Emilia-Romagna
Rifiuti Flussi di rifiuti speciali, in ingresso e in uscita
Commento

Lo schema riportato in figura 1 riassume il bilancio del sistema regionale di gestione dei rifiuti speciali (RS) per l’anno 2018. Nel 2018, escludendo i rifiuti da costruzione e demolizione (C&D), il flusso di RS in uscita dal territorio regionale è stato di 2.631.140 tonnellate, il 15% circa dei quali costituito da RS pericolosi, mentre il flusso in entrata ha riguardato 3.282.139 tonnellate di rifiuti, anche in questo caso prevalentemente non pericolosi (solo il 12% dei rifiuti in ingresso sono rifiuti pericolosi).
Il bilancio netto complessivo dei flussi di importazione ed esportazione, per il 2018, è riportato nella tabella 1 e risulta a favore dell’importazione, sia per i rifiuti speciali pericolosi, che per quelli non pericolosi.
Analizzando in dettaglio i flussi nazionali tra l’Emilia-Romagna e le altre regioni italiane (figura 2), risulta evidente come le regioni che ricevono i quantitativi maggiori di rifiuti dall’Emilia-Romagna sono la Lombardia, il Veneto e la Toscana; parallelamente le stesse Regioni sono anche quelle che inviano in Emilia-Romagna la maggioranza dei  rifiuti speciali in ingresso.
I soggetti che hanno destinato rifiuti all’estero sono stati circa 120, secondo quanto dichiarato nella banca dati MUD, e hanno esportato 251.788 tonnellate di rifiuti speciali. Il 29% dei quantitativi esportati sono stati inviati a trattamento in Germania, il 14% in Austria e il 9% verso i Paesi Bassi (figura 3).
I rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi importati verso altre regioni italiane (figura 4), appartengono per circa la metà dei quantitativi al capitolo EER 19 (rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue), così, in ugual modo, quelli esportati verso altre regioni.
I soggetti che hanno destinato rifiuti all’estero sono stati circa 120, secondo quanto dichiarato nella banca dati MUD, e hanno esportato 251.788 tonnellate di rifiuti speciali. Il 29% dei quantitativi esportati sono stati inviati a trattamento in Germania, il 14% in Austria e il 9% verso i Paesi Bassi (figura 3).Nello stesso anno, sono entrati dall’estero, in Emilia-Romagna, 256.420 tonnellate di rifiuti speciali provenienti in gran parte dalla Svizzera (41%) e dalla Francia (29%).
Altri rifiuti speciali importati, che risultano avere quantitativi significativi, appartengono al capitolo EER 16 (rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco) e EER 02 (rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti).
Mentre le altre principali tipologie di rifiuti che esportiamo appartengono al capitolo EER 15 (rifiuti di imballaggio; assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi non specificati altrimenti) e al capitolo EER 16 (rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco).
I principali quantitativi di rifiuti esportati verso l’estero (figura 5) appartengono sempre al capitolo EER 19, con il 64%, che risultano anche il principale flusso di rifiuti in entrata dai paesi esteri, con il 72% del totale importato da tali paesi.

 

 

NOME DELL'INDICATORE

Flussi di rifiuti speciali, in ingresso e in uscita

DPSIR

P

UNITÀ DI MISURA

Tonnellate, Percentuale

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2018

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Provincia

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

L 296/06, DLgs 152/06, LR 27/94

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Altri metadati
Descrizione

Le dinamiche che governano l’importazione e/o l’esportazione dei RS possono derivare da una carenza di impianti specializzati ma anche da ragioni commerciali ed economiche, in quanto la gestione dei rifiuti speciali non può essere assoggettata a vincoli territoriali.
Anche in questo caso lo studio dei flussi di rifiuti speciali da e per l'Emilia-Romagna si basa sulle dichiarazioni MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale).

Scopo

Verificare l’efficacia delle politiche di gestione dei rifiuti, con particolare riferimento all’incentivazione verso le diverse forme di recupero e riutilizzo, sia come materia, sia come energia individuando particolari criticità relativamente a flussi di rifiuti appartenenti a specifici capitoli EER che potrebbero derivare da carenze impiantistiche sul territorio regionale.