanno raggiunto circa +2,5 °C nella provincia di Piacenza, Reggio Emilia, Modena e nella parte meridionale della provincia di Bologna.
Il periodo 1961-2016 mantiene una tendenza positiva per i valori medi annuali e stagionali delle temperature minime e massime, con un trend più marcato per le temperature massime (+0,4 °C/10 anni per le massime contro +0,2 °C/10 anni per le minime).
L’analisi della quantità di precipitazione annua ha evidenziato un 2016 caratterizzato da un deficit di precipitazione di -45 mm, con anomalie negative su tutta la regione tranne la parte settentrionale delle province di Modena e Bologna, l’Appennino Modenese e la parte nord orientale della regione, dove sono state registrate anomalie positive. 
Per l’intero periodo 1961-2016 si mantiene una lieve tendenza negativa dell’andamento delle precipitazioni annuali.
Precipitazioni leggermente superiori al valore climatico di riferimento sono state registrate durante l’inverno, con una media regionale delle anomalie di circa +30 mm. In primavera la distribuzione delle precipitazioni mostra una configurazione complessa, caratterizzata da leggere anomalie negative in gran parte dell'Emilia e, in genere, lievi anomalie positive in Romagna; a livello regionale, la media delle anomalie non mostra un segnale significativo. Durante la stagione estiva si sono registrate anomalie negative di precipitazioni su quasi tutta la regione, con una media regionale di circa -55 mm, dovuta al deficit pluviometrico registrato nel mese di luglio. Il segnale autunnale è simile a quello primaverile come configurazione, ma con anomalie negative leggermente più alte. Complessivamente, la media regionale delle anomalie autunnali mostra un deficit, con un valore medio di circa -20 mm.
L'analisi dell'intensità dei fenomeni siccitosi ha evidenziato un 2016 caratterizzato da un deficit di Bilancio Idro-Climatico (BIC) con un valore medio di -536 mm. 
Il BIC è un primo indice per la valutazione del contenuto idrico dei suoli e, di conseguenza, delle disponibilità idriche dell’area oggetto dell’indagine.
Il valore registrato nel 2016 (-536 mm) risulta lievemente superiore alla media 2000-2010 (-495 mm), ma decisamente inferiore ai valori più intensi stimati nei 16 anni considerati dal 2000 al 2015, superiori ai -600 mm, come nelle annate 2003, 2007, 2009 e 2011.

 

