Indice di disagio bioclimatico
Nel 2025, è stato registrato un numero molto elevato di giorni con disagio bioclimatico nella pianura, calcolato in base all’indice di Thom (valori uguali o superiori a 25), come illustrato in figura 1.
Nel 2025, la media sulle aree di pianura di questo indice è pari a 17 giorni, il secondo valore più alto dell’ultimo ventennio, superiore al valore raggiunto nel 2003 (16 giorni), ma inferiore al record del 2024 (19 giorni). La media dell’indicatore sul periodo di riferimento 2001-2020 è di circa 4 giorni, l’anomalia regionale del 2025 è di 13 giorni rispetto al periodo di riferimento.
Dalla distribuzione territoriale dei giorni con indice di Thom uguale o superiore a 25 (figura 2), è possibile osservare che i giorni di disagio bioclimatico sono stati inferiori a 5 sui rilievi e lungo la costa centro-meridionale. Valori tra 5 e 10 giorni sono presenti nella fascia pedecollinare, nella pianura centro-occidentale (province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia), nella maggior parte della provincia di Ravenna e, localmente, nell’area di pianura orientale della provincia di Bologna. Nel resto della regione l’indice assume valori compresi tra 10 e 25 giorni. I giorni di disagio bioclimatico aumentano spostandosi verso nord, assumendo i valori più alti, localmente, nelle aree della pianura settentrionale delle province di Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara.
NOME DELL'INDICATORE
Indice di disagio bioclimatico (Thom)DPSIR
IUNITÀ DI MISURA
N. giorniFONTE
Arpae Emilia-RomagnaCOPERTURA SPAZIALE DATI
RegioneCOPERTURA TEMPORALE DATI
2001-2025LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO
RegioneAGGIORNAMENTO DATI
GiornalieroRIFERIMENTI NORMATIVI
AREE TEMATICHE INTERESSATE
Il disagio bioclimatico,si verifica quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. Queste condizioni climatiche possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione, soprattutto per le persone con difficoltà nella termoregolazione fisiologica o con ridotta possibilità di mettere in atto azioni protettive. Il corpo infatti si raffredda sudando, ma in certe condizioni fisiche e ambientali questo non è sufficiente. Se, ad esempio, l'umidità è molto elevata, il sudore non evapora rapidamente e il calore corporeo non viene eliminato efficacemente. Se la temperatura del corpo aumenta rapidamente, può arrivare a danneggiare diversi organi vitali, compreso il cervello.
Un'esposizione prolungata a temperature elevate può provocare disturbi lievi, come crampi, svenimenti, edemi, o di maggiore gravità, come congestione, colpo di calore, disidratazione. Condizioni di caldo estreme, inoltre, possono determinare un aggravamento delle condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti.
In considerazione dell’aumento delle temperature al quale stiamo assistendo negli ultimi anni, scopo dell’indicatore è mettere in evidenza condizioni meteo-climatiche critiche tali da determinare disagio fisiologico per le persone.
