Emilia-Romagna
Clima DATI 2019

Clima

faccina delusa

+ 1,7°C
ANOMALIA TEMPERATURA MEDIA
Il 2019 è stato un anno complessivamente caldo, con temperature più alte rispetto alla norma e anomalie positive, rispetto al clima di riferimento 1961-1990, di +2,5 °C per le massime, +1,7 °C per le medie e +1 °C per le minime; in particolare, la temperatura media annuale è risultata tra le più alte dal 1961, la quarta dopo 2014, 2018 e 2015.

faccina seria

+ 173 mm
ANOMALIA PRECIPITAZIONE
Il 2019 è risultato un anno caratterizzato da un surplus pluviometrico elevato (+173 mm), con anomalie positive su quasi tutto il territorio regionale. Le anomalie positive sono state anche molto intense (oltre 500 mm), soprattutto sull’Appennino centrale. Sul lungo periodo, 1961-2019, l’andamento temporale delle anomalie annue di precipitazione non mostra la presenza di una tendenza significativa.

faccina seria

-392 mm
BILANCIO IDRO-CLIMATICO
Il deficit di bilancio idro-climatico calcolato nel 2019, con un valore medio di -392 mm, è inferiore alla media 2001-2015 (pari a circa -500 mm), e si posizione, nella serie, tra i valori più bassi, assieme a quelli calcolati nel 2002, 2010 e 2014.

faccina seria

82%
EMISSIONI GAS SERRA DA SETTORE ENERGETICO
Oltre l'80% delle emissioni regionali di gas serra, al 2015, provengono dal settore energetico (che comprende tutte le attività che prevedono processi di combustione, quali: traffico, industrie manifatturiere, riscaldamento, ecc.); a seguire l'agricoltura, con il 9,4%, i rifiuti, con il 5,3% e i processi industriali, con il 3,2%.

 

Sintesi

La caratteristica del 2019 è stata quella di un anno caldo, ma non siccitoso. In media, il quarto anno più caldo come temperature medie, dopo il 2014, 2015 e 2018, e tra i dieci anni più piovosi dal 1961.
Un anno caratterizzato da un’estrema variabilità nell’andamento termico, con un mese di giugno molto caldo, il più caldo dal 1961, dopo giugno del 2003, preceduto da un maggio tra i più freddi nello stesso periodo, al quarto posto dopo quelli del 1991, del 1980 e del 1984. L’incremento delle temperature è avvenuto in modo repentino tra la fine del mese di maggio e l’inizio di quello di giugno (di circa +15°C). Anche i mesi invernali hanno raggiunto delle temperature molto anomale rispetto alle norme climatiche. 
Dal punto di vista pluviometrico, un anno con una estrema variabilità, con passaggi da periodi secchi a molto piovosi.
Più in dettaglio, le temperature minime e massime annue sono state al di sopra del valore climatico di riferimento, di circa +1°C per le minime e +2,5 °C per le massime; le precipitazioni sono state di circa 173 mm sopra la norma climatica. 
A livello stagionale, le temperature minime sono state superiori al valore climatico di riferimento in tutta la regione durante l’estate e l’autunno, mentre in inverno e primavera la distribuzione spaziale evidenzia alternanza di zone con anomalie positive e negative. Valori molto alti di anomalia sono stati registrati soprattutto nei mesi di giugno e novembre (anche +3°C rispetto al clima di riferimento). Anche il mese di dicembre è stato particolarmente caldo, nel 2019, per quanto riguarda le temperature minime, con temperature minime di +2°C al di sopra del valore climatico di riferimento. Il 2019 si colloca, nella seria storica della temperatura minima, al quarto posto, dopo il 2014, 2018 e 2015.
Le temperature massime stagionali hanno registrato un incremento notevole, soprattutto in inverno, estate ed autunno. Rilevanti le massime del mese di febbraio, con punte di anomalia fino a +5 °C, le massime di giugno, quando sono stati misurati 40 °C, ma anche le massime di dicembre, con valori fino a 20°C (circa +3,4°C rispetto alla norma).
Per quanto riguarda le precipitazioni stagionali, la primavera e l’autunno sono state caratterizzate da anomalie positive su tutta la regione. Un contributo importante a queste anomalie positive è stato dato dalle precipitazioni elevate registrate nel mese di maggio (pari a oltre il triplo del valore climatico) e novembre (150% in più delle piogge attese nel mese). Dopo le straordinarie precipitazioni di maggio, le piogge di giugno 2019 sono state, all’opposto, le più basse dal 1961. Anche durante il mese di agosto le precipitazioni sono state scarse, conferendo all'estate una caratteristica di deficit nelle precipitazioni. Nonostante la presenza di questi mesi siccitosi, la quantità totale di precipitazioni, per il 2019, è stato di circa 1.100 mm, 173 mm in più del valore climatico di riferimento.
Sull’intero periodo 1961-2019, l’andamento della quantità totale di precipitazione annua non mostra la presenza di una tendenza significativa.
Nel 2019 si sono verificati 24 eventi idrometeorologici rilevanti, tra nevicate, temporali intensi, vento forte, grandinate, ondate di calore. Fenomeni franosi e alluvioni hanno prodotto danni notevoli a persone, al territorio ed infrastrutture. Una descrizione dettagliata degli eventi rilevanti e delle allerte di Protezione Civile emesse nell’anno 2019, sono presentati nel Rapporto IdroMeteoClima 2019 a cura dell’Osservatorio clima di Arpae e disponibile online all’indirizzo https://www.arpae.it/clima.

