Emilia-Romagna
Energia DATI 2023

Energia

faccina seria

10,8% DEI CONSUMI ENERGETICI DA FONTI RINNOVABILI 
I consumi energetici regionali coperti da fonti rinnovabili, nel 2023, rappresentano il 10,8% dei consumi finali lordi di energia, in leggera flessione rispetto all’anno precedente. Dal 2012 al 2020, il contributo delle fonti energetiche rinnovabili è cresciuto in Emilia-Romagna con valori superiori a quanto previsto dalla normativa “Burden Sharing” (DM del 15/3/2012)". Si attende ora la trasposizione nazionale della Direttiva RED III che fissa, per le fonti rinnovabili, obiettivi ancora più ambiziosi per tutti i settori.

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NEL 2023 CONSUMI ENERGETICI ANCORA IN FLESSIONE SOPRATTUTTO A CAUSA DELLA STRETTA SULLE IMPORTAZIONI DI GAS DALLA RUSSIA 
In Emilia-Romagna l'andamento dei consumi finali lordi annuali di energia, nel periodo 2006-2023, mostra una tendenza complessiva di decrescita. A partire dal 2009 l'andamento si mostra altalenante, con tre minimi relativi dovuti, nell’ordine, alla crisi economica mondiale del 2009, alle condizioni climatiche particolarmente miti, alla forte congiuntura economica negativa del 2014 ed alla crisi pandemica del 2020. A partire dal 2015, si registra una lieve ripresa dei consumi, con valori che rimangono, comunque, complessivamente inferiori a quelli antecedenti alla crisi economica mondiale del 2009. Il 2020 vede un drastico calo dei consumi a causa del lock down per l’epidemia di Covid 19. Nel 2021 i consumi finali totali mostrano un rimbalzo positivo, tenendosi comunque sulla media di consumo del periodo 2014-2019. Nel 2022 i consumi energetici, sia lordi, sia finali, subiscono un nuovo calo causato principalmente dall’innesco della guerra Russia-Ucraina, in seguito alla quale si avvia una fase di riduzione dei flussi di gas russo verso le regioni europee, con conseguente aumento dei prezzi delle commodities energetiche. La riduzione dei consumi energetici continua nel 2023, spinta dalla persistente stagnazione che ha impatto su tutti i settori economici e produttivi, dall’uso limitato del gas per la produzione di energia elettrica, dal perdurare degli effetti del piano di contenimento dei consumi di gas e dalle condizioni climatiche particolarmente miti. 

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26,5% DI ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA DA FONTI RINNOVABILI
Al 31 Dicembre 2023, in Emilia-Romagna, il 26,5% della produzione lorda di energia elettrica proviene da fonti energetiche rinnovabili (FER). Rispetto all’anno precedente, la produzione da FER è aumentata di circa 223 GWh, pari a un incremento annuo di +3,7%.
La produzione lorda di energia elettrica da termoelettrico (fossile e rinnovabile) ha registrato, rispetto al 2022, una diminuzione di -3.305 GWh, pari a circa il -14,5%, proseguendo il trend in discesa del 2022, anno in cui la variazione è, però, stata del -6,1%.
Al 2023, la principale fonte di energia rinnovabile è rappresentata dal fotovoltaico, che contribuisce con circa il 48% alla produzione da FER; seguono le bioenergie, che coprono il 37,3% della produzione da FER.

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IL CONTRIBUTO DEL SETTORE TERMOELETTRICO FOSSILE E' PARI AL 73,5%
Nonostante la crescita della produzione da FER, nel 2023, il contributo prevalente in Emilia-Romagna resta quello del termoelettrico fossile, che contribuisce per il 73,5% alla produzione lorda di energia elettrica.

