Clima
IL QUARTO ANNO PIU' CALDO DAL 1961
Le temperature minime annue del 2025 sono le terze più alte della serie, dopo il 2024 e il 2023, mentre le temperature massime annue si collocano al sesto posto, precedute dal recente triennio 2022-2024 e dagli anni 2017 e 2019. Il trend annuale per le temperature massime rimane superiore a quello delle temperature minime: l’aumento è di 0,50 °C/10 anni, contro 0,24 °C/10 anni.
PRECIPITAZIONI LIEVEMENTE SUPERIORI ALLA NORMA (+4,91%)
Le precipitazioni totali annue del 2025 sono state lievemente superiori alla norma climatica, di circa il 4,91%. L’andamento delle anomalie sul lungo periodo (1961-2025) non mostra tuttavia una tendenza significativa.
BILANCIO IDROCLIMATICO, TENDENZA NEGATIVA SUL LUNGO PERIODO
Nel 2025, il valore medio regionale del bilancio idroclimatico (la differenza tra precipitazioni ed evapotraspirazione) è stato di circa -93,8 mm, valore negativo ma superiore alla norma. Sul lungo periodo, l’indicatore mantiene una tendenza negativa.
L'84% DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA PROVIENE DAL SETTORE ENERGETICO
L'84% delle emissioni regionali di gas serra, al 2023, proviene dal settore energetico (che comprende tutte le attività che prevedono processi di combustione, quali: traffico, industrie manifatturiere, riscaldamento, ecc.) e sono dovute alla combustione di combustibili fossili.
Sintesi
Il 2025 è stato il quarto anno più caldo dal 1961, le temperature minime sono state le terze più elevate della serie e le massime le seste.
L’inverno è stato mite, con anomalie di +1,54 °C per le temperature minime e +1,09 °C per le massime, a causa soprattutto del contributo di gennaio e febbraio nelle temperature minime. In particolare, a gennaio le minime si sono discostate dalla norma di +1,99 °C, raggiungendo il picco a febbraio, con un’anomalia di +2,62 °C rispetto alla climatologia 1991-2020, corrispondente al secondo valore più elevato della serie dal 1961.
La primavera ha mostrato anomalie positive più contenute, pari a +0,93 °C per le minime e +0,53 °C per le massime.
Anche durante l’estate le temperature sono state significativamente superiori alla norma, con +1,12 °C per le minime e +1,19 °C per le massime. Il contributo principale è arrivato da giugno, che è risultato il mese più caldo dell’anno, e ha registrato il secondo valore più elevato della serie dal 1961, con anomalie di +2,68 °C per le minime e +3,66 °C per le massime. L’incremento delle temperature minime ha favorito un numero elevato di notti tropicali.
In autunno, le temperature massime sono rimaste superiori alla norma (+0,72 °C), mentre le minime hanno registrato un’anomalia leggermente negativa (-0,34 °C).
Il 2025 è stato un anno leggermente più piovoso della norma climatica, con una precipitazione media regionale di 928,9 mm, superiore del 4,91% rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. L’andamento annuale è stato determinato da precipitazioni superiori alla norma in inverno (+25%), primavera (+24%) ed estate (+6,6%), mentre l’autunno è risultato più secco della media (-22%). Particolarmente rilevante è stato il contributo di marzo, che con una precipitazione media regionale di 132 mm e un’anomalia del +96,6% si è classificato come il quinto marzo più piovoso dal 1961. Al contrario, i mesi autunnali hanno registrato precipitazioni inferiori alla norma, con deficit diffusi soprattutto a settembre e ottobre. L'anno si è concluso con precipitazioni superiori alla norma nel mese di dicembre, con un valore medio regionale di 105,6 mm, che ha generato anomalie positive fino a +150% nella fascia pedecollinare tra il Bolognese e il Ravennate.
Quadro Generale
La variabilità e il cambiamento del sistema climatico possono essere descritti mediante proprietà statistiche delle grandezze fisiche che lo compongono, in particolare, il valore medio e la varianza. Nello specifico, quando si parla di variabilità climatica si devono intendere le fluttuazioni statistiche che di anno in anno si registrano attorno al valore medio. Viceversa, il cambiamento climatico è una variazione significativa del valore medio registrato in un dato periodo, di solito trentennale, rispetto al periodo climatico di riferimento. Questa variazione può essere dovuta a fattori naturali oppure di origine antropica.
Gli studi climatici usano il termine ”anomalia”, che rappresenta la differenza tra il valore corrente di una certa grandezza e il suo valore medio calcolato per il periodo di riferimento. In questo lavoro il periodo climatico di riferimento utilizzato è il trentennio 1991-2020.
Le elaborazioni climatiche sono state valutate in questo lavoro utilizzando il dataset climatico inter-regionale ARCIS, con risoluzione a 5 km (https://www.arcis.it), mentre per l’andamento annuale delle temperature è stato utilizzato il dataset Eraclito61 scaricabile dalle pagine OpenData di Arpae al link https://dati.arpae.it/dataset/erg5-eraclito.
Bibliografia
- 1. Antolini G., Auteri L., Pavan V., Tomei F., Tomozeiu R., Marletto V. (2015): "A daily high-resolution gridded climatic data set for Emilia-Romagna, Italy", during 1961–2010 International Journal of Climatology 08/2015; DOI:10.1002/joc.4473
- 2. Antolini G., Tomei F. (2006), PRAGA - “Programma di Analisi e Gestione di dati Agrometeorologici.” Atti del convegno AIAM Agrometeorologia e gestione delle colture agrarie, Torino 6-8 giugno
- 3. V. Marletto et al. (2010), "Atlante idroclimatico della regione Emilia-Romagna". ISBN 88-87854-24-6
- 4. V. Pavan et al. (2026): "A new operational dataset of gridded minimum and maximum temperature over North-Central Italy 1991 to present". Accepted, Climate Services.
Sitografia
Autori
- Cinzia ALESSANDRINI (ARPAE E.R. - SIMC)
- Rodica TOMOZEIU (ARPAE E.R. - SIMC)
- Valentina PAVAN (ARPAE E.R. - SIMC)
- Gabriele ANTOLINI (ARPAE E.R. - SIMC)
- Alice VECCHI (ARPAE E.R. - SIMC)
