Emilia-Romagna
Rifiuti Rifiuti urbani raccolti in modo differenziato
Commento

Nel corso del 2016, il Ministero dell’Ambiente ha inteso uniformare a livello nazionale la metodologia di calcolo della raccolta differenziata ed in data 26 maggio ha emanato il DM recante “Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani” (pubblicato sulla GU Serie Generale n. 146 del 24 giugno 2016), che è stato recepito dalla Regione Emilia-Romagna con la Delibera della Giunta Regionale n. 2218/2016. La metodologia standard per la determinazione della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati della Regione Emilia-Romagna, in vigore a partire dai dati relativi al 2017, introduce elementi innovativi ed in particolare, in conformità con quanto previsto dal suddetto DM 26 maggio 2016, definisce puntualmente l’elenco dei codici EER da utilizzare per il computo della percentuale di raccolta differenziata. La nuova metodologia prevede, rispetto al metodo previsto dalla DGR 1620/01 (e ss.mm.) adottata per gli anni precedenti, una diversa ripartizione fra le raccolte differenziata e indifferenziata, consentendo di conteggiare, nella quota di raccolta differenziata, anche i rifiuti da spazzamento stradale raccolti separatamente dai rifiuti indifferenziati ed inviati ad impianti di trattamento finalizzati al recupero, i rifiuti avviati a compostaggio domestico (a condizione che tale pratica venga appositamente disciplinata da parte dei Comuni rispettando quanto indicato nell’Allegato 1, punto 4, DGR 2218/16) e compostaggio di comunità (a condizione che tale pratica venga appositamente disciplinata da parte dei Comuni come indicato nelle DM 266/16).
Nel 2019, la raccolta differenziata in Emilia-Romagna ha raggiunto 2.117.352 tonnellate (473 kg/ab), corrispondenti al 70,9% del totale dei rifiuti urbani prodotti, con un aumento di circa il 2,9% rispetto al 2018. Questa percentuale conferma il trend in continua crescita registrato nell’ultimo decennio (figura 1). La tabella 1 riporta, per il 2019, il dettaglio dei dati a scala provinciale relativi alla raccolta differenziata e indifferenziata e le differenze espresse in percentuale rispetto ai valori 2018.
La tabella 3 riporta le frazioni oggetto di raccolta differenziata, per provincia, nel 2019.
La figura 2 evidenzia, per le principali frazioni merceologiche raccolte nel 2019, il rapporto tra la quota di rifiuti intercettata tramite la raccolta differenziata effettuata dal gestore e la quantità della stessa frazione presente nel rifiuto urbano totale: superano l’80% della resa di intercettazione il legno, il vetro e il verde; superiore al 50% l’intercettazione di umido, carta, metalli, e plastica. Un approfondimento, effettuato sulle 30 analisi merceologiche eseguite da Arpae nel 2019, ha evidenziato quanto del materiale presente nell’indifferenziato residuo potrebbe essere teoricamente recuperabile se differenziato correttamente. Si considerano teoricamente recuperabili i quantitativi delle frazioni secche afferenti al circuito CONAI (carta, plastica, metalli, vetro e legno) e delle frazioni organiche (umido e verde) che, se fossero raccolti come richiesto dai rispettivi consorzi, potrebbero entrare nel circuito del recupero. Da questa analisi è emerso che, rispetto al totale di rifiuto urbano prodotto: per la carta, del 36% non ancora raccolto in maniera differenziata meno della metà (16%) sarebbe ancora recuperabile, se differenziato correttamente; per la plastica, del 48% non ancora raccolto in maniera differenziata più della metà (36%) sarebbe ancora teoricamente recuperabile, se differenziato correttamente.
I valori di raccolta differenziata a scala comunale del 2019 (figura 3) confermano le difficoltà dei piccoli comuni dell’Appennino a raggiungere elevati standard di raccolta differenziata, in quanto le specifiche caratteristiche territoriali e abitative rendono più complessa e onerosa l’organizzazione del servizio di raccolta. Le performance migliori di raccolta differenziata si ottengono nell’area di pianura e nei medio/piccoli centri abitati.
La stima del tasso di riciclaggio, finalizzata alla verifica degli obiettivi di cui all’art. 181 del DLgs 152/2006, fa riferimento all’opzione b) indicata dalla Decisione 2011/753/UE ed al metodo di calcolo 2 dell’allegato 1 alla Decisione stessa. In particolare, per l’applicazione della formula indicata nel metodo 2, i quantitativi avviati ad effettivo riciclaggio sono stati stimati seguendo il percorso delle principali frazioni raccolte in modo differenziato attraverso i diversi impianti/ piattaforme di stoccaggio/valorizzazione fino all’avvio a recupero. Con riferimento alle frazioni raccolte dal gestore del servizio pubblico, i quantitativi avviati a recupero vengono stimati con la ricostruzione, frazione per frazione, dei flussi in entrata e in uscita da ogni impianto per quantificare gli scarti associati alle fasi di recupero. I dati sono estratti dall’applicativo O.R.So. (modulo Comuni), fino alla prima destinazione, e dalle dichiarazioni MUD, per i trattamenti successivi. Per completare la ricostruzione del numeratore della formula indicata nel citato metodo di calcolo sono state considerate anche le quote derivanti dal compostaggio domestico, dal compostaggio di comunità e dalle frazioni dei rifiuti speciali assimillati agli urbani avviati direttamente a recupero dai produttori ai sensi dell’art.238, c.10, DLgs 152/06 (ipotizzando che il recupero sia pari al 100% del raccolto). I quantitativi non comprendono le quote avviate a recupero energetico. La quantità di rifiuti delle varie frazioni considerate presenti all’interno del totale dei rifiuti urbani (compresa la quota di compostaggio domestico, compostaggio di comunità e di art.238, c.10, DLgs 152/06) rappresenta, invece, il denominatore del rapporto. Il tasso di avvio a riciclaggio rispetto alla produzione totale dei rifiuti è risultato, nel 2019, pari al 63% (tabella 2): si evidenzia che il traguardo previsto dalla normativa europea al 2020, pari al 50%, è già stato raggiunto.