Sintesi

L’andamento dei consumi energetici in Emilia-Romagna evidenzia, a partire dalla metà degli anni Duemila, una tendenza complessiva alla riduzione. Una prima contrazione significativa si osserva nel 2009, in corrispondenza della crisi economico-finanziaria globale. Successivamente, la curva dei consumi registra un secondo minimo nel 2014, attribuibile in larga parte alla diminuzione dei consumi domestici dovuta a condizioni climatiche particolarmente miti.
Dal 2015 si rileva un’inversione di tendenza, trainata soprattutto dalla ripresa dei consumi del settore industriale; tale dinamica si consolida nei due anni successivi, con un incremento complessivo pari al +13% nel 2017 rispetto al 2014. Il 2020 segna invece un nuovo e marcato calo dei consumi, imputabile principalmente alle restrizioni introdotte durante il lockdown del primo semestre.
Nel 2021 si osserva un rimbalzo positivo dei consumi finali, che tornano su livelli in linea con la media del periodo 2014-2019. L’anno 2022 registra però una nuova contrazione, sia dei consumi lordi, sia di quelli finali, a seguito dell’innesco della guerra Russia-Ucraina, della conseguente riduzione dei flussi di gas verso l’Europa e dell’aumento dei prezzi delle principali commodities energetiche. Tale tendenza prosegue, seppur in forma attenuata, nel 2023: le persistenti tensioni geopolitiche, la fase di stagnazione economica e un’annata climatica mite determinano un ulteriore lieve calo della domanda energetica, sia termica, sia elettrica, in tutti i principali settori regionali, ad esclusione dei trasporti, che registrano un incremento del 3% rispetto all’anno precedente. 
Per quanto riguarda i consumi coperti da fonti energetiche rinnovabili (FER), il monitoraggio sistematico condotto dal GSE a partire dal 2012 mostra, per l’Emilia-Romagna, una crescita progressiva dell’incidenza delle FER sui consumi energetici finali lordi. La regione ha costantemente superato i valori-obiettivo stabiliti dal “Burden Sharing”. A partire dal 2021, la quota di consumi complessivi coperta da rinnovabili tende a stabilizzarsi: le differenze rispetto agli anni precedenti riflettono sia variazioni metodologiche, sia l’evoluzione dei fenomeni energetici osservati. Nel 2023 la quota di energia rinnovabile sui consumi interni lordi si attesta al 10,8%, in linea con i due anni precedenti.

La potenza lorda di generazione elettrica in Emilia-Romagna, al 2023, è stata pari a 10.486 MW. Osservando la distribuzione della capacità per fonte: il 58,3% di tale potenza è rappresentato da termoelettrico a fonti fossili (6.113 MW), circa il 29% da fotovoltaico (3.030 MW), circa il 6% sia da idroelettrico (650 MW), che da termoelettrico a biomassa (648 MW), ed, infine,  il 0,4% da eolico (45 MW).
Nel 2023, la potenza ha registrato un incremento di circa +700 MW, trainato principalmente dal settore fotovoltaico, che ha registrato un aumento di +516,5 MW (+20,6% rispetto al 2022).


La produzione totale di energia elettrica lorda, in Emilia Romagna, è stata di circa 23.308 GWh, registrando un calo di circa -10% rispetto al 2022 e confermando il trend in diminuzione avviato dal 2021. Si rileva,inoltre, rispetto al 2022, una riduzione dell’energia elettrica complessivamente richiesta in regione di circa -3%.
La dinamica del settore energetico è influenzata, oltre che dagli andamenti del mercato internazionale dei combustibili, anche dall’evoluzione dell’assetto normativo e dei sistemi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. 
Negli ultimi anni si è osservata una significativa variazione del mix produttivo di energia elettrica, dovuta principalmente alla forte diffusione di impianti a fonti energetiche rinnovabili (FER), con particolare riferimento al fotovoltaico, che, dal 2023, costituisce la principale fonte di produzione di energia da FER, (2.964 GWh, pari al 48% della produzione da FER - 6.174 GWh), seguita dalle bioenergie. 
Il contributo del settore termoelettrico fossile (19.426 GWh) resta, nel 2023, comunque preponderante rispetto alle FER, con una percentuale del 73,5% sulla produzione elettrica lorda, seppure in diminuzione in confronto al 2022 e 2021. 
Le bioenergie, con un valore di 2.302 GWh, costituiscono, nel 2023, il 37,3% della produzione da FER e il 9,9% della produzione elettrica totale, confermando il trend in diminuzione del 2022 rispetto al 2021 (-6%). Tale diminuzione si ritiene sia correlabile da un lato alle dinamiche di mercato dei combustibili e dall’altro al processo di riconversione di numerosi impianti da biogas a biometano.
Dopo l’emergenza idrica che ha caratterizzato il 2022, nel 2023 si è, infine, registrata una ripresa della produzione di energia idroelettrica (823 GWh, +73,6% vs 2022), che rappresenta circa il 13% della produzione da FER. Contestualmente, nel 2023, la produzione di energia da fonte eolica è cresciuta del 23,8% rispetto al 2022, pur contribuendo soltanto per circa l’1,5% alla produzione complessiva da FER..