Quadro Generale

L’ultimo rapporto (quinto della serie), pubblicato nel 2013 dal WG1 (Working Group I) dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), sottolinea come alcuni cambiamenti climatici osservati siano di notevole interesse:
- un riscaldamento globale su tutto il pianeta, con un trend di crescita della temperatura compreso tra 0,65° e 1,06 °C nel periodo 1880-2012; significative variabilità decennali e interannuali della temperatura superficiale media;
- l’analisi della temperatura media dell’aria dell’ultimo secolo ha evidenziato che l’ultima decade è la più calda dell’intera serie (a livello europeo);
- le precipitazioni hanno mostrato su molte regioni dei trend positivi/negativi dal 1951 a oggi, anche se non sempre significativi; ad esempio: incrementi nelle precipitazioni sono stati osservati nell’Europa del Nord e in alcune zone dell’Asia settentrionale e centrale; diminuzioni delle precipitazioni sono state osservate invece nel Sahel, nel Mediterraneo;
- a partire dal 1950 circa, sono stati osservati cambiamenti per molti eventi climatici estremi. Ad esempio il numero di giorni e notti freddi è diminuito, mentre quello di giorni e notti caldi è aumentato. È probabile che siano più numerose le terre emerse in cui il numero di eventi di intensa precipitazione è aumentato di quelle in cui è diminuito.
Le cause dei cambiamenti climatici sono molteplici, possono essere esterne e interne al sistema climatico, ma non sempre è facile separarle.
Tra le cause esterne, la composizione chimica dell’atmosfera gioca un ruolo chiave nella trasmissione, diffusione e assorbimento della radiazione solare incidente e della radiazione riflessa ed emessa dalla terra verso lo spazio. È noto ormai che negli ultimi decenni la composizione chimica dell'atmosfera è cambiata significativamente, soprattutto per quanto riguarda la concentrazione dei gas “climalteranti” o serra, quali l’anidride carbonica, il metano, l’ossido di azoto, il vapor d'acqua e gli aerosol. Nuovo record è stato registrato nel 2017 per la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, che ha oltrepassato la soglia di 410 parti per milione (ppm), rispetto ai 280 ppm registrati nel 1750. L'Osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii, la più antica stazione di rilevamento di CO2 al mondo, ha registrato 412 ppm il 26 aprile scorso, mentre la soglia di 410 ppm era stata superata il 18 aprile. Inoltre, da settembre 2016 la CO2 ha superato 400 ppm in modo permanente. La concentrazione in atmosfera del metano, un gas più raro ma molto più potente dell'anidride carbonica, è cresciuta da un valore pre-industriale di circa 715 ppb (parti per miliardo) a 1.732 ppb nei primi anni novanta e a 1.850 parti per miliardo nel 2016. Si ritiene che questo incremento sia dovuto prevalentemente alle attività antropogeniche, principalmente l'agricoltura e l'uso di combustibile fossile, ma contributi minori da differenti tipologie di sorgenti non sono ancora ben chiari. Il 40% di CH4 proviene da paludi, fondali marini e permafrost, mentre il 60% deriva principalmente dall’attività umana, cioè: allevamento (in particolare bovini) ed estrazione di gas naturale e petrolio. Nell’ultimo decennio, però, la nuova tecnologia per estrarre idrocarburi ha avuto un effetto notevole sull’incremento della concentrazione di metano.
Il clima è, però, un sistema molto complesso, i cui processi si sviluppano su ampie scale spaziali e temporali, in grado di influire sull'ambiente, sulla salute e sull'attività dell’uomo. Le conseguenze di questi cambiamenti sono già visibili a tutt'oggi: la diminuzione dei ghiacci polari e dei ghiacciai alle medie latitudini (come sulle Alpi e sulle Ande), l’incremento nell’innalzamento medio del livello del mare da circa 1,8 mm/anno, nei decenni precedenti al 1990, a circa 3,1 mm/anno, negli ultimi 15 anni, gli aumenti nella durata delle ondate di calore o le diminuzioni nella frequenza di giorni con gelo.
I segnali di cambiamento climatico sono visibili non solo a scala globale oppure europea, ma anche a scale più piccole, come la Penisola italiana o l’Emilia-Romagna. Nella nostra regione si mantiene una tendenza positiva e significativa nei valori annuali e stagionali delle temperature minime e massime, sul periodo 1961-2016. Il trend annuale per le temperature massime rimane superiore a quello delle temperature minime: 0,4 °C/10 anni contro 0,2 °C/10 anni, mentre le precipitazioni cumulate medie annuali nel lungo periodo sono in lieve diminuzione.
Le caratteristiche climatiche del 2016 sono state valutate usando come grandezze di base la temperatura minima e massima e la quantità di precipitazione, provenienti da una rete di circa 40 stazioni termometriche e 200 stazioni pluviometriche. Per l'intero periodo 1961-2016 i dati giornalieri1 di temperatura minima e massima e di precipitazione sono stati interpolati su una griglia regolare con una risoluzione di 5x5 km (Antolini et. al 2015). A partire da questi dati interpolati è stato definito un insieme di indicatori, che forniscono una descrizione completa sia del comportamento “medio” che degli estremi di precipitazione e temperatura registrati in Emilia-Romagna.

Nota: 1I dati sono stati sottoposti a un controllo di qualità

Bibliografia

  • 1. Antolini G., Tomei F. (2006), PRAGA - “Programma di Analisi e Gestione di dati Agrometeorologici.” Atti del convegno AIAM Agrometeorologia e gestione delle colture agrarie, Torino 6-8 giugno
  • 2. Antolini G., Auteri L., Pavan V., Tomei F., Tomozeiu R., Marletto V. (2015): "A daily high-resolution gridded climatic data set for Emilia-Romagna, Italy", during 1961–2010 International Journal of Climatology 08/2015; DOI:10.1002/joc.4473
  • 3. Cacciamani C. et al. (2001), “Evidenza di cambiamenti climatici sul Nord Italia. Parte 1: Analisi delle temperature e delle precipitazioni”, in Quaderno Tecnico, ARPA-SMR n. 02/2001, pag.1-43
  • 4. GSE (2012), “Bollettino informativo impianti qualificati a fonte rinnovabile in esercizio” anno 2012
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Autori

  • Lucio BOTARELLI (ARPAE E.R. - SIMC)
  • Rodica TOMOZEIU (ARPAE E.R. - SIMC)
  • Valentina PAVAN (ARPAE E.R. - SIMC)
  • William PRATIZZOLI (ARPAE E.R. - SIMC)
  • Simona MACCAFERRI (ARPAE E.R. - SIMC)
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Trend

Determinanti

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