Emilia-Romagna
Clima Indice di disagio bioclimatico
Commento

Il grafico di figura 1, prodotto in base ai dati delle 9 stazioni meteorologiche prese a riferimento per il calcolo dell'indice, evidenzia le caratteristiche dell’annata 2017 in confronto alle 15 precedenti.
Con 77 giorni oltre la soglia 24, che potremmo definire indicatore quantitativo, l’anno 2017 si pone nettamente al di sopra della media dei 15 anni precedenti,  calcolata in circa 67 giorni. Il valore medio regionale 2017 risulta tra i più elevati dell’intera serie (dal 2002) e si pone, in termini strettamente numerici, al terzo posto dopo le eccezionali annate 2003 e 2012, ma molto vicino a quelle del 2008 e 2009, per le quali si erano stimati 76 giorni di disagio.
Anche considerando l’intensità dei fenomeni sotto l’aspetto qualitativo, quindi il superamento di soglia 28, il 2017, con 7 giorni medi di superamento soglia, si inserisce tra le annate più critiche per numero di giorni con spiccato disagio, al quarto posto della serie, dopo 2003, 2015 e 2006.
Dall’osservazione della mappa relativa alla distribuzione territoriale dei giorni di disagio (figura 2), è possibile valutare come in gran parte della pianura si siano superati 70 i giorni di disagio; valori superiori, tra gli 80 e i 90, si calcolano nella fascia della bassa pianura centro-occidentale prossima al corso del Po e nella pianura bolognese a confine con il Ferrarese.

NOME DELL'INDICATORE

Indice di disagio bioclimatico (Thom)

DPSIR

I

UNITÀ DI MISURA

N. giorni

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2002-2017

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Giornaliero

RIFERIMENTI NORMATIVI

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

L’indice di Thom considera due soglie prefissate: situazioni meteorologiche che determinano l’inizio del disagio (superamento della soglia di 24 dell’indice) e situazioni di spiccato disagio (valori dell’indice superiori a 28). La metodologia originale prevede il calcolo del valore orario dell’indice e l’analisi delle ore di superamento delle soglie critiche. Per mettere in evidenza la variazione delle situazioni di disagio all’interno del territorio, si è data preferenza all’impiego di informazioni di sintesi basate sulla definizione di giorno con assenza di disagio, oppure con presenza di moderato o elevato disagio bioclimatico. A tal fine è stata apportata una modifica alla procedura originale, utilizzando per il calcolo il valore massimo giornaliero di temperatura e l’umidità minima giornaliera, valori di norma coincidenti nel corso della giornata e corrispondenti alle ore del giorno a rischio maggiore. L’indice così ottenuto è stato utilizzato per caratterizzare le diverse giornate, in base al superamento o meno dei valori soglia, senza analizzare la durata dei periodi critici all’interno del giorno (numero di ore giornaliere). In questo modo è possibile osservare in modo sintetico la variabilità temporale del disagio nei diversi punti del territorio mediante grafici, oppure analizzarne la variabilità spaziale dei valori cumulati nel tempo mediante la realizzazione di mappe

Altri metadati
Descrizione

Il disagio bioclimatico, definito mediante l’indice di Thom, descrive situazioni di caldo umido tali da determinare disagio fisiologico e condizioni di stress per le persone. L’indice di Thom considera due soglie prefissate: valori dell’indice superiori a 24 indicano l’inizio di condizioni di malessere, mentre valori superiori a 28 indicano la presenza di spiccato disagio. Il dettaglio dei valori sul territorio regionale è dipendente dalla distribuzione dei dati meteo che definiscono l’indicatore (temperatura e umidità).

Scopo

In considerazione dell'aumento delle temperature, al quale stiamo assistendo negli ultimi anni, scopo dell’indicatore è mettere in evidenza condizioni meteoclimatiche critiche tali da determinare disagio fisiologico per l’uomo.