Quadro Generale

La variabilità e il cambiamento di un sistema climatico possono essere descritti mediante proprietà statistiche delle grandezze fisiche che lo compongono, in particolare il valor medio e la varianza. Nello specifico, quando si parla di variabilità climatica si devono intendere le fluttuazioni statistiche che di anno in anno si registrano attorno al valore medio. Viceversa, il cambiamento climatico è una variazione significativa del valore medio registrato in un dato periodo, di solito trentennale, rispetto al periodo climatico di riferimento. Questa variazione può essere dovuta a fattori naturali oppure di origine antropica. I periodi climatici di riferimento, usati negli studi, sono: 1961-1990, 1971-2000, oppure 1981-2010.
Gli studi climatici  usano  il termine ”anomalia”, che rappresenta la differenza tra il valore attuale di una certa grandezza e il suo valore medio calcolato per il periodo di riferimento. In questo lavoro il periodo climatico di riferimento utilizzato è il trentennio 1961-1990.

Una sintesi a livello globale della variabilità e dei cambiamenti climatici presenti viene presentata nei rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change-IPCC (www.ipcc.ch). L’ultimo rapporto (AR5), pubblicato nel 2013 dal Working Group 1 dell’IPCC, sottolinea come alcuni cambiamenti climatici osservati siano di notevole interesse: 

  • è in corso un riscaldamento globale, con un trend di crescita della temperatura compreso tra 0,65 e 1,06°C nel periodo 1880-2012;
  • vi sono significative variabilità decennali e interannuali della temperatura superficiale media;
  • a livello europeo, l’analisi della temperatura media dell’aria dell’ultimo secolo ha evidenziato che l’ultimo decennio è il più caldo dell’intera serie;
  • le precipitazioni hanno mostrato, su molte regioni, dei trend positivi/negativi dal 1951 ad oggi, anche se non sempre significativi; ad esempio, incrementi nelle precipitazioni sono stati osservati nell’Europa del Nord e in alcune zone dell’ Asia settentrionale e centrale; diminuzioni delle precipitazioni sono state osservate, invece, nel Sahel e nel Mediterraneo.

I segnali di cambiamento climatico sono visibili anche a scale locali, come quella di regione oppure provincia. Di seguito vengono riportate le caratteristiche climatiche del 2018, sulla regione Emilia-Romagna.
Le elaborazioni climatiche sono state valutate usando il data set “Eraclito” versione 4.2, contenente dati giornalieri di temperatura minima, massima e precipitazione (Antolini et al., 2015). I dati coprono il periodo 1961-2019 e sono interpolati su una griglia regolare con una risoluzione di 5x5 km. A partire da questi dati, sono state calcolate le anomalie del 2019 rispetto al periodo 1961-1990 e valutate le tendenze sul lungo periodo.

Bibliografia

  • 1. Antolini G., Tomei F. (2006), PRAGA - “Programma di Analisi e Gestione di dati Agrometeorologici.” Atti del convegno AIAM Agrometeorologia e gestione delle colture agrarie, Torino 6-8 giugno
  • 2. Antolini G., Auteri L., Pavan V., Tomei F., Tomozeiu R., Marletto V. (2015): "A daily high-resolution gridded climatic data set for Emilia-Romagna, Italy", during 1961–2010 International Journal of Climatology 08/2015; DOI:10.1002/joc.4473
  • 3. Cacciamani C. et al. (2001), “Evidenza di cambiamenti climatici sul Nord Italia. Parte 1: Analisi delle temperature e delle precipitazioni”, in Quaderno Tecnico, ARPA-SMR n. 02/2001, pag.1-43
  • 4. GSE (2012), “Bollettino informativo impianti qualificati a fonte rinnovabile in esercizio” anno 2012
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Autori

  • Vittorio MARLETTO (ARPAE E.R. - SIMC)
  • Rodica TOMOZEIU (ARPAE E.R. - SIMC)
  • Valentina PAVAN (ARPAE E.R. - SIMC)
  • William PRATIZZOLI (ARPAE E.R. - SIMC)
  • Andrea VALENTINI (ARPAE E.R. - SIMC)
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INDICATORI
Nome indicatore
Altre aree tematiche interessate
Copertura spaziale
Copertura temporale
Trend

Determinanti

Pressioni
Regione
Stime al 2015
Faccina seria

Stato

Impatto
Regione
2000-2019
Faccina seria
Regione
2002-2019
Faccina seria
Regione
2001-2019
Faccina seria
Regione
2007-2020
Faccina seria
Regione
2007-2020
Faccina seria

Risposte