Emilia-Romagna
Rischio industriale Distribuzione regionale degli stabilimenti RIR nelle zone sismiche
Commento

In Emilia-Romagna gli stabilimenti situati nella zona 2, ovvero la zona a più alta pericolosità della regione non essendo presente la zona 1, sono 14 su 83 stabilimenti RIR presenti in totale sul territorio regionale, con prevalenza di stabilimenti di soglia inferiore. Circa l’80% degli stabilimenti RIR sono invece ubicati nei comuni rientranti nelle classe sismica 3. Nessun stabilimento RIR è ubicato in un comune classificato in zona 4, vale a dire nella zona dove prima della classificazione sismica del 2003 non era prevista alcuna progettazione antisismica degli edifici. La situazione è invariata rispetto all'anno precedente. 

NOME DELL'INDICATORE

Distribuzione regionale degli stabilimenti a rischio nelle zone sismiche (ex OPCM 3274/2003)

DPSIR

P

UNITÀ DI MISURA

FONTE

Regione

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2017

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Comune

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

OPCM 3274/2003

AREE TEMATICHE INTERESSATE

Descrizione

L’assegnazione dei comuni alle zone sismiche è stata aggiornata con l’emanazione dell’OPCM 3274/2003, che ha integrato la classificazione fino ad allora vigente (classificazione del 1984) con nuovi criteri e ha definito per la prima volta la zona 4; da allora ogni comune italiano rientra in una delle 4 zone sismiche. Nell’art. 2 comma 3 della predetta ordinanza viene fatto esplicito riferimento alle aziende a rischio di incidente rilevante come strutture su cui avviare, in via prioritaria, un’azione di verifica di adeguatezza sismica alla nuova classificazione, in quanto strutture che assumono rilevanza in occasione di eventi sismici in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso, come indicato nella lista b) dell’appendice al Decreto 21 ottobre 2003 della Presidenza del Consiglio – Dipartimento protezione civile.
I gestori dello stabilimento devono tener conto della classificazione della zona di sismicità del comune per quanto attiene la progettazione degli impianti e la predisposizione di misure di prevenzione. Tuttavia per una valutazione più dettagliata dell'azione sismica è necessario condurre studi di analisi della pericolosità sismica locale, che tengano conto delle condizioni geologiche e morfologiche specifiche e di eventuali fenomeni di instabilità dei terreni. Le zone sismiche mantengono comunque la loro importanza, in materia di prevenzione dei rischi di incidente rilevante indotti da sisma, allo scopo di stabilire criteri di priorità nell’orientamento del tipo e l’entità dei controlli da parte delle Autorità preposte, finalizzati alla riduzione della vulnerabilità e all’adeguamento sismico di edifici di interesse strategico e rilevante, quali appunto gli stabilimenti soggetti alla normativa Seveso.

Scopo

Fornire indicazioni preliminari di base per la stima del rischio al quale sono soggetti l’uomo e le matrici ambientali nel caso di un evento sismico in relazione alla presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante.