Emilia-Romagna
Clima DATI 2020

Clima

faccina delusa

+ 1,5°C
ANOMALIA TEMPERATURA MEDIA
Il 2020 è stato un anno complessivamente caldo, con temperature più alte rispetto alla norma e anomalie positive, rispetto al clima di riferimento 1961-1990, di +2,3 °C per le massime, +1,5 °C per le medie e +0,8 °C per le minime; in particolare, considerando la temperatura media, il 2020 è risultato il quinto anno più caldo dal 1961, dopo il 2014, 2015, 2018 e 2019.

 

faccina seria

-95 mm
ANOMALIA PRECIPITAZIONE
Il 2020 è risultato un anno caratterizzato da un deficit pluviometrico di -95 mm, rispetto al clima di riferimento 1961-1990, con anomalie negative su quasi tutto il territorio regionale, ad eccezione delle aree appenniniche e di alcune aree isolate delle province di Parma, Reggio Emilia e Modena. Le anomalie negative sono state anche molto intense (oltre -300 mm), soprattutto in Romagna. Sul lungo periodo, 1961-2020, l’andamento temporale delle anomalie annue di precipitazione non mostra la presenza di una tendenza significativa.

faccina seria

-564 mm
BILANCIO IDRO-CLIMATICO
Il deficit di bilancio idro-climatico calcolato nel 2020, con un valore medio di -564 mm, è lievemente superiore alla media 2001-2015 (pari a circa -500 mm).

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82%
EMISSIONI GAS SERRA DA SETTORE ENERGETICO
Oltre l'80% delle emissioni regionali di gas serra, al 2018, provengono dal settore energetico (che comprende tutte le attività che prevedono processi di combustione, quali: traffico, industrie manifatturiere, riscaldamento, ecc.) e sono dovute alla combustione di combustibili fossili; a seguire l'agricoltura, con il 8%, i rifiuti, con il 4% e i processi industriali, con il 3,2%.

Sintesi

La caratteristica del 2020 è stata quella di un anno caldo e secco.
A livello annuo, il 2020 è stato il quinto anno più caldo dal 1961, con temperature minime e massime al di sopra del valore climatico di riferimento, di circa +0,8°C per le minime e +2,3°C per le massime, mentre le precipitazioni sono risultate inferiori alla norma di circa -95 mm. Nel 2020 si sono verificati numerosi eventi meteorologici rilevanti, con impatti significativi al suolo: scarsità di precipitazione, temperature miti, gelate tardive, ondate di calore, temporali estivi con vento forte, grandine e precipitazioni orarie intense. Una descrizione dettagliata degli eventi rilevanti e delle allerte di Protezione Civile emesse nell’anno 2020 è presentata nel Rapporto IdroMeteoClima 2020, a cura dell’Osservatorio clima di Arpae, disponibile online all’indirizzo https://www.arpae.it/clima.
A livello stagionale, le temperature minime sono state superiori al valore climatico di riferimento in tutte le stagioni, con un’anomalia media regionale di circa +0,3°C durante la primavera e l’autunno, +0,6°C durante l’estate e +2,3°C durante l’inverno.
Anche le temperature massime sono state superiori al valore climatico di riferimento in tutte le stagioni, con un incremento notevole soprattutto in inverno, circa +4,3°C sopra la norma climatica. Rilevante il mese di febbraio, con massime molto superiori alla norma climatica di circa +5,8°C (media regionale): è stato il febbraio più mite dalla serie dal 1961 ad oggi. Anomalie positive di temperatura massima sono state registrate anche durante le restanti stagioni, fino a +2°C (estate e primavera). Nel periodo 1961-2020 si mantiene una tendenza positiva per i valori medi annuali e stagionali delle temperature minime e massime. Il trend annuale per le temperature massime rimane superiore a quello delle temperature minime: 0,5°C/10 anni contro 0,2°C/10 anni.
Per quanto riguarda le precipitazioni totali stagionali, i valori sono risultati inferiori alla norma per inverno, primavera e autunno e superiori per l’estate. L’andamento temporale della quantità di precipitazione non mostra un segnale significativo sul lungo periodo, a differenza di quanto notato per le temperature minime e massime.

