Emilia-Romagna
Acque di transizione DATI 2015

Acque di transizione

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L’analisi ambientale effettuata mostra una discreta disomogeneità negli ambienti di transizione considerati da un punto di vista sia idraulico, sia geomorfologico. Ogni bacino analizzato possiede delle sue peculiarità nella conformazione e nei relativi usi antropici.

faccina delusa

L’eccessiva presenza di sostanze nutritive, in particolare l'azoto, a seguito del dilavamento dei terreni determinato dalle precipitazioni atmosferiche, favorisce l’insorgenza di fenomeni eutrofici. 
Il giudizio di qualità per il fosforo ortofosfato è "buono" per tutti i corpi idrici di transizione mentre, per l'azoto inorganico disciolto (DIN), non raggiungono lo stato buono alcuni corpi idrici di transizione; la Sacca di Goro e la Piallassa Baiona conseguono lo stato di "sufficiente".

faccina seria

Gli eventi anossici/ipossici, entro limiti tollerabili per la fauna e la flora residenti, sono condizioni definibili come “fisiologiche” per le acque di transizione. Si sono verificati eventi ipossici prevalentemente nella Sacca di Goro, a Valle Nuova, nelle Valli di Comacchio e nella Piallassa Baiona e un evento anossico in primavera nella Piallassa Baiona. La Piallassa Baiona è l'unico ambiente di transizione che consegue un giudizio di qualità "sufficiente" per gli eventi anossici/ipossici, tutti gli altri corpi idrici raggiungono invece lo stato "buono".

 

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Alcuni corpi idrici sviluppano intensi fenomeni eutrofici nel periodo estivo-autunnale con elevate concentrazioni di clorofilla “a”.
Il giudizio di qualità conseguito è "buono" per la Sacca di Goro, Valle Cantone, Valle Nuova e Piallassa Baiona e "scarso" per Lago delle Nazioni e Valli di Comacchio. 

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Lo stato ecologico evidenzia criticità in tutti gli ambienti di transizione, in particolare nelle Valli di Comacchio. L’interramento di canali sublagunari, la scarsa circolazione delle acque, la riduzione degli scambi con il mare e l'immissioni di nutrienti, in pochi decenni, hanno portato a radicali cambiamenti nei popolamenti floristici e bentonici di tali ambienti.
Tutti gli ambienti di transizione conseguono uno stato ecologico "scarso", a eccezione delle Valli di Comacchio per le quali lo stato è "cattivo".

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Lo stato chimico evidenzia criticità in alcuni corpi idrici di transizione per la presenza nel sedimento di inquinanti prioritari, principalmente metalli e Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA).
I corpi idrici che raggiungono lo stato "buono" sono: Valle Nuova, Lago delle Nazioni e le Valli di Comacchio.
La Sacca di Goro, Valle Cantone e la Piallassa Baiona non raggiungono lo stato buono.

