Emilia-Romagna
Rifiuti DATI 2015

Rifiuti

faccina felice

La percentuale dei rifiuti raccolti in modo differenziato rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani è in crescita nel 2015; l’avvio a recupero delle principali frazioni mostra in genere un elevato livello di riciclaggio; risulta elevata la quantità di rifiuti speciali recuperati. Diminuisce il conferimento in discarica dei rifiuti urbani.

 

faccina seria

Nel 2015, la produzione dei rifiuti urbani, di poco superiore al 2014, si mantiene su livelli alti ed è influenzata in maniera significativa dall’intercettazione, nel circuito della raccolta dei rifiuti urbani, dei rifiuti speciali assimilati.

 

 

faccina felice

Il grado di conoscenza del settore relativo ai rifiuti urbani negli ultimi anni ha raggiunto un livello molto buono; presenta ancora lacune e ritardi il sistema di contabilizzazione dei rifiuti speciali.

faccina felice

E’ stato approvato il Piano Regionale di Gestione Rifiuti, improntato sulla gerarchia europea per la gestione dei rifiuti, che pone al primo posto la prevenzione, seguita dal recupero di materia e dal recupero energetico, e che vede lo smaltimento in discarica come opzione residuale a completamento delle filiere di recupero.

 

faccina seria

Il sistema di gestione dei rifiuti urbani e speciali in Emilia-Romagna si sta allineando verso gli obiettivi di prevenzione e riciclaggio indicati dalla normativa europea e nazionale: buoni i risultati della raccolta differenziata, alti i livelli di recupero delle frazioni riciclabili e di alcune tipologie di rifiuti speciali, adeguato ai fabbisogni regionali il sistema impiantistico. Le azioni messe in campo dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti, finalizzate alla prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti, dovrebbero consentire il raggiungimento dell’obiettivo di disallineamento della produzione di rifiuti dalla crescita economica.

 

Sintesi

Rifiuti urbani

La produzione totale di rifiuti urbani in Emilia-Romagna nel 2014 è stata di 2.962.076 tonnellate, corrispondente a una produzione pro capite di 665 kg/ab, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. La raccolta differenziata ha riguardato oltre la metà della produzione dei rifiuti urbani: 1.796.765 tonnellate pari al 60,7%, in aumento di oltre 2 punti percentuali rispetto al 2014. I risultati ottenuti a livello locale sono ancora molto disomogenei, con comuni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata e altri che non hanno ancora raggiunto il 35%. Nel territorio regionale si raccolgono soprattutto verde (105 kg/ab), carta e cartone (84 kg/ab), umido (58 kg/ab), vetro (36 kg/ab), legno (30 kg/ab) e plastica (30 kg/ab), ma anche inerti di origine domestica (19 kg/ab), rifiuti ingombranti (18 kg/ab), i RAEE (5 Kg/ab), pile e batterie, farmaci, gli oli minerali e vegetali ect. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) rivestono particolare importanza, in quanto devono essere gestiti in modo adeguato per le sostanze pericolose che contengono e per gli specifici trattamenti di recupero a cui devono essere sottoposti. Il sistema di raccolta tradizionalmente più diffuso in Emilia-Romagna è ancora quello che utilizza contenitori stradali, nei quali confluisce il 33% della raccolta differenziata. Il sistema di raccolta “porta a porta/domiciliare” intercetta il 18% di quanto raccolto in modo differenziato e viene utilizzato soprattutto nelle provincie di Parma e Piacenza. Un ruolo importante è ricoperto anche dai centri di raccolta, ai quali gli utenti conferiscono il 30% dei rifiuti oggetto di raccolta differenziata. Tramite gli “altri sistemi di raccolta”, che comprendono soprattutto il ritiro previa chiamata/prenotazione da parte dell’utente, le raccolte con eco-mobile e le raccolte effettuate c/o utenze non domestiche, si intercetta infine il 19%. Le frazioni raccolte in maniera differenziata sono avviate agli oltre 200 impianti di trattamento/recupero presenti sul territorio regionale, per essere sottoposte a processi di selezione/valorizzazione o per essere direttamente destinate a recupero. Tra questi gli impianti di compostaggio ricoprono una particolare importanza strategica sia perché la frazione organica costituisce circa un terzo dei rifiuti urbani prodotti, sia per i vincoli posti dalla normativa allo smaltimento di tale frazione nelle discariche. In Regione nel 2015 erano attivi 21 impianti di compostaggio, di cui 6 integranti la digestione anaerobica e aerobica. Come prime destinazioni nel 2015 i rifiuti indifferenziati sono stati inviati: 531.932 t a incenerimento, 289.942 t a impianti di trattamento meccanico, 323.872 t a impianti di trasferimento (per essere stoccate e successivamente avviate a impianti di incenerimento, di trattamento meccanico o meccanico-biologico, o in discarica), 13.285 t rappresentate dagli scarti delle raccolte differenziate multimateriale a incenerimento o in discarica, 6.279 t rifiuti derivanti dallo spazzamento a recupero. Tutti gli impianti di prima destinazione sono ubicati in regione. Tenendo in considerazione le destinazioni finali, la gestione complessiva del rifiuto urbano indifferenziato è stata la seguente: 18.518 t di frazioni merceologiche omogenee sono state avviate a recupero di materia, 758.236 t sono state complessivamente avviate agli impianti di incenerimento, 135.474 t sono state avviate a bio-stabilizzazione per la produzione della frazione organica stabilizzata (FOS) e 253.081 t sono state conferite in discarica. Il sistema impiantistico dedicato alla gestione dei rifiuti indifferenziati residui, in grado di soddisfare completamente il fabbisogno di smaltimento della Regione, è costituito da: 5 impianti di trattamento meccanico-biologico, 5 impianti di trattamento meccanico, 8 inceneritori con recupero energetico (di cui uno dedicato alla combustione di CDR/CSS), 24 discariche delle quali operative 16. In questi impianti nel 2015 sono stati complessivamente gestiti 1.858.984 tonnellate di rifiuti.