Quadro Generale

La variabilità e il cambiamento di un sistema climatico possono essere descritti mediante proprietà statistiche delle grandezze fisiche che lo compongono, in particolare il valor medio e la varianza. Nello specifico, quando si parla di variabilità climatica si devono intendere le fluttuazioni statistiche che di anno in anno si registrano attorno al valore medio. Viceversa, il cambiamento climatico è una variazione significativa del valore medio registrato in un dato periodo, di solito trentennale, rispetto al periodo climatico di riferimento. Questa variazione può essere dovuta a fattori naturali oppure di origine antropica. I periodi climatici di riferimento, usati negli studi, sono: 1961-1990, 1971-2000, oppure 1981-2010.
Gli studi climatici  usano  il termine ”anomalia”, che rappresenta la differenza tra il valore attuale di una certa grandezza e il suo valore medio calcolato per il periodo di riferimento. In questo lavoro il periodo climatico di riferimento utilizzato è il trentennio 1961-1990.

Una sintesi a livello globale della variabilità e dei cambiamenti climatici presenti viene presentata nei rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change-IPCC (www.ipcc.ch). L’ultimo rapporto (AR5), pubblicato nel 2013 dal Working Group 1 dell’IPCC, sottolinea come alcuni cambiamenti climatici osservati siano di notevole interesse: 

  • è in corso un riscaldamento globale, con un trend di crescita della temperatura compreso tra 0,65 e 1,06°C nel periodo 1880-2012;
  • vi sono significative variabilità decennali e interannuali della temperatura superficiale media;
  • a livello europeo, l’analisi della temperatura media dell’aria dell’ultimo secolo ha evidenziato che l’ultimo decennio è il più caldo dell’intera serie;
  • le precipitazioni hanno mostrato, su molte regioni, dei trend positivi/negativi dal 1951 ad oggi, anche se non sempre significativi; ad esempio, incrementi nelle precipitazioni sono stati osservati nell’Europa del Nord e in alcune zone dell’ Asia settentrionale e centrale; diminuzioni delle precipitazioni sono state osservate, invece, nel Sahel e nel Mediterraneo.

I segnali di cambiamento climatico sono visibili anche a scale locali, come quella di regione oppure provincia. Di seguito vengono riportate le caratteristiche climatiche del 2018, sulla regione Emilia-Romagna.
Le elaborazioni climatiche sono state valutate usando il data set “Eraclito” versione 4.2, contenente dati giornalieri di temperatura minima, massima e precipitazione (Antolini et al., 2015). I dati coprono il periodo 1961-2019 e sono interpolati su una griglia regolare con una risoluzione di 5x5 km. A partire da questi dati, sono state calcolate le anomalie del 2019 rispetto al periodo 1961-1990 e valutate le tendenze sul lungo periodo.

Bibliografia

  • 1. Antolini G., Tomei F. (2006), PRAGA - “Programma di Analisi e Gestione di dati Agrometeorologici.” Atti del convegno AIAM Agrometeorologia e gestione delle colture agrarie, Torino 6-8 giugno
  • 2. Antolini G., Auteri L., Pavan V., Tomei F., Tomozeiu R., Marletto V. (2015): "A daily high-resolution gridded climatic data set for Emilia-Romagna, Italy", during 1961–2010 International Journal of Climatology 08/2015; DOI:10.1002/joc.4473
  • 3. Cacciamani C. et al. (2001), “Evidenza di cambiamenti climatici sul Nord Italia. Parte 1: Analisi delle temperature e delle precipitazioni”, in Quaderno Tecnico, ARPA-SMR n. 02/2001, pag.1-43
  • 4. GSE (2012), “Bollettino informativo impianti qualificati a fonte rinnovabile in esercizio” anno 2012
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Autori

  • Carlo CACCIAMANI (ARPAE E.R. - SIMC)
  • Rodica TOMOZEIU (ARPAE E.R. - SIMC)
  • Valentina PAVAN (ARPAE E.R. - SIMC)
  • William PRATIZZOLI (ARPAE E.R. - SIMC)
  • Andrea VALENTINI (ARPAE E.R. - SIMC)
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INDICATORI
Nome indicatore
Altre aree tematiche interessate
Copertura spaziale
Copertura temporale
Trend

Determinanti

Pressioni
Regione
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Stato

Impatto
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2007-2020
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