Emilia-Romagna
Aria DATI 2023

Aria

faccina felice

RISPETTATI I LIMITI ANNUALI DEL PM10 E PM2,5 IN TUTTE LE STAZIONI
Nel 2023, il valore limite per la concentrazione media annuale di PM10 (40 µg/m3) è stato rispettato in tutte le stazioni di misura; anche per il PM2,5, la concentrazione media annuale è risultata inferiore al limite annuale (25 μg/m3) in tutte le stazioni.

faccina felice

LIMITE GIORNALIERO DEL PM10 RISPETTATO IN TUTTE LE STAZIONI
Nel 2023, ai fini della norma, in tutte le stazioni della regione, per la prima volta, il valore limite giornaliero è stato superato per un numero di giorni inferiore a quello ammesso

faccina felice

BIOSSIDO DI AZOTO, RISPETTATI IL LIMITE ORARIO IN TUTTE LE STAZIONI  E LA MEDIA ANNUALE IN TUTTE TRANNE UNA
Per quanto riguarda la media annuale di biossido di azoto (NO2), il valore limite annuale di 40 µg/m3 è stato rispettato in tutte le stazioni tranne una. In nessuna delle stazioni si è avuto il superamento del valore limite orario.

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OZONO, CRITICO IL NUMERO DI SUPERAMENTI DELL’OBIETTIVO PER LA PROTEZIONE DELLA SALUTE UMANA
Il numero di superamenti dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana (media massima giornaliera calcolata su 8 ore superiore a 120 μg/m3) dell’ozono, nel 2023, continua a essere critico; i superamenti hanno interessato pressoché l'intera regione.

 

Sintesi

Nel 2023 in Emilia-Romagna i livelli misurati dalla rete regionale della qualità dell'aria mostrano per quasi tutti gli inquinanti concentrazioni medie inferiori a quelle osservate nell'ultimo quinquennio, in parte a causa di condizioni meteo-climatiche frequentemente anomale. 
Per quanto riguarda il PM10, da più di un decennio non si registrano superamenti del valore limite annuale (40 µg/m3) in nessuna stazione della regione e, nel 2023, i valori medi annui sono risultati inferiori rispetto agli anni precedenti.
Nel mese di gennaio e, soprattutto, in febbraio hanno avuto luogo alcuni episodi di superamenti protratti del valore limite giornaliero (50 μg/m3), dovuti a condizioni meteorologiche favorevoli all'aumento delle concentrazioni degli inquinanti. Superamenti sporadici hanno avuto luogo anche nella parte finale dell'anno, a ottobre e novembre e a dicembre. Non sono mancati importanti episodi di trasporto di polveri sahariane, in particolare nella seconda metà di febbraio e a metà luglio.
Il massimo numero di superamenti del valore limite giornaliero, pari a 36, è stato registrato nella stazione di Ferrara – Isonzo, ma considerato che hanno avuto luogo alcuni episodi di trasporto di polveri sahariane, è stata effettuata la valutazione di questi contributi al fine di procedere allo scorporo degli stessi, come consentito dalla normativa (art. 15 del DLgs n. 155 del 13 agosto 2010, Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa); al netto del contributo del trasporto di polveri sahariane, il numero di superamenti della stazione Ferrara – Isonzo scende a 30.
Ai fini della norma pertanto, in tutte le stazioni della regione, per la prima volta, il valore limite giornaliero è stato superato per un numero di giorni inferiore a quello ammesso (era stato superato per oltre 35 giorni nel 2019 in 17 stazioni, nel 2020 in 25, nel 2021 in 11, nel 2022 in 12).
La media annuale di PM2,5, nel 2023, è stata inferiore ovunque al valore limite della normativa (25 μg/m3), con valori inferiori ai cinque anni precedenti.
