Emilia-Romagna
Aria Concentrazione dei pollini allergenici
Commento

Il 2019 è stato, nel complesso, uno degli anni più caldi dal 1961, dopo il 2014, il 2015 ed il 2018. A livello mensile, gli scostamenti positivi più evidenti, rispetto al clima, si sono registrati in febbraio, giugno e dicembre, ma tutta la seconda metà dell’anno ha visto, comunque, temperature mensili superiori alla norma. Le anomalie negative si sono concentrate, invece, a fine primavera, lievi in aprile, ma particolarmente intense a maggio che, con temperature di circa 2,6 °C inferiori alla norma, è stato tra i più freddi degli ultimi 60 anni, dopo maggio 1980, 1991 e maggio 1984, in assoluto il più freddo.
Da un punto di vista pluviometrico, il 2019 si inserisce, inoltre, tra i dieci anni più piovosi dal 1961, con i mesi di maggio e novembre tra i più piovosi. Nel contempo, il mese di marzo, e soprattutto giugno, sono stati, invece, tra i più siccitosi.
Per quanto riguarda la diffusione pollinica delle Cupressacee-Taxacee, si osserva un contenimento nel mese di gennaio, a causa delle temperature inferiori alle medie. Le temperature sopra le medie che si registrano, invece, già dalla prima decade di febbraio danno il via alle prime fioriture, con un primo picco di concentrazione al di sopra di quello del periodo 1987-2018. Il trend di temperature sopra le medie, che si registra anche nel mese di marzo, comporta un ulteriore aumento dei valori pollinici, che si portano ben al di sopra delle concentrazioni medie. Dal mese di aprile si osserva, infine, una graduale diminuzione della carica pollinica.
Anche per le Graminacee, l’andamento delle concentrazioni polliniche segue il regime termometrico e pluviometrico del periodo primaverile, con un regolare inizio delle fioriture a partire dall’ultima decade di marzo, una diffusione pollinica che tende ad anticipare i picchi di concentrazione nella seconda decade di aprile (ma con valori più bassi di quelli del periodo 1987-2018), per poi far registrare un netto calo dei valori nella prima decade di maggio, per effetto delle basse temperature e delle piogge di questo periodo. Un nuovo picco si raggiunge, inoltre, nella prima decade di giugno, a causa, soprattutto, del periodo particolarmente siccitoso. Si può, infine, osservare come dalla terza decade di giugno, il trend delle concentrazioni tenda nel complesso a seguire quello medio del periodo, con un costante decremento della carica pollinica.
Anche le concentrazioni polliniche delle Urticacee risentono in maniera evidente delle condizioni meteorologiche del periodo primaverile. Si osserva un regolare inizio della pollinazione, ma con livelli di concentrazione più bassi di quelli che normalmente si registrano in queste prime fasi della fioritura. Da notare la netta diminuzione della carica pollinica nella prima decade di maggio. L’andamento segue poi quello medio del periodo, nonostante si registrino livelli di concentrazione nel complesso più bassi.

NOME DELL'INDICATORE

Concentrazione dei pollini allergenici

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

N. di pollini/metro cubo di aria

FONTE

Arpae Emilia-Romagna, C.A.A, Ospedale di Faenza (Ausl RA)

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2019

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

UNI codice U53000810

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Analisi della concentrazione media giornaliera di pollini allergenici relativa ai siti di campionamento a livello regionale. Le concentrazioni giornaliere, espresse in numero di granuli per metro cubo d’aria, vengono successivamente convertite in classi (assente, bassa, media, alta) secondo lo standard AIA, UNI 11108/2004

Altri metadati
Descrizione

Per ogni famiglia botanica di interesse allergologico (Betulacee, Composite, Corilacee, Fagacee, Graminacee, Oleacee, Plantaginacee, Urticacee, Cupressacee e Taxacee, Chenopodiacee e Amarantacee, Poligonacee, Euphorbiacee, Mirtacee, Ulmacee, Platanacee, Aceracee, Pinacee, Salicacee, Ciperacee, Juglandacee, Ippocastanacee) viene calcolata la concentrazione giornaliera dei pollini allergenici, che esprime il livello quantitativo della loro presenza in atmosfera. Le concentrazioni giornaliere sono espresse in numero di granuli per metro cubo d’aria. Le concentrazioni polliniche vengono successivamente convertite in classi (assente, bassa, media, alta) secondo il metodo UNI 11108/2004. Le classi forniscono una indicazione statistica del livello di pollini e spore presenti in relazione alla quantità di polline prodotto dalle singole famiglie, ma non corrispondono a classi di sensibilità allergica o di risposta dell’individuo. Sono state scelte le famiglie botaniche, tra le maggiori responsabili di reazioni allergiche: le Graminacee e le Urticacee perché contraddistinte da una periodo di pollinazione lungo; le Cupressacee-Taxacee, rappresentative dei pollini presenti in gran parte del periodo invernale.

Scopo

Monitorare, durante tutto l’anno, la concentrazione in aria dei pollini allergenici e i loro trend, consentendo, inoltre, la redazione di bollettini settimanali di analisi e previsione dei pollini. I bollettini sono utilizzati ai fini della prevenzione sanitaria per supportare tutte le azioni necessarie al contenimento delle patologie da allergeni.