Emilia-Romagna
Acque di transizione Stato chimico delle acque di transizione
Commento

Per il 2019, lo stato chimico di tutti i corpi idrici di transizione è "non buono" (vedi tabella 1 e figura 1), in relazione ai superamenti dei limiti normativi in relazione a:
- tributilstagno, in Sacca di Goro, Lago delle Nazioni e Pialassa Baiona, e piombo, in Sacca di Goro, per la colonna d’acqua;
- cadmio e piombo, in Valle Cantone, e mercurio, in Pialassa Baiona, per il sedimento;
- diossine e composti diossina-simili, nella Sacca di Goro e in Pialassa Baiona, mercurio e composti, nelle Valli di Comacchio e in Pialassa Baiona, PBDE, in tutti campioni analizzati, per la matrice biota.
In considerazione del fatto che per corpo idrico, al termine del ciclo di monitoraggio (3 anni), per la classificazione si utilizza lo stato peggiore di ogni corpo idrico nel triennio considerato, si deve necessariamente concludere che, alla fine del triennio 2017-2019, lo stato chimico è “non buono” per tutti i corpi idrici di transizione della regione Emilia-Romagna.
E’ evidente la discordanza tra i risultati dei due cicli triennali (figura 1 e figura 2), principalmente da attribuirsi all’evoluzione normativa.
Mentre nel triennio 2014-2016 la classificazione si è basata sui requisiti riportati nel DM 260/10, nel triennio 2017-2019 è stato applicato il DLgs 172/15. Sono state quindi apportate diverse modifiche, alcune delle quali hanno avuto maggior impatto sugli esiti della classificazione:
- introduzione di limiti nuovi o più restrittivi per alcune sostanze in matrice acqua (es. piombo e composti e benzo(g,h,i)perilene);
- introduzione di nuove matrici (biota).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOME DELL'INDICATORE

Stato chimico delle acque di transizione

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

Adimensionale

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2014÷2019; 2019

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Corpo idrico

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DM 260/10, DLgs 172/15

AREE TEMATICHE INTERESSATE

Descrizione

Lo stato chimico dei corpi idrici di transizione è definito in relazione alla presenza di sostanze chimiche nelle matrici ambientali acqua, sedimento e biota. 
Le sostanze da monitorare nei corpi idrici di transizione per la valutazione dello stato chimico sono riportate nel DLgs 172/15 nella tabella 1/A per le matrici acqua e biota e nella tabella 2/A per la matrice sedimento.
La metodologia di classificazione valuta i superamenti degli Standard di Qualità Ambientale definiti delle concentrazioni medie annue (SQA-MA) e delle Concentrazioni Massime Ammissibili (CMA) per le sostanze dell'elenco di priorità (tabella 1/A Dlgs 172/15) e i superamenti delle sole concentrazioni medie annue (SQA-MA) per gli inquinanti ricercati nei sedimenti (tabella 2/A DLgs 172/15).

Scopo

La classificazione dello stato chimico dei corpi idrici di transizione, sulla base del DLgs 172/15, permette di ottenere un quadro rappresentativo di tale stato per le acque di tutti i corpi idrici di transizione a livello di distretto idrografico, nazionale e comunitario.
Il confronto tra lo stato chimico e lo stato ecologico di un dato corpo idrico porta alla determinazione del suo stato di qualità ambientale, espressione complessiva della qualità di un corpo idrico superficiale.
Lo stato di qualità ambientale "buono" corrisponde all'obiettivo di qualità da raggiungere ai sensi del DLgs 152/06. Per raggiungere tale stato i corpi idrici devono risultare in stato "buono" sia sotto il profilo ecologico che chimico.