Emilia-Romagna
Rischio industriale DATI 2020

Rischio industriale

faccina seria

L’Emilia-Romagna è una delle regioni italiane a maggior numero di stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR). Il numero complessivo di stabilimenti RIR è diminuito negli ultimi anni, ma si registra un aumento nella percentuale di stabilimenti di soglia superiore rispetto agli stabilimenti di soglia inferiore.

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L'attività di vigilanza e controllo sugli impianti da parte delle Autorità consente di verificare il mantenimento nel tempo dell’efficienza delle misure e dei mezzi adottati per la prevenzione degli incidenti rilevanti e per la limitazione delle loro conseguenze.
La sinergia tra pianificazione territoriale, attività di controllo e pianificazione dell’emergenza esterna, ottenuta attraverso la collaborazione tra tutti gli Enti interessati, ha migliorato negli anni la gestione del rischio industriale, consentendo il raggiungimento di un buon livello di conoscenza della tematica.

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La normativa in materia punta l'attenzione sull'accessibilità del pubblico all’informazione e la comunicazione efficace del rischio anche tramite l'utilizzo di mezzi informatici e telematici,  che insieme a strumenti quali la consultazione e informazione preventiva della popolazione, può favorire la partecipazione del pubblico ai processi decisionali al fine di accrescere la consapevolezza del rischio industriale da parte dei cittadini e delle Autorità.

Sintesi

L'Emilia-Romagna è tra le regioni italiane a più elevata presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR), con 82 stabilimenti in esercizio nel 2020 (circa 11% del totale nazionale). Il numero degli stabilimenti è aumentato di 1 rispetto all'anno precedente, anche se negli ultimi anni si registra comunque un trend in diminuzione del numero complessivo di stabilimenti RIR in regione; sono presenti almeno due stabilimenti per ogni provincia e 43 comuni del territorio regionale sono interessati dalla presenza di uno o più stabilimenti. I comuni interessati dalla presenza di un più elevato numero di stabilimenti sono Ravenna (25 stabilimenti), Ferrara (5), Faenza (4), Cotignola (3).
In regione prevalgono gli stabilimenti di soglia superiore, ovvero che detengono maggiori quantitativi di sostanze pericolose in base ai limiti definiti dal DLgs 105/2015, e circa il 20% del totale sono stabilimenti chimici e/o petrolchimici, concentrati in particolare nei poli petrolchimici di Ferrara e Ravenna.
Seguono, come numerosità di stabilimenti, i depositi di GPL, i depositi di fitofarmaci e gli stoccaggi di combustibili, prevalentemente prodotti petroliferi. 
Le categorie di sostanze/miscele pericolose dell’Allegato I - parte 1 del DLgs 105/15, maggiormente diffuse negli stabilimenti RIR a livello regionale, sono i pericolosi per l'ambiente acquatico, i liquidi infiammabili e le sostanze con tossicità acuta di categoria 2 o 3. Le sostanze maggiormente diffuse sono gas di petrolio liquefatti (principalmente GPL), gas naturale (metano) e prodotti petroliferi (principalmente benzina, gasolio e cherosene). Risulta rilevante anche il numero di stabilimenti che detengono metanolo, idrogeno e ammoniaca anidra.
Dal 2000 al 2020 sono state effettuate complessivamente 254 ispezioni sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti, di cui più del 65% negli stabilimenti di soglia superiore. Dal 2016, a seguito dell'entrata in vigore del DLgs 105/2015, si registra un aumento significativo del numero delle ispezioni rispetto agli anni precedenti, in particolare negli stabilimenti di soglia superiore. 
E’ in corso l'aggiornamento di numerosi piani di emergenza esterni da parte di gruppi di lavoro tecnici coordinati dalle Prefetture, a cui partecipano tutti gli Enti coinvolti nell’intervento e nella gestione di una eventuale emergenza e sono state svolte esercitazioni finalizzate alla sperimentazione dei piani stessi. 

Quadro Generale

Il rischio derivante da attività svolte all’interno di stabilimenti industriali che, per la tipologia di sostanze trattate, possono costituire fonti di pericolo, si definisce rischio industriale. In particolare, il rischio industriale è associato al rilascio di una o più sostanze pericolose, di norma conseguente a eventi incidentali che possono dar luogo a scenari con conseguenze gravi per l’uomo e per l’ambiente circostante lo stabilimento. Alcune attività industriali che comportano lo stoccaggio e/o l’utilizzo di determinati quantitativi di sostanze pericolose sono soggette alla normativa sui rischi di incidente rilevante (RIR).
Le normative in materia di pericoli di incidente rilevante hanno come obiettivo la prevenzione di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose e la limitazione delle loro conseguenze per l’uomo e per l’ambiente.
Al fine di ridurre la probabilità di accadimento e le conseguenze degli incidenti, i gestori degli stabilimenti debbono adempiere a specifici obblighi, tra cui adeguare gli impianti al fine di renderli maggiormente sicuri e predisporre documentazioni tecniche e informative specifiche.
In particolare il gestore di ogni stabilimento a rischio di incidente rilevante deve:

– individuare i pericoli di incidente rilevante e adottare le misure necessarie per prevenirli e per limitarne le conseguenze per l’uomo e per l’ambiente;

– garantire la progettazione, la costruzione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti, al fine di renderli sufficientemente sicuri e affidabili;

– adottare e mantenere attivo il sistema di gestione della sicurezza;

– fornire la scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini e i lavoratori;

– predisporre i piani d’emergenza interni e fornire tutte le informazioni utili alle autorità competenti per la stesura del piano d’emergenza esterno, al fine di prendere le misure necessarie in caso di incidente rilevante.

Contemporaneamente gli stabilimenti sono sottoposti a specifiche attività istituzionali da parte delle Autorità:

– istruttorie tecniche, volte a verificare i processi utilizzati nello stabilimento in rapporto all’analisi dei rischi e, quindi, alle conseguenze degli eventi incidentali connessi con l’impiego delle sostanze pericolose;

– ispezioni sul sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti, volte a verificare che le misure tecniche e gestionali adottate nello stabilimento garantiscano la conduzione del processo industriale in sicurezza in tutte le sue fasi di vita.

Bibliografia

  • ISPRA, Ministero Ambiente, “Mappatura dei pericoli di incidente rilevante in Italia Edizione 2013”, 2013
  • Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, “Le attività a rischio di incidente rilevante in Italia”, 2013
  • SNPA, "Rapporto controlli ambientali del SNPA AIA/Seveso relativo agli anni 2017-2018"

Autori

  • Alessia LAMBERTINI (ARPAE E.R. - AREA PREVENZIONE AMBIENTALE METROPOLITANA)
  • Ermanno ERRANI (ARPAE E.R. - AREA PREVENZIONE AMBIENTALE METROPOLITANA)
  • Valentino GENNARI (ARPAE E.R. - AREA PREVENZIONE AMBIENTALE METROPOLITANA)
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