Per quanto riguarda la media annuale di biossido di azoto (NO2), il valore limite annuale di 40 µg/m3 è stato rispettato in tutte le stazioni ad eccezione di Bologna - Porta San Felice, che ha raggiunto 43 µg/m3; in questo sito sono stati misurati livelli elevati nei mesi di maggio, giugno e luglio, probabilmente dovuti alle complessa situazione generata dalle esondazioni del torrente Ravone.
Il valore limite, nel 2018, era stato superato in 2 stazioni, nel 2019 in 4, nel 2020 in nessuna (per effetto del lockdown), nel 2021 in una, nel 2022 in nessuna.
Inoltre, in nessuna stazione si è avuto il superamento del valore limite orario (200 µg/m3). 
Riguardo l’ozono, le concentrazioni rilevate e il numero di superamenti delle soglie continuano a non rispettare gli obiettivi previsti dalla legge.
In regione persistono ancora condizioni critiche per quanto riguarda questo inquinante, la cui presenza risulta ancora significativa in gran parte delle aree suburbane e rurali, in condizioni estive.
Le criticità si sono manifestate più avanti nell'anno rispetto a quanto avvenuto nel 2022, ma si sono protratte sino a metà ottobre. L’andamento delle condizioni meteorologiche estive e di inizio autunno del 2023 sembra spiegare i valori elevati osservati nel periodo. Gli episodi acuti, che hanno comportato il superamento della soglia di informazione, sono avvenuti essenzialmente nell’area occidentale della regione. 
Diffuso è, invece, ancora il superamento dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana; tuttavia, oltre la metà delle stazioni ha registrato un numero di superamenti consistentemente inferiore nel 2023, rispetto a quelli del 2022. 
Relativamente agli episodi critici, con superamento della soglia di informazione, il 2023 ha visto un numero inferiore di superamenti rispetto a quelli registrati nel 2022, in particolare nei mesi di giugno e luglio. Il minor numero di criticità nel 2023 dipende dall’andamento delle condizioni meteorologiche del periodo estivo.
Nel 2023 i primi superamenti del valore obiettivo a lungo termine per la salute umana (massima media mobile giornaliera su 8 ore - 120 μg/m3) sono stati, infatti, registrati l’8 aprile nella stazione di Savignano sul Rubicone (FC), mentre, nel 2022, i primi superamenti erano stati rilevati già a partire dal mese di marzo.
Per la prima volta, a partire dal 2012, anno in cui la rete regionale della qualità dell’aria ha assunto l’attuale assetto, sono stati registrati dei superamenti dell’obiettivo a lungo termine per la salute umana nel mese di ottobre, non incluso dalla normativa nella stagione estiva (aprile-settembre). Tali superamenti (in diverse stazioni regionali) sono dovuti a marcate condizioni meteorologiche di stabilità atmosferica, del tutto simili a quelle estive. 
Una sola stazione, Castelluccio - Alto Reno Terme (BO), non ha fatto registrare alcun superamento dell’obiettivo a lungo termine per la salute umana.
La stessa situazione si è verificata per i superamenti della soglia di informazione (180 μg/m3). I primi superamenti sono stati registrati il 22 giugno, un mese dopo quanto avvenuto nel 2022, durante il quale il primo superamento era avvenuto il 20 maggio.
I valori degli altri inquinanti (biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio) sono rimasti entro i limiti di legge in tutte le stazioni di rilevamento.