Sintesi

Le acque di transizione rappresentano, oggi, aree marginali di un ecosistema un tempo diffuso in vasti territori costieri del nostro Paese e in tanti altri Stati rivieraschi, che si affacciano sul Mediterraneo.
Anche la nostra regione mostra condizioni analoghe, visto che dall'inizio dell'ottocento circa il 70% dei territori lagunari sono stati bonificati.
Le principali problematiche delle acque di transizione dell'Emilia-Romagna si possono brevemente sintetizzare come segue:
- eccessivi apporti di sostanze nutritive (in particolare l'azoto);
- forte subsidenza di origine antropica che determina, principalmente, la perdita di porzioni di territorio;
- regressione costiera generata da fenomeni erosivi;
- scarsa manutenzione idraulica con conseguenti problemi di ridotta circolazione delle acque;
- progressivo aumento dell’ingressione salina in falda e nella rete idrica superficiale.
Negli ambienti di transizione stazionano molte delle specie presenti negli elenchi delle specie minacciate. Gli stessi uccelli migratori trovano in questi habitat protezione e nutrimento. Un altro aspetto che va tenuto in considerazione è costituito dal potere di filtro che questi ecosistemi hanno nei confronti delle acque fluviali e drenanti del territorio. È ampiamente documentata la loro capacità di trattenere quote importanti di nutrienti (N e P) e di abbattere i carichi batterici, che altrimenti si riverserebbero direttamente in mare.
Ragioni dettate dalle vigenti direttive comunitarie e nazionali raccomandano e impongono la loro tutela.
In questo assumono una straordinaria importanza il ruolo della Regione e degli Enti locali territorialmente coinvolti e quello dell’Arpae Emilia-Romagna e dell’Ente Parco del Delta Po. È auspicabile che, in questo intreccio di interessi e ruoli, vi sia una applicazione concreta dei principi previsti nelle linee guida della Gestione Integrata delle Zone Costiere approvata dalla Regione Emilia-Romagna con Delibera n. 643 del 20/01/05.
La classificazione dei corpi idrici di transizione è effettuata al termine di un ciclo di monitoraggio operativo della durata di 3 anni.
Nel triennio 2010-2012 lo stato ecologico degli ambienti di transizione è risultato "cattivo" per la Sacca di Goro e per le Valli di Comacchio e "scarso" per Valle Cantone, Valle Nuova, Lago delle Nazioni e Piallassa Baiona.
Lo stato chimico, invece, è risultato "buono" per le Valli di Comacchio e "non buono" per tutti gli altri corpi idrici (Sacca di Goro, Valle Cantone, Valle Nuova, Lago delle Nazioni e Piallassa Baiona).
Nel 2013 si è effettuata una valutazione dello stato ecologico dei corpi idrici di transizione, che è risultato "cattivo" per la Sacca di Goro, Valle Nuova, Lago delle Nazioni e Valli di Comacchio e "scarso" per Valle Cantone e Piallassa Baiona. La valutazione dello stato chimico, invece, risulta come "buono" per Lago delle Nazioni e Valli di Comacchio e "non buono" per tutti gli altri corpi idrici (Sacca di Goro, Valle Cantone, Valle Nuova e Piallassa Baiona).
Il prossimo ciclo di monitoraggio operativo, sulla base del quale verrà effettuata la prossima classificazione, riguarderà il triennio 2014-2016.
L'esigenza di slittare di 1 anno il 2° ciclo di monitoraggio è nata per allineare i tempi di monitoraggio e di classificazione delle regioni ricomprese nel Distretto Padano e Distretto Appennino Settentrionale, questo ai fini dei Progetti di Piani di Gestione dei Distretti.
Nel 2014 la valutazione dello stato ecologico dei corpi idrici di transizione è la seguente: stato "buono" per Valle Nuova,  stato "sufficiente" per Valle Cantone, mentre lo stato "scarso" per Sacca di Goro, Lago delle Nazioni, le Valli di Comacchio e la Piallassa Baiona. La valutazione dello stato ecologico relativa al 2014 è da considerarsi non esaustiva e potenzialmente più positiva di quella fatta per l'anno successivo, poichè nel 2015 vengono considerati anche i risultati delle analisi quali-quantitative degli Elementi di Qualità Biologica (EQB) macroalghe e macrobenthos. Gli EQB macroalghe e macrobenthos hanno frequenza triennale e sono eseguiti una volta nell'ambito di un triennio di monitoraggio. Nel triennio di monitoraggio operativo 2010-2012, si è visto che questi ultimi Elementi di qualità, assieme al fitoplancton, condizionano fortemente la valutazione dello stato ecologico dei corpi idrici.
La valutazione dello stato chimico, invece, risulta come "buono" per Sacca di Goro, Valle Nuova, Lago delle Nazioni e Valli di Comacchio e "non buono" per Valle Cantone, Piallassa Baiona.
Nel 2015 lo stato ecologico, considerando anche gli (EQB) macroalghe e macrobenthos come preannunciato, risulta "scarso" per tutti i corpi idrici di transizione, a eccezione delle Valli di Comacchio che conseguono lo stato "cattivo". Lo stato chimico, invece, è buono per Valle Nuova, Lago delle Nazioni e Valli di Comacchio e "non buono" per Sacca di Goro, Valle Cantone e Piallassa Baiona.