Quadro Generale

In ambito climatico la principale strategia che ha iniziato a definire obiettivi concreti per la riduzione dei gas serra è stata l’accordo di Kyoto. Questo protocollo, sottoscritto nel 1997 ed entrato in vigore nel 2005, ha definito specifici obiettivi di riduzione di gas climalteranti, rispetto ai livelli misurati nel 1990, per ciascun paese sottoscrittore (6,5 % per l’Italia). 
L'Unione Europea si è dotata di politiche energetiche finalizzate al raggiungimento di di 3 principali obiettivi: 
- riduzione dei consumi di fonti fossili,
- innalzamento dell’efficienza energetica e
- sviluppo delle fonti rinnovabili, oltre che alla riduzione di gas climalteranti, mediante pacchetti di misure normative con obiettivi rivolti dapprima al 2020 e successivamente al 2030.

Nel 2015 è stato sottoscritto, durante la COP21 di Parigi, un patto a livello mondiale, in cui le nazioni si impegnavano ad attuare azioni per mantenere la temperatura media globale sotto i 2°C. L’accordo di Parigi ha determinato obiettivi più ambiziosi di riduzione di gas serra fino al 55% entro il 2030, introducendo il tema della neutralità climatica, da monitorare periodicamente a livello di singolo stato membro. 
Con il Regolamento UE 2018/1999/UE (cosiddetta “Legge Europea sul clima”), adottato nel Dicembre 2019, si è disposta l’elaborazione di Piani nazionali integrati per l'energia e il clima, della durata di 10 anni per il periodo 2021-2030, relazioni periodiche biennali sui progressi compiuti e Strategie nazionali a lungo termine coerenti, per conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi. In Italia tale strumento di pianificazione è costituito dal PNIEC, che prospetta scenari ed obiettivi nazionali al 2020 e al 2030, in coerenza con il Quadro per le politiche dell'energia ed il clima per il 2030. Quest’ultimo è stato successivamente aggiornato dalla Revisione della Legge Europea per il Clima (REG 1119/2021/UE), che innalza gli obiettivi del Pacchetto Clean Energy in materia di clima (Gas serra -55% entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2050).
Gli obiettivi del PNIEC sono, tuttavia, da rivalutare anche in ragione dei più ambiziosi target, definiti in sede europea, con il "Green Deal Europeo" (in particolare, riduzione del 55% delle emissioni di gas serra, entro 2030), tradotti nell’ambito delle proposte legislative del cosiddetto pacchetto “EU Fit For 55”.
Nello specifico, in materia di energia e clima, il Green Deal, come innovato dal suddetto Pacchetto EU, si prefigge, a livello europeo, i seguenti obiettivi:

  • Clima:
    • riduzione emissioni gas serra di almeno il 55%, entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990;
    • raggiungimento della neutralità carbonica entro 2050.
  • Energia entro il 2030:
    • risparmio energetico del 39%, in termini di energia primaria, rispetto alle proiezioni aggiornate del 2020;
    • copertura dei consumi finali con fonti rinnovabili pari al 40%.

Tali obiettivi, mutuati a livello nazionale mediante il Piano per la Transizione Ecologica, sono destinati, tuttavia, ad essere rivisti, alla luce delle politiche avviate a seguito del conflitto contingente ed in particolare del cosiddetto Piano Repower, che definisce una quota crescente per le fonti rinnovabili (45% entro il 2030 sui consumi finali, rispetto all’obiettivo del 40% previsto dal Fit for 55).
A livello regionale, il principale riferimento programmatico è costituito dal Piano Energetico Regionale con obiettivi al 2030, mentre a livello strategico si annoverano la strategia regionale Agenda 2030 e il Patto per il Lavoro e per il Clima, sottoscritto a dicembre del 2020 dalla Regione e dalle parti sociali, imprenditoriali e territoriali dell’Emilia-Romagna. In particolare il Patto conferma gli obiettivi climatici del Green Deal, ed introduce l’obiettivo particolarmente sfidante di passaggio al 100% di energie rinnovabili entro il 2035, accompagnato evidentemente da un forte percorso di elettrificazione/decarbonizzazione.
Ad aprile 2022, infine, è stato approvato in Regione il percorso per raggiungere la neutralità Carbonica prima del 2050.

Autori

  • Leonardo PALUMBO (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Simonetta TUGNOLI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Francesca LUSSU (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Roberta DE NARDO (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
INDICATORI
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