Emilia-Romagna
Rifiuti Sistemi di raccolta dei rifiuti urbani
Commento

La tabella 1 mostra i dati relativi alla diffusione, a scala regionale, negli ultimi anni, dei diversi sistemi di raccolta, espressi come percentuale sul totale raccolto in maniera differenziata dai gestori del servizio.
Nel 2020, il sistema di raccolta differenziata tradizionalmente più diffuso, a livello regionale, continua ad essere quello con contenitori stradali, che intercetta il 31% della raccolta differenziata, seguito dai centri di raccolta, con il 28%, dalla raccolta porta a porta/domiciliare, con il 22%; inoltre, sono il 4% i rifiuti raccolti su chiamata/prenotazione da parte dell'utente, mentre il 15% corrisponde alla somma di tutti gli “altri sistemi di raccolta”. Rispetto al 2019 le differenze sono minime. 
La figura 1 mostra l'ubicazione, sul territorio regionale, dei 367 centri di raccolta rifiuti, nell'anno 2020. I centri di raccolta, che integrano i servizi di raccolta differenziata presenti sul territorio, continuando a fornire un contributo indispensabile a supporto di questi, vengono utilizzati principalmente per la raccolta di particolari tipologie di rifiuti, per i quali sarebbe oneroso e tecnicamente impegnativo prevedere un servizio di raccolta capillare sul territorio, quali: oli minerali, oli vegetali, pneumatici, inerti di origine domestica, RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche Elettroniche), pile e batterie, ingombranti, verde, cartucce e toner, altri rifiuti urbani “pericolosi” (contenitori pericolosi etichettati T/F, farmaci, ecc.). Nei comuni montani, caratterizzati da una densità abitativa molto bassa, i centri di raccolta rappresentano la soluzione più economica per garantire comunque la raccolta differenziata di molte frazioni.
In tabella 2 sono riportati, per l'anno 2020, i dati relativi alla diffusione, a scala regionale, dei diversi sistemi di raccolta espressi come percentuale sul totale raccolto in maniera indifferenziata dai gestori del servizio: il sistema di raccolta tradizionalmente più diffuso, a livello regionale, continua ad essere quello con contenitori stradali (che intercetta il 57% della raccolta indifferenziata), seguito dalla raccolta porta a porta/domiciliare, con il 31%, e dalla sommatoria di “altri sistemi di raccolta”, con il 12%.

NOME DELL'INDICATORE

Sistemi di raccolta dei rifiuti urbani

DPSIR

R

UNITÀ DI MISURA

Percentuale

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2013-2020

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DGR 2319/07, DGR 1238/16, DGR 2218/16, DGR 2147/18

AREE TEMATICHE INTERESSATE

Descrizione

Le modalità di raccolta sono suddivise, a partire dal 2016, nelle categorie di seguito indicate:
- PORTA A PORTA/DOMICILIARE: si intende che la raccolta è effettuata a domicilio con sacchi, bidoncini, ecc., con una calendarizzazione prestabilita e solo se sono coinvolte Utenze Domestiche (oppure Utenze Domestiche e Non Domestiche della stessa zona assieme);
- CONTENITORI STRADALI: si intende che la raccolta è effettuata tramite contenitori posti su suolo pubblico a disposizione di tutti (Utenze Domestiche e Non Domestiche);
- SU CHIAMATA/PRENOTAZIONE DA PARTE DELL’UTENTE (solo per Utenze Domestiche);
- CENTRO DI RACCOLTA: vanno indicati solo i quantitativi di rifiuti urbani portati direttamente dagli utenti, e non quelli “stoccati” dal gestore per motivi gestionali;
- ECOMOBILE (Centro di Raccolta itinerante);
- ALTRO: si intendono tutti gli altri sistemi di raccolta non precedentemente indicati, esempio raccolte effettuate con varie modalità esclusivamente c/o Utenze Non Domestiche (attività produttive e/o artigianali, esercizi commerciali, scuole, uffici, ecc.), rifiuti abbandonati, verde pubblico, ecc.
Fino al 2015, la modalità di raccolta “SU CHIAMATA/PRENOTAZIONE DA PARTE DELL’UTENTE” era compresa nella voce “ALTRO”.

Scopo

Lo scopo dell’indicatore è quello di monitorare l’andamento dei sistemi di raccolta effettuati dai gestori del servizio di raccolta nel tempo, al fine di verificare come cambiano in funzione della ristrutturazione e dell’ampliamento delle raccolte differenziate.