Emilia-Romagna
Rifiuti Flussi di rifiuti speciali, in ingresso e in uscita
Commento

Lo schema riportato in figura 1 riassume il bilancio del sistema regionale di gestione dei RS per l’anno 2016. Nel 2016, escludendo i rifiuti da costruzione e demolizione (C&D), il flusso di RS in uscita dal territorio regionale è stato di 2.288.460 tonnellate, il 14% circa dei quali costituito da RS pericolosi, mentre il flusso in entrata ha riguardato 3.130.220 tonnellate di rifiuti, anche in questo caso prevalentemente non pericolosi (solo il 9% importato sono rifiuti pericolosi). Il bilancio netto complessivo dei flussi di importazione ed esportazione, per il 2016, è riportato nella tabella 1 e risulta a favore dell’importazione, sia per i rifiuti speciali pericolosi che per quelli non pericolosi. 
Analizzando in dettaglio i flussi nazionali tra l’Emilia-Romagna e le altre regioni italiane (figura 2), risulta evidente come le regioni che ricevono i quantitativi maggiori di rifiuti dall’Emilia-Romagna sono la Lombardia, il Veneto e la Toscana; parallelamente le regioni che inviano rifiuti speciali in Emilia-Romagna sono principalmente la Lombardia, il Veneto, il Lazio e la Toscana. I soggetti che hanno destinato rifiuti all’estero, secondo quanto dichiarato nella banca dati MUD, sono stati circa 120 e hanno esportato 133.568 tonnellate di rifiuti speciali. Il 31% dei quantitativi esportati sono stati inviati a trattamento in Germania, il 16% nei Paesi Bassi e il 15% verso la Cina (figura 3). Nello stesso anno, dall’estero, sono entrati in Emilia-Romagna 222.469 tonnellate di rifiuti speciali, provenienti in gran parte dalla Svizzera (53%) e dalla Francia (24%).
I rifiuti speciali, non pericolosi e pericolosi, importati da altre regioni italiane (figura 4) appartengono in gran parte al capitolo EER 19 (rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue), così, in ugual modo, quelli esportati verso altre regioni. Altri rifiuti speciali importati appartengono al capitolo EER 02 (rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti) e al capitolo EER 10 (rifiuti prodotti da processi termici). Le altre principali tipologie di rifiuti che esportiamo appartengono al capitolo EER 16 (rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco) e al capitolo EER 12 (rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastiche).
I principali quantitativi di rifiuti esportati verso l’estero (figura 5) appartengono al capitolo EER 19, con il 59%; riguardo il flusso di rifiuti in entrata dai paesi esteri, il capitolo EER19 risulta essere sempre il principale, con il 75% del totale di rifiuti speciali importato.

 

NOME DELL'INDICATORE

Flussi di rifiuti speciali, in ingresso e in uscita

DPSIR

P

UNITÀ DI MISURA

Tonnellate, Percentuale

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2016

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Provincia

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

L 296/06, DLgs 152/06, LR 27/94

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Altri metadati
Descrizione

Le dinamiche che governano l’importazione e/o l’esportazione dei RS possono derivare da una carenza di impianti specializzati ma anche da ragioni commerciali ed economiche, in quanto la gestione dei rifiuti speciali non può essere assoggettata a vincoli territoriali.
Anche in questo caso lo studio dei flussi di rifiuti speciali da e per l'Emilia-Romagna si basa sulle dichiarazioni MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale).

Scopo

Verificare l’efficacia delle politiche di gestione dei rifiuti, con particolare riferimento all’incentivazione verso le diverse forme di recupero e riutilizzo, sia come materia, sia come energia individuando particolari criticità relativamente a flussi di rifiuti appartenenti a specifici capitoli EER che potrebbero derivare da carenze impiantistiche sul territorio regionale.