Emilia-Romagna
Rifiuti DATI 2018

Rifiuti

faccina felice

RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 68%
La percentuale dei rifiuti raccolti in modo differenziato rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani (68%) è in ulteriore crescita nel 2018 e ha consentito il raggiungimento dell'obiettivo del 65% previsto dalla normativa nazionale; l’avvio a recupero delle principali frazioni mostra, in genere, un elevato livello di riciclaggio. Diminuisce il conferimento in discarica dei rifiuti urbani.

faccina seria

IN AUMENTO LA PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI 
Nel 2018, la produzione dei rifiuti urbani è in aumento rispetto al 2017 (+4%), mantenendosi su livelli significativi, in quanto influenzata in maniera consistente dall’intercettazione dei rifiuti speciali assimilati nel circuito della raccolta dei rifiuti urbani.

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PRODUZIONE DI RIFIUTI SPECIALI IN LINEA CON L'ANNO PRECEDENTE
La produzione di rifiuti speciali in Emilia-Romagna, nel 2017 (circa 8,5 milioni di tonnellate, escludendo i rifiuti da costruzione e demolizione - C&D), si è mantenuta sostanzialmente in linea con quella dell'anno precedente, con un leggero calo (-1,3%) dovuto ad una diminuzione della produzione dei rifiuti speciali non pericolosi. La produzione di rifiuti speciali pericolosi, esclusi quelli da C&D, è pari all’8% della produzione totale. La produzione regionale dei rifiuti speciali, compresi i rifiuti da costruzione e demolizione (C&D), si attesta invece attorno a circa 13.750.000 tonnellate.

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PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI: PREVENZIONE E RECUPERO AL PRIMO POSTO
Il Piano Regionale di Gestione Rifiuti, in attuazione della gerarchia europea per la gestione dei rifiuti e della Legge Regionale 16/2015 sulla economia circolare pone al primo posto la prevenzione, seguita dal recupero di materia e dal recupero energetico e vede lo smaltimento in discarica come opzione residuale a completamento delle filiere di recupero.

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SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI IN EMILIA-ROMAGNA ALLINEATO AGLI OBIETTIVI NORMATIVI SU PREVENZIONE E RICICLAGGIO 
Il sistema di gestione dei rifiuti urbani e speciali in Emilia-Romagna è allineato agli obiettivi di prevenzione e riciclaggio indicati dalla normativa europea e nazionale e a quelli fissati dalla LR 16/2015, che sono ancora più stringenti di quelli comunitari: buoni i risultati della raccolta differenziata, alti i livelli di recupero delle frazioni riciclabili e di alcune tipologie di rifiuti speciali, adeguato ai fabbisogni regionali il sistema impiantistico. Le ulteriori azioni previste dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti per il 2020, ed in particolare l’estensione dei sistemi di tariffazione puntuale a tutti i Comuni Emiliano-Romagnoli, consentirà una profonda innovazione del sistema di gestione dei rifiuti urbani in Regione finalizzata ad una prevenzione dei rifiuti sempre maggiore, oltre che a una migliore quantità e qualità delle raccolte differenziate.

Sintesi

Rifiuti urbani
I dati riportati in questo documento provengono dal sistema informativo regionale sui rifiuti costituito dai Data Base O.R.So. (modulo Comuni). Come indicato nella delibera regionale DGR 2147/18, la compilazione della sezione del DB O.R.So. relativa ai dati comunali di produzione e gestione dei rifiuti urbani viene effettuata dai Comuni stessi (o per essi, se delegato dal Comune, dal gestore del servizio di raccolta) entro il 30 aprile di ogni anno. I dati inseriti vengono sottoposti dall’amministratore regionale (Sezione regionale del catasto rifiuti c/o Arpae Direzione Tecnica) a una procedura di verifica statistica e approfondimenti puntuali di eventuali anomalie. Al termine di tale procedura i dati vengono validati, trasmessi entro il 30 giugno alla Regione e a Ispra, ed elaborati da Arpae Emilia-Romagna - Sezione regionale del catasto rifiuti – per comporre il quadro conoscitivo a scala regionale del settore rifiuti urbani.
La produzione totale di rifiuti urbani in Emilia-Romagna, nel 2018, è stata pari a 3.011.354 tonnellate, in lieve aumento (+4%) rispetto al valore registrato nel 2017. La produzione pro capite è passata da 649 kg/ab., nel 2017, a 673 kg/ab., nel 2018 (+3,8%). La raccolta differenziata in Emilia-Romagna ha raggiunto 2.046.662 tonnellate (458 kg/ab.), corrispondenti al 68% del totale dei rifiuti urbani prodotti, con un aumento del 3,7% rispetto al 2017.

Rifiuti speciali
La fonte primaria dei dati utilizzati per la quantificazione della produzione e delle modalità di gestione dei rifiuti speciali sono le dichiarazioni MUD. Tali dichiarazioni sono sottoposte a procedure di bonifica, condivise a livello Ispra/Arpa/Appa e finalizzate a eliminare i principali errori contenuti nelle dichiarazioni MUD. I dati bonificati sono trasmessi a Ispra e vengono elaborati da Arpae Emilia-Romagna (Sezione regionale del catasto rifiuti) per comporre il quadro conoscitivo a scala regionale del settore rifiuti speciali.
La produzione di rifiuti speciali in Emilia-Romagna, che, nel 2017, si attesta attorno a circa 8,5 milioni di tonnellate (escludendo i rifiuti da costruzione e demolizione - C&D), evidenzia un leggero calo (-2%) tra il 2016 ed il 2017, dovuto ad una diminuzione della produzione dei rifiuti speciali non pericolosi. La produzione di rifiuti speciali pericolosi, esclusi quelli da C&D, è pari a 718.249 t, confermandosi sul valore dell’8% della produzione totale. 
La produzione regionale dei rifiuti speciali, compresi i rifiuti da costruzione e demolizione (C&D), si attesta invece, nel 2017, attorno a circa 13.750.000 tonnellate.
Dei rifiuti speciali prodotti in regione, nel 2017, il 43% proviene dagli impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito (capitolo 19).
Per quanto riguarda la ripartizione della produzione di RS per attività economica, il contributo più importante, nel 2017, si conferma quello derivante dalle attività manifatturiere, con quantitativi di rifiuti prodotti che superano i 3 milioni di tonnellate, in gran parte non pericolosi; seguono le attività legate al commercio e alla fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, ma con quantitativi molto inferiori rispetto ai precedenti.

Quadro Generale

Il capitolo fornisce un quadro sintetico sullo stato dell’arte della gestione dei rifiuti urbani e speciali nella nostra regione, e costituisce un fondamentale strumento di sintesi per verificare i risultati ottenuti, per intervenire sui punti critici e orientare le scelte di pianificazione e programmazione.
I dati relativi a produzione e modalità di gestione dei rifiuti urbani ai sensi dell’art. 16 della LR 27/94 sono stati raccolti utilizzando l’applicativo denominato O.R.So. (modulo Comuni), che consente ai Comuni di caricare via web le informazioni richieste dall’Allegato 4 alla DGR 1620/2001, aggiornato con DGR 2317/2009, DGR 2218/16 e da ultimo la DGR 2147/18. L’inserimento dei dati richiesti nella scheda Comune spetta ai Comuni (o per essi al Gestore del servizio di raccolta previa delega formale da parte del Comune), entro il 30 aprile di ogni anno. I Comuni attestano la completezza e la veridicità dei dati inseriti attraverso password di chiusura e convalida; l'amministratore regionale (Sezione regionale del catasto rifiuti c/o Arpae Emilia-Romagna, Direzione tecnica) valida le informazioni inserite dai Comuni, e trasmette entro il 30 giugno i dati alla Regione e a Ispra.
Alla stesura della sezione, dedicata al recupero delle principali frazioni raccolte in maniera differenziata e in particolare agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio, ha contribuito in maniera significativa il sistema dei Consorzi nell’ambito del “Protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Conai”, sottoscritto nel 2007 e rinnovato nel 2010. Nello specifico i Consorzi hanno fornito i dati relativi allo sviluppo del sistema consortile in regione e hanno collaborato alla definizione dei quantitativi e delle modalità di recupero delle frazioni di raccolta differenziata che rientrano nel sistema di gestione consortile. 
La sezione relativa agli impianti deve essere invece compilata sull'applicativo O.R.So. (modulo Impianti) dai gestori entro il 31 maggio. Nell’implementazione dell’applicativo, oltre ai gestori degli impianti di recupero e smaltimento di rifiuti urbani presenti nel territorio regionale, sono stati coinvolti anche tutti i soggetti che effettuano operazioni di trattamento/recupero delle frazioni raccolte in maniera differenziata (circa 260 presenti in regione), al fine di consentire la ricostruzione della filiera del recupero. L’archivio delle dichiarazioni MUD, altro strumento inserito nel sistema informativo regionale sui rifiuti, è stato utilizzato come ogni anno per la ricostruzione del quadro conoscitivo sui rifiuti speciali: produzione, modalità di gestione e flussi. In esso confluiscono le dichiarazioni obbligatorie presentate dai soggetti che producono, raccolgono, trasportano e gestiscono rifiuti speciali alle Camere di commercio e informatizzate da Unioncamere, così come indicato dalla normativa vigente. Per essere utilizzati a fini statistici i dati delle dichiarazioni MUD sono sottoposti a una serie di correzioni (bonifiche), condotte dal sistema delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente sulla base di linee guida condivise. Negli ultimi anni, per il settore relativo ai rifiuti, sono intervenute novità significative a livello normativo, tecnologico e socio-economico che richiederanno un adeguamento dei sistemi di gestione e la focalizzazione delle azioni sulle misure di riduzione dei rifiuti alla fonte. Con il DLgs 205/2010, che ha modificato la Parte IV del DLgs 152/2006 (il c.d. Codice ambientale), è stato completato il recepimento della Direttiva quadro di settore, la 2008/98/CE. Tra le principali novità si sottolinea l’introduzione del principio della “responsabilità estesa del produttore” (peraltro di natura programmatoria e, dunque, in attesa di concrete misure di attuazione), della “preparazione per il riutilizzo” di rifiuti, nonché del concetto di “riutilizzo” relativo a prodotti o componenti che non sono rifiuti. Altro elemento degno di nota è l’adozione delle specifiche definizioni di “recupero” e di “riciclaggio”, che, per quanto riguarda in particolare le operazioni di recupero, permettono di superare il riferimento esclusivo all’elenco riportato in allegato C al decreto stesso, che viene definito “non esaustivo”. Sotto il profilo gestionale sono state rimodulate molte situazioni operative e, da un punto di vista sanzionatorio, sono state introdotte le sanzioni amministrative pecuniarie collegate all’utilizzo del Sistri.

Bibliografia

  • 1. Regione Emilia-Romagna, Arpa Emilia-Romagna (2018), "La gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna, Report Rifiuti 2018"

Autori

  • Carla GRAMELLINI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Giacomo ZACCANTI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Daniele SALVATORI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Maria Concetta PERONACE (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Veronica RUMBERTI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
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