Emilia-Romagna
Commento

Le frequenze di campionamento del ferro labile (LFe) e dei solfuri liberi (AVS), previste dal DM 260/10, sono le seguenti: - tra giugno e luglio e tra fine agosto e settembre (in concomitanza con le maree di quadratura), quando il rischio di anossia è elevato; - tra febbraio e marzo (in concomitanza con le maree di sigizia), quando è massima la riossigenazione del sistema sedimento. 
Nel 2017 sono state effettuate tre determinazioni del LFe e AVS: in primavera, estate e autunno. Le stazioni campionate sono 14 dislocate su 6 corpi idrici. Le stazioni VCOM2, VCOM3, VCOM4 nelle Valli di Comacchio sono state campionate solo fino a giugno 2017 in quanto l’abbassamento del livello dell’acqua avvenuto durante i mesi estivi ha impedito l’esecuzione di una corretta attività di monitoraggio. Non sono quindi disponibili i dati relativi al prelievo autunnale.
Osservando i dati riportati in tabella 1 emerge che durante estate 2017 si sono verificati fenomeni di anossia frequente e/o persistente (in rosso) nelle stazioni PBAI1 (99600100 Chiaro della Risega) e PBAI3 (99600300 Chiaro Magni) della Pialassa Baiona.
In quasi tutti i corpi idrici invece si sono verificati episodi di anossia e/o fenomeni di ipossia anche frequenti evidenziati in giallo.
Non si sono mai verificati fenomeni di anossia e ipossia, neppure episodici, nei corpi idrici Lago delle Nazioni e Valli di Comacchio.
Il DM 260/10 riporta i limiti di classe per il rapporto tra i solfuri volatili disponibili e il ferro labile (AVS/LFe):
- AVS/Lfe ≥0,25 Sufficiente;
- AVS/Lfe <0,25 Buono. 
Per ciascuna stazione lo stato di qualità è dato dalla media dei 3 valori di AVS/LFe ottenuti in un anno.
Per ciascun corpo idrico lo stato di qualità è dato dalla media di tutti i valori di AVS/LFe ottenuti in un anno nel corpo idrico. Se in un corpo idrico vi sono più stazioni, lo stato del corpo idrico è determinato dalla media dei valori annuali di tutte le stazioni.
Per il 2017 lo stato di qualità dei corpi idrici di transizione sulla base del rapporto AVS/LFe è valutato come “buono” per Sacca di Goro, Valle Nuova, Lago delle Nazioni e Valli di Comacchio e come “sufficiente” per Valle Cantone e Pialassa Baiona (figura 1).

NOME DELL'INDICATORE

Anossia

DPSIR

I

UNITÀ DI MISURA

Micromoli/grammo

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2017

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Corpo idrico

AGGIORNAMENTO DATI

Tre volte all'anno

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DM 56/09, DM 260/10

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Rapporto AVS/LFe
Negli ambienti di transizione, la valutazione del rischio di anossia viene fornita sulla base del rapporto AVS (Acid Volatile Sulphide)/LFe (Ferro labile).
Il rapporto AVS/LFe, analizzato in combinazione con la concentrazione del LFe, diventa un indicatore del rischio di degenerazione dell’ecosistema. Il contenuto di LFe è, infatti, un indicatore della capacità del sedimento di trattenere i solfuri.
Quando AVS/LFe ≥ 1, tutto il ferro labile è legato ai solfuri e questi restano liberi andando in soluzione (condizione di rischio elevata). Tale situazione si verifica dopo prolungati episodi di anossia. Per AVS tendente a zero, si assume una elevata disponibilità di ossigeno in grado di ossidare i solfuri o una scarsa produzione di AVS, che indica un basso metabolismo solfato riduttore in condizioni di anossia. La disponibilità di LFe è massima e la concentrazione di AVS è minima in acque e sedimento ben ossigenati e con scarsi apporti di detrito organico.
La scala dei valori e la loro interpretazione è riportata di seguito.



In tab. 4.4.2/b del DM 260/10 sono riportati i limiti di classe per il rapporto tra i solfuri volatili disponibili e il ferro labile (AVS/LFe):
AVS/LFe ≥0,25 Sufficiente
AVS/LFe <0,25 Buono

Altri metadati
Descrizione

Con il termine di anossia si indica una condizione di carenza dell’ossigeno disciolto nelle acque di fondo (valori di ossigeno compresi tra 0-1,0 mg/l), che provoca sofferenze e morie degli organismi.
Il termine di ipossia indica, invece, una condizione delle acque di fondo con valori di ossigeno compresi tra 1,0 e 3,0 mg/l.
Condizioni ipossiche/anossiche degli strati di fondo si verificano prevalentemente nel periodo estivo-autunnale in presenza di: fenomeni eutrofici, condizioni idrodinamiche stabili, temperature elevate delle acque.
Aree interessate da durature situazioni di anossia o da costanti condizioni di ipossia severa possono vedere completamente modificata la composizione e distribuzione del biota bentonico (bionomia bentonica), con diminuzione di biomassa e biodiversità.
Se la moria di organismi adulti produce di per sé un danno ambientale, un danno ancora maggiore è dato dalla perdita di organismi in fase larvale (uova, stadi giovanili), la cui carenza indebolisce la consistenza delle generazioni future.
Negli ambienti di transizione, la valutazione del rischio di anossia viene fornita sulla base del rapporto AVS (Acid Volatile Sulphide)/LFe (Ferro labile) (Vedi Box “La misurazione dell’ossigeno nelle acque di transizione”).
Il rapporto AVS/LFe, analizzato in combinazione con la concentrazione del LFe, diventa un indicatore del rischio di degenerazione dell’ecosistema. Il contenuto di LFe è, infatti, un indicatore della capacità del sedimento di trattenere i solfuri.
Quando AVS/LFe ≥ 1, tutto il ferro labile è legato ai solfuri e questi restano liberi andando in soluzione (condizione di rischio elevata). Tale situazione si verifica dopo prolungati episodi di anossia. Per AVS tendente a zero, si assume una elevata disponibilità di ossigeno in grado di ossidare i solfuri o una scarsa produzione di AVS, che indica un basso metabolismo solfato riduttore in condizioni di anossia. La disponibilità di LFe è massima e la concentrazione di AVS è minima in acque e sedimento ben ossigenati e con scarsi apporti di detrito organico.
La scala dei valori e la loro interpretazione è riportata di seguito.


In tab. 4.4.2/b del DM 260/10 sono riportati i limiti di classe per il rapporto tra i solfuri volatili disponibili e il ferro labile (AVS/LFe):
AVS/LFe ≥0,25 Sufficiente
AVS/LFe <0,25 Buono

BOX 3 – La misurazione dell’ossigeno nelle acque di transizione

Scopo

Rilevare i fattori predominanti che modificano il valore di saturazione dell’ossigeno nelle acque (condizioni eutrofiche, stasi idrodinamica, parametri chimico-fisici). Verificare le condizioni delle popolazioni bentoniche.