Quadro Generale

La regione Emilia-Romagna occupa la porzione sud orientale della pianura padana ed è delimitata dal fiume Po a nord, dal mare Adriatico a est e dalla catena Appenninica a sud. La fascia pianeggiante ha un’altitudine ovunque inferiore ai 100 m, con vaste aree al livello del mare nel settore orientale; le zone montuose sono caratterizzate da numerose piccole valli, che presentano generalmente un andamento parallelo tra loro e perpendicolare alla catena Appenninica.
Nelle regioni che compongono la pianura padana risiedono più di 23 milioni di abitanti (dei quali 4,5 milioni in Emilia-Romagna), corrispondenti circa al 40% del totale della popolazione italiana. La grande maggioranza della popolazione si concentra nelle aree di pianura, dove la densità abitativa risulta essere tra le più alte d’Europa.
Il territorio della pianura padana è quasi completamente antropizzato: lungo le principali vie di comunicazione, città e insediamenti produttivi si susseguono senza soluzione di continuità, mentre il resto del territorio è quasi completamente occupato da agricoltura e allevamento intensivi.
La pianura padana contribuisce in maniera significativa alla produzione di ricchezza del Paese (oltre il 50% del PIL nazionale); il suo tessuto produttivo è molto variegato e tende a essere basato su piccole e medie imprese distribuite sul territorio. Questo quadro socio-economico e l’intensità delle attività antropiche che insistono nell’area comportano un’elevata concentrazione di fonti di emissioni di inquinanti.
L’urbanizzazione diffusa e il particolare modello di sviluppo economico determinano una grande necessità di mobilità, che si riflette nelle emissioni inquinanti dovute al traffico veicolare e agli impianti di riscaldamento.
I processi industriali, pur essendo sottoposti a rigide normative ambientali, comportano l’emissione in atmosfera di una grande varietà di composti chimici.
Anche agricoltura e allevamento contribuiscono all’inquinamento atmosferico attraverso l’emissione di rilevanti quantità di ammoniaca e metano, che sono rispettivamente un precursore degli inquinanti secondari e un potente gas serra.
L’Emilia-Romagna è profondamente inserita in questo contesto sociale e produttivo.
La regione è un elemento centrale del sistema di mobilità nazionale, sia per quel che riguarda la rete autostradale, sia per il trasporto ferroviario; il nodo di Bologna, in particolare, è di primaria importanza, in quanto rappresenta un passaggio quasi obbligato per merci e passeggeri in viaggio tra il nord e il sud dell’Italia.
L’Emilia-Romagna assume quindi un ruolo di cerniera ed è interessata da un intenso traffico in transito: questo produce una quota rilevante delle emissioni di inquinanti, che in gran parte sfugge alle possibilità di gestione delle autorità locali.
Le industrie regionali sono prevalentemente di piccole e medie dimensioni e sono spesso raggruppate in distretti produttivi, caratterizzati da un’elevata specializzazione: esempi di questa particolare organizzazione produttiva sono la produzione di ceramiche da arredamento e materiali da costruzione intorno a Modena, l’industria alimentare a Parma, la chimica di base a Ferrara e Ravenna, l’industria energetica a Piacenza e Ravenna.
La parte pianeggiante dell’Emilia-Romagna presenta suoli estremamente fertili ed è ampiamente sfruttata per l’agricoltura intensiva. L’allevamento è praticato su scala e con processi industriali e si concentra nei poli di Modena e Reggio, per il settore suinicolo, e di Forlì-Cesena, per quello avicolo.
Le condizioni meteorologiche e il clima dell’Emilia-Romagna sono fortemente influenzate dalla conformazione topografica della pianura padana: la presenza di montagne su tre lati rende questa regione una sorta di “catino” naturale, in cui l’aria tende a ristagnare.
Le condizioni meteorologiche influenzano i gas e gli aerosol presenti in atmosfera in molti modi: ne controllano il trasporto, la dispersione e la deposizione al suolo; influenzano le trasformazioni chimiche che li coinvolgono; hanno effetti diretti e indiretti sulla loro formazione.
Alcune sostanze possono rimanere in aria per periodi anche molto lunghi, attraversando i confini amministrativi e rendendo difficile distinguere i contributi delle singole sorgenti emissive alle concentrazioni totali.
L’analisi degli elementi del contesto territoriale e socio-economico ha portato alla classificazione del territorio regionale in zone e agglomerati (zonizzazione). La zonizzazione definisce le unità territoriali sulle quali viene eseguita la valutazione della qualità dell’aria e alle quali si applicano le misure gestionali.
La zonizzazione regionale, approvata con DGR 2001/2011 e confermata con DGR 1135/2019, individua un agglomerato relativo a Bologna e ai comuni limitrofi, e tre macroaree di qualità dell’aria (Appennino, Pianura est, Pianura ovest).
La valutazione delle qualità dell’aria in Emilia-Romagna viene attuata secondo il programma approvato dalla Giunta regionale. In base a tale programma il processo di valutazione si fonda su un insieme di strumenti tecnici e scientifici tra loro integrati in modo da garantire una informazione che copra l’intero territorio e non solamente i punti ove è presente una stazione di rilevamento.
Il complesso di strumenti oggi utilizzati, frutto di un processo di evoluzione tecnica e scientifica attuato da Arpae Emilia-Romagna attraverso un insieme di progetti a finanziamento regionale, nazionale ed europeo, va dalla tradizionale rete di monitoraggio degli inquinanti e dei parametri atmosferici alle tecniche di simulazione numerica delle condizioni meteorologiche e di diffusione, trasporto e trasformazione chimica degli inquinanti, che nel loro insieme costituiscono il sistema integrato di valutazione, previsione e gestione della qualità dell’aria.
Il sistema integrato di monitoraggio, valutazione e previsione è costituito principalmente dalle reti di monitoraggio, dal sistema di modelli numerici e dall’inventario delle emissioni.
Il sistema delle reti di monitoraggio comprende le due reti principali: rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria (RRQA) e rete meteorologica (RIRER), più alcune reti ausiliarie (deposizioni, pollini e genotossicità).
I dati forniti dal sistema di monitoraggio vengono rielaborati e completati attraverso un complesso sistema di modelli numerici che integrano i dati puntuali con altri dati territoriali, quali: le emissioni, la morfologia del territorio e gli inquinanti provenienti dall’esterno della regione (modello chimico di trasporto e dispersione Ninfa e modello di valutazione Pesco).