 

Rifiuti speciali

I rifiuti speciali sono i rifiuti prodotti da industrie e aziende e si differenziano dai rifiuti urbani per il fatto che non vengono gestiti dalla pubblica amministrazione sulla base di contributi fiscali, ma vengono gestiti e smaltiti da un sistema di aziende private. I rifiuti sono classificati (art. 184, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006), secondo l’origine, in urbani e speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in pericolosi e non pericolosi.
I materiali di scarto prodotti da aziende e industrie sono rifiuti speciali e sono gestiti da aziende private, a differenza di quanto avviene per gli scarti provenienti dalle nostre abitazioni che vengono gestiti dalla pubblica amministrazione. Sono considerati speciali i rifiuti provenienti dalle attività agricole o sanitarie, quelli derivati da lavorazione industriale, attività commerciali e i veicoli obsoleti. I rifiuti speciali sono definiti specificatamente mediante un codice a 6 cifre sulla base del sistema comunitario di classificazione (CER: Catalogo Europeo dei Rifiuti).
La gestione dei rifiuti speciali è soggetta alle regole del libero mercato e la responsabilità del loro corretto recupero, trattamento e smaltimento è a carico del produttore/gestore, come previsto dalla normativa specifica.
La banca dati MUD (Modulo Unico di Dichiarazione ambientale) costituisce ancora la fonte dati principale e ufficiale che a livello regionale permette di definire un quadro conoscitivo relativo ai quantitativi di rifiuti prodotti, gestiti, con il dettaglio delle diverse attività di trattamento e di come tali rifiuti si muovono dentro e fuori i confini regionali.
Come ogni anno, i dati MUD sono stati sottoposti a specifiche procedure di bonifica, elaborate dal sistema delle agenzie IspraA/Arpa per eliminare i principali errori (quali: unità di misura, errori di inserimento dati etc.) e aumentare l'attendibilità del dato. Le informazioni contenute nel MUD fanno riferimento ai rifiuti prodotti e gestiti in seguito alle attività svolte nel 2013.
I rifiuti speciali prodotti in Emilia-Romagna nel 2013 ammontano a 11.358.730 tonnellate, comprendenti 3.229.660 tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi. La produzione dei rifiuti speciali è costituita, in prevalenza, da rifiuti non pericolosi (90% dei quantitativi totali), derivanti principalmente dall’attività degli impianti di trattamento rifiuti (CAP 19), seguiti dai rifiuti prodotti dai processi termici (CAP 10) e dai rifiuti prodotti dal trattamento di metalli e plastiche (CAP 12).
Il dato di produzione, elaborato dal MUD, risulta sottostimato in quanto non tutte le attività produttive sono obbligate alla presentazione della dichiarazione, in particolare sono esenti da tale obbligo tutti i produttori di rifiuti speciali non pericolosi con meno di 10 addetti. E’ possibile elaborare un valore di produzione più attendibile utilizzando il dato di gestione al netto delle giacenze, sommando le differenze tra le quantità di rifiuti in uscita e le quantità in entrata; il dato di produzione stimato risulta pari a 3.465.358 tonnellate.
La produzione di rifiuti speciali risulta concentrata nelle province di Modena, Ravenna e Bologna.
In Emilia-Romagna, nel 2013, sono state gestite complessivamente 13.668.216 tonnellate di rifiuti speciali. Il recupero risulta la modalità di gestione prevalente con 9.680.835 tonnellate di rifiuti. L’attività di recupero prevalente è il recupero di materia (66%), con 9.043.190 tonnellate di rifiuti in prevalenza non pericolosi.
Le tipologie di rifiuti avviati a recupero di materia appartengono ai rifiuti derivanti dalle operazioni di costruzione e demolizione (capitolo CER 17), con 4.531.407 tonnellate, seguiti dai rifiuti prodotti dagli impianti di trattamento dei rifiuti (capitolo CER 19), con quantitativi pari a circa 1.034.793 tonnellate.
I rifiuti avviati a smaltimento, complessivamente pari a 3.987.381 tonnellate, sono in prevalenza non pericolosi (85%) e di questi ne vengono smaltiti in discarica 1.394.566 tonnellate.
Lo studio del dato relativo ai flussi di rifiuti speciali in ingresso e in uscita dalla regione conferma, come rilevato negli anni precedenti, la superiorità dei quantitativi in ingresso (3.859.767 tonnellate) rispetto a quelli in uscita (3.685.300 tonnellate).
I flussi più consistenti si verificano prevalentemente verso Lombardia, Veneto e Piemonte, per quanto riguarda l’export, e ancora verso Lombardia, Veneto e Toscana, per quanto riguarda l’import.
Particolare attenzione è stata rivolta all’analisi dei flussi di rifiuti ricevuti/destinati da/verso Paesi esteri: l’Emilia-Romagna conferisce rifiuti speciali in Germania, Cina e Austria, mentre riceve rifiuti dalla Svizzera, Francia e Repubblica di San Marino, confermando quanto rilevato negli anni precedenti.
Anche nel 2013 sono stati esportati all’estero principalmente rifiuti pericolosi, quali rifiuti pericolosi parzialmente stabilizzati, rifiuti da costruzione e demolizione con amianto e rifiuti di vetro, legno e plastica contenenti sostanze pericolose e scarti provenienti da apparecchiature elettriche e elettroniche fuori uso.
Entrano invece in regione, principalmente: legno, zinco (derivante da rifiuti da costruzione e demolizione), ceneri di zinco e imballaggi di vetro.
Nel 2013 in regione hanno dichiarato di aver trattato più di 100 tonnellate l’anno di rifiuti speciali, un migliaio di impianti. I quantitativi più importanti sono stati trattati nelle provincie di Modena (21%), Ravenna (19%) e Bologna (18%).
A completamento di questa sezione, sono state approfondite quattro categorie di rifiuti speciali riguardanti le filiere dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D), dei veicoli fuori uso, dei rifiuti sanitari e dei rifiuti agroalimentari.



Quadro Generale

L’annuario offre un quadro sintetico sullo stato dell’arte della gestione dei rifiuti urbani e speciali nella nostra regione e costituisce un fondamentale strumento di sintesi per verificare i risultati ottenuti, per intervenire sui punti critici e orientare le scelte di pianificazione e programmazione.
I dati relativi a produzione e modalità di gestione dei rifiuti urbani ai sensi dell’art. 16 della LR 27/94 sono stati raccolti utilizzando l’applicativo denominato ORSo, che consente ai Comuni di caricare via web le informazioni richieste dall’Allegato 4 alla DGR 1620/2001 aggiornato con DGR 2317/2009, permettendo l’immediata informatizzazione e condivisione dei dati.
Come indicato nella delibera stessa, la compilazione della sezione relativa ai dati comunali sulla gestione dei rifiuti urbani deve essere eseguita dai Comuni stessi, o per essi dall’Ente gestore, entro il 30 aprile di ogni anno.
La sezione relativa agli impianti deve essere invece compilata dai gestori entro il 20 maggio.
I Comuni (o per essi i gestori del servizio) attestano la completezza e la veridicità dei dati inseriti attraverso password di chiusura e convalida; gli amministratori provinciali (Province e/o Osservatori provinciali) validano le informazioni inserite dai Comuni, mentre l’amministratore regionale (Sezione regionale del catasto rifiuti c/o Arpae Emilia-Romagna, Direzione tecnica) trasmette entro il 30 giugno i dati alla Regione e a Ispra.
Nell’implementazione dell’applicativo, oltre ai gestori degli impianti di recupero e smaltimento di rifiuti urbani presenti nel territorio regionale, sono stati coinvolti anche tutti i soggetti che effettuano operazioni di trattamento/recupero delle frazioni raccolte in maniera differenziata (circa 260 presenti in regione), al fine di consentire la ricostruzione della filiera del recupero.
Alla stesura della sezione, dedicata al recupero delle principali frazioni raccolte in maniera differenziata e in particolare agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio, ha contribuito in maniera significativa il sistema dei Consorzi nell’ambito del “Protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Conai”, sottoscritto nel 2007 e rinnovato nel 2010. Nello specifico i Consorzi hanno fornito i dati relativi allo sviluppo del sistema consortile in regione e hanno collaborato alla definizione dei quantitativi e delle modalità di recupero delle frazioni di raccolta differenziata che rientrano nel sistema di gestione consortile.
L’archivio delle dichiarazioni MUD, altro strumento inserito nel sistema informativo regionale sui rifiuti, è stato utilizzato come ogni anno per la ricostruzione del quadro conoscitivo sui rifiuti speciali: produzione, modalità di gestione e flussi.
In esso confluiscono le dichiarazioni obbligatorie presentate dai soggetti che producono, raccolgono, trasportano e gestiscono rifiuti speciali alle Camere di commercio e informatizzate da Unioncamere, così come indicato dalla normativa vigente. Per essere utilizzati a fini statistici i dati delle dichiarazioni MUD sono sottoposti a una serie di correzioni (bonifiche), condotte dal sistema delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente sulla base di linee guida condivise.
Le altre fonti utilizzate sono le seguenti:
– Ispra per i dati contenuti nel Rapporto rifiuti 2014;
– Servizio turismo e qualità delle aree turistiche e Servizio controllo strategico e statistica - D.G. Attività produttive, commercio, turismo della Regione Emilia-Romagna, per i dati relativi alla popolazione e ai flussi turistici.
Negli ultimi anni, per il settore relativo ai rifiuti, sono intervenute novità significative a livello normativo, tecnologico e socio-economico che richiederanno un adeguamento dei sistemi di gestione e la focalizzazione delle azioni sulle misure di riduzione dei rifiuti alla fonte.
Con il DLgs 205/2010, che ha modificato la Parte IV del DLgs 152/2006 (il c.d. Codice ambientale), è stato completato il recepimento della Direttiva quadro di settore, la 2008/98/CE.
Tra le principali novità si sottolinea l’introduzione del principio della “responsabilità estesa del produttore” (peraltro di natura programmatoria e, dunque, in attesa di concrete misure di attuazione), della “preparazione per il riutilizzo” di rifiuti, nonché del concetto di “riutilizzo” relativo a prodotti o componenti che non sono rifiuti.
Altro elemento degno di nota è l’adozione delle specifiche definizioni di “recupero” e di “riciclaggio”, che, per quanto riguarda in particolare le operazioni di recupero, permettono di superare il riferimento esclusivo all’elenco riportato in allegato C al decreto stesso, che viene definito “non esaustivo”.
Sotto il profilo gestionale sono state rimodulate molte situazioni operative e, da un punto di vista sanzionatorio, sono state introdotte le sanzioni amministrative pecuniarie collegate all’utilizzo del Sistri.

Bibliografia

  • 1. Regione Emilia-Romagna, Arpa Emilia-Romagna (2015), "La gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna, Report Rifiuti 2015"

Autori

  • Barbara VILLANI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Cecilia CAVAZZUTI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Maria Concetta PERONACE (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Paolo GIRONI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Annamaria BENEDETTI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
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