Quadro Generale

La regione Emilia-Romagna possiede una vasta area coperta da zone umide, che sono caratterizzate da una elevata variabilità ambientale e biologica e sono sia di origine naturale, che artificiale (lagune vive, laghi salmastri, meandri e foci fluviali, casse di espansione, invasi di ritenuta, cave di inerti dismessi, canali e saline).
Per valorizzare e tutelare quest'area la Regione Emilia-Romagna ha istituito il Parco Regionale del Delta del Po dell'estensione complessiva di circa 58.000 ettari. Le zone umide del Parco Regionale rappresentano il settore meridionale del grande sistema di zone umide che caratterizza l’Adriatico settentrionale, dal Friuli fino a Cervia, e costituisce un unico complesso ecologico, come dimostrato dalla presenza di endemismi comuni, dall'esistenza di associazioni vegetali che caratterizzano l’intero sistema e dagli ampi spostamenti delle popolazioni di uccelli. Le zone umide comprese tra la Sacca di Goro e le Valli di Comacchio devono la loro origine all’ampio sistema deltizio del fiume Po. L’equilibrio idrogeologico dell’area è fortemente influenzato dalle attività svolte dall’uomo (per esempio dall’attività agricola e di pesca) e, a oggi, tutte le zone umide della regione sono soggette a regimi idrici artificiali, finalizzati a diversi scopi.
L’agricoltura è oggi la principale attività produttiva praticata nelle aree circostanti le acque di transizione; a seguire: l’acquacoltura, la pesca, le attività industriali e il turismo.
L'agricoltura condiziona fortemente lo stato di conservazione di tali ambienti, influenzando negativamente sia la qualità (eutrofizzazione da fertilizzanti e reflui zootecnici, inquinamento da pesticidi), sia la quantità delle acque (utilizzo a scopo irriguo).
L'acquacoltura ha un elevato impatto sulla qualità delle acque per l'immissione in acqua di mangimi e medicinali (antibiotici) e, per quanto riguarda la biodiversità, impatta a causa dell’introduzione di specie alloctone allevate o contenute nei mangimi; la molluschicoltura, oltre a necessitare di ambienti con opportuni ricambi idrici per evitare fenomeni di anossia dei fondali, deve essere condotta con pratiche adeguate al fine di non alterare lo stato ambientale.
Le attività industriali sono prevalentemente presenti nell’area ravennate, numericamente limitate ma di elevato impatto soprattutto presso il porto industriale e polo chimico di Ravenna.
Il turismo ha creato nel passato profonde modificazioni territoriali, con la distruzione pressoché totale dei principali sistemi dunosi costieri. Attualmente si stanno sviluppando attività turistiche di carattere naturalistico, didattico-educative.

 In dettaglio la rete di monitoraggio e i corpi idrici di transizione nei seguenti box:

- BOX 1 Implementazione della Direttiva 2000/60/CE delle acque di transizione
- BOX 2 I corpi idrici di transizione

Bibliografia

  • 1. AAVV (1994), "Analisi dello stato ambientale e sanitario nelle valli ravennati – La Pialassa Baiona. Azienda U.S.L. Ravenna
  • 2. AAVV (1999), "Carta della vegetazione Parco Regionale del Delta del Po - Stazione Pineta di San Vitale e Piallasse di Ravenna". Servizio Cartografico e Geologico RER. Ed. S.E.L.C.A. Firenze
  • 3. Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (2000), "Elementi di identificazione delle acque di transizione"
  • 4. Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT) (giugno 2005), "Zone umide in Italia-Elementi di conoscenza"
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Autori

  • Patricia SANTINI (ARPAE E.R. - STRUTTURA OCEANOGRAFICA DAPHNE)
  • Carla Rita FERRARI (ARPAE E.R. - STRUTTURA OCEANOGRAFICA DAPHNE)
  • Claudio SILVESTRI (ARPAE E.R. - STRUTTURA OCEANOGRAFICA DAPHNE)
  • Erika MANFREDINI (ARPAE E.R. - SEZIONE DI FERRARA)
  • Annalisa FERIOLI (ARPAE E.R. - SEZIONE DI FERRARA)
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