NOME DELL'INDICATORE

Rifiuti urbani raccolti in modo differenziato

DPSIR

R

UNITÀ DI MISURA

Tonnellate, Percentuale, Chilogrammi/abitante

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2001-2019

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Comune

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, LR 27/94, DGR 1620/01 e s.m.i., DGR 2319/07, DGR 1238/16, DGR 2218/16, DGR 2147/18

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Altri metadati
Descrizione

In Emilia-Romagna, fino ai dati 2016, in mancanza di una metodologia unica a livello nazionale, la procedura per il calcolo della raccolta differenziata è stata definita con la DGR 1620/01 (e successive modifiche). La percentuale di raccolta differenziata veniva calcolata come rapporto tra la somma dei pesi delle frazioni merceologiche raccolte in modo differenziato e la quantità dei rifiuti complessivamente prodotti. Erano esclusi dal computo della raccolta differenziata i seguenti rifiuti urbani: i rifiuti derivanti dall’attività di pulizia e spazzamento delle strade e aree pubbliche, delle strade e aree private comunque soggette a uso pubblico, delle spiagge marittime e lacuali e delle rive dei corsi d’acqua, ivi compresi quelli provenienti dalla pulizia degli arenili; i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni; i sovvalli derivanti dalle operazioni di separazione a valle della raccolta differenziata multimateriale.
A partire dai dati 2017 la metodologia standard per la determinazione della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati della Regione Emilia-Romagna (DGR 2218/16) introduce elementi innovativi rispetto alla metodologia adottata per gli anni precedenti. In particolare: definisce puntualmente l’elenco dei codici EER da utilizzare per il computo dei rifiuti urbani e prevede una diversa ripartizione fra le raccolte differenziata e indifferenziata, consentendo di conteggiare nella quota di raccolta differenziata anche i rifiuti da spazzamento stradale, purchè inviati ad impianti di trattamento finalizzati al recupero; prevede inoltre di conteggiare, nella quota di raccolta differenziata, i rifiuti avviati a compostaggio domestico (a condizione che tale pratica venga appositamente disciplinata da parte dei Comuni rispettando quanto indicato nell’Allegato 1, punto 4, DGR 2218/16) e i rifiuti avviati a compostaggio di comunità (a condizione che tale pratica venga appositamente disciplinata da parte dei Comuni come indicato nelle DM 266/16).

Scopo

Verificare il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata di rifiuti urbani definiti dalla normativa vigente; l’art. 205 del DLgs 152/2006 stabilisce che in ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani per raggiungere i seguenti obiettivi: 65% entro il 2012.
A tali obiettivi sono stati affiancati quelli definiti dalla Direttiva 2008/98/CE, recepita nell'ordinamento nazionale dal DLgs 205/2010 (art. 181 del DLgs 152/2006), che definisce target per il riutilizzo e riciclaggio di specifici flussi di rifiuti. Il raggiungimento di tali target è strettamente legato a un miglioramento qualitativo della raccolta differenziata.