Emilia-Romagna
Clima
Sintesi


La caratteristica del 2019 è stata quella di un anno caldo, ma non siccitoso. In media, il quarto anno più caldo come temperature medie, dopo il 2014, 2015 e 2018, e tra i dieci anni più piovosi dal 1961.
Un anno caratterizzato da un’estrema variabilità nell’andamento termico, con un mese di giugno molto caldo, il più caldo dal 1961, dopo giugno del 2003, preceduto da un maggio tra i più freddi nello stesso periodo, al quarto posto dopo quelli del 1991, del 1980 e del 1984. L’incremento delle temperature è avvenuto in modo repentino tra la fine del mese di maggio e l’inizio di quello di giugno (di circa +15°C). Anche i mesi invernali hanno raggiunto delle temperature molto anomale rispetto alle norme climatiche. 
Dal punto di vista pluviometrico, un anno con una estrema variabilità, con passaggi da periodi secchi a molto piovosi.
Più in dettaglio, le temperature minime e massime annue sono state al di sopra del valore climatico di riferimento, di circa +1°C per le minime e +2,5 °C per le massime; le precipitazioni sono state di circa 173 mm sopra la norma climatica. 
A livello stagionale, le temperature minime sono state superiori al valore climatico di riferimento in tutta la regione durante l’estate e l’autunno, mentre in inverno e primavera la distribuzione spaziale evidenzia alternanza di zone con anomalie positive e negative. Valori molto alti di anomalia sono stati registrati soprattutto nei mesi di giugno e novembre (anche +3°C rispetto al clima di riferimento). Anche il mese di dicembre è stato particolarmente caldo, nel 2019, per quanto riguarda le temperature minime, con temperature minime di +2°C al di sopra del valore climatico di riferimento. Il 2019 si colloca, nella seria storica della temperatura minima, al quarto posto, dopo il 2014, 2018 e 2015.
Le temperature massime stagionali hanno registrato un incremento notevole, soprattutto in inverno, estate ed autunno. Rilevanti le massime del mese di febbraio, con punte di anomalia fino a +5 °C, le massime di giugno, quando sono stati misurati 40 °C, ma anche le massime di dicembre, con valori fino a 20°C (circa +3,4°C rispetto alla norma).
Per quanto riguarda le precipitazioni stagionali, la primavera e l’autunno sono state caratterizzate da anomalie positive su tutta la regione. Un contributo importante a queste anomalie positive è stato dato dalle precipitazioni elevate registrate nel mese di maggio (pari a oltre il triplo del valore climatico) e novembre (150% in più delle piogge attese nel mese). Dopo le straordinarie precipitazioni di maggio, le piogge di giugno 2019 sono state, all’opposto, le più basse dal 1961. Anche durante il mese di agosto le precipitazioni sono state scarse, conferendo all'estate una caratteristica di deficit nelle precipitazioni. Nonostante la presenza di questi mesi siccitosi, la quantità totale di precipitazioni, per il 2019, è stato di circa 1.100 mm, 173 mm in più del valore climatico di riferimento.
Sull’intero periodo 1961-2019, l’andamento della quantità totale di precipitazione annua non mostra la presenza di una tendenza significativa.
Nel 2019 si sono verificati 24 eventi idrometeorologici rilevanti, tra nevicate, temporali intensi, vento forte, grandinate, ondate di calore. Fenomeni franosi e alluvioni hanno prodotto danni notevoli a persone, al territorio ed infrastrutture. Una descrizione dettagliata degli eventi rilevanti e delle allerte di Protezione Civile emesse nell’anno 2019, sono presentati nel Rapporto IdroMeteoClima 2019 a cura dell’Osservatorio clima di Arpae e disponibile online all’indirizzo https://www.arpae.it/clima.

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