La rete regionale della qualità dell’aria (RRQA) è in continua evoluzione, fin dagli anni 70, per adeguarsi all'aggiornamento della normativa: è stata aggiornata negli anni 2006-2010 per ottemperare al DM 60 del 2002 e al DLgs 183 del 2004 e negli anni 2011-2013 per consentire l’adeguamento al DLgs 155/2010.
In ottemperanza al DLgs 155/2010 la Regione ha inoltre di recente provveduto all’aggiornamento del programma di valutazione, mediante la DGR 1135/2019 “Approvazione del progetto di riesame della classificazione delle zone e degli agglomerati della Regione Emilia-Romagna ai fini della valutazione della qualità dell’aria”. A seguito di questa ultima valutazione la rete regionale della qualità dell’aria al primo gennaio 2020 è composta da 47 punti di misura in siti fissi e 164 analizzatori automatici.
La rete è completata da 10 laboratori mobili e numerose unità mobili per la realizzazione di campagne di valutazione e dalla rete meteorologica RIRER, di cui 10 stazioni per la meteorologia urbana (MetUrb).
La rete della qualità dell’aria ha ottenuto nel 2005 la certificazione UNI EN ISO 9001. Il sistema di controllo qualità, attraverso una sistematica azione di documentazione delle procedure, controllo e verifica, garantisce il mantenimento degli standard stabiliti dalla certificazione.
Gli inquinanti monitorati variano da stazione a stazione in dipendenza dalle caratteristiche di diffusione e dinamica chimico-fisica dell’inquinamento, della distribuzione delle sorgenti di emissione e delle caratteristiche del territorio. Si va dai 47 punti di misura per l’NO2 ai 43 punti di misura per il PM10, mentre vengono progressivamente ridotti gli analizzatori che monitorano inquinanti la cui concentrazione è ormai al di sotto del limite di rilevabilità strumentale (esempio SO2) o ampiamente al di sotto dei valori limite (esempio CO).
D’altra parte aumenta la distribuzione territoriale dei punti di misura che oggi vanno a coprire anche zone di fondo rurale e remoto, dato che le caratteristiche degli inquinanti si sono progressivamente modificate.
Oggi le forme più significative di inquinamento sono dovute a inquinanti secondari (come ozono e polveri fini e ultrafini), che tendono a interessare tutto il territorio e non solo le aree industriali e urbane immediatamente prossime ai punti di emissione.
A fronte di questa razionalizzazione del sistema di monitoraggio, risulta quindi aumentato, grazie alla integrazione con la modellistica numerica, il grado di copertura territoriale delle informazioni rese disponibili ai cittadini e alle autorità locali e nazionali.
Nel seguito viene presentata la qualità dell'aria dell’Emilia-Romagna, documentata attraverso l'utilizzo di serie pluriennali di dati, considerando sia lo stato di qualità dell’aria, in quanto tale, che le pressioni esercitate dall'uomo su tale matrice.

Bibliografia

  • 1. Bonafé G., Stortini M., Minguzzi E, Deserti M. (2011), “Postprocessing of a CTM with observed data: Downscaling, unbiasing and estimation of the subgrid scale pollution variability”, in A. Syrakos J. G.Bartzis and S. Andronopoulos, Editors, Proceedings of the 14th International Conference on Harmonisation within Atmospheric Dispersion Modelling for Regulatory Purposes, pages 302-306; paper: http://goo.gl/o8je4; poster: http://goo.gl/4FjbM
  • 2. Bonafé G., Cattani S., De’ Munari E., Deserti M., Minguzzi E., Stortini M., Tugnoli S., Veronesi P. (2011), “Progetto NINFA-Extended, Sistema integrato a supporto della valutazione e gestione della qualità dell’aria in Regione Emilia-Romagna - Rapporto finale”, http://www.arpa.emr.it/dettaglio_documento.asp?id=4592&idlivello=134
  • 3. Bonafé G. (2011), “Indicatori meteo per interpretare le tendenze della qualità dell’aria”, http://www.arpa.emr.it/dettaglio_documento.asp?id=3064&idlivello=134
  • 4. Bonafé G., Minguzzi E., Morgillo A. (2013), “Come cambia l’aria: l'inquinamento dal 2001 a oggi”, Ecoscienza, 3, pp.26-28
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Autori

  • Vanes POLUZZI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Simona MACCAFERRI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Chiara AGOSTINI (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Claudio MACCONE (ARPAE E.R. - DIREZIONE TECNICA)
  • Michele STORTINI (ARPAE E.R. - SIMC)
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