Emilia-Romagna
Aria Concentrazione dei pollini allergenici
Commento

Iniziato all’insegna di una estrema variabilità pluviometrica e con un inverno decisamente mite, il 2016 si è progressivamente normalizzato e, a partire da fine primavera, sia le precipitazioni che le temperature si sono riavvicinate alle attese climatiche. Anche l’estate non ha fatto registrare anomalie prolungate, con un solo evento di siccità moderata, limitato al mese di luglio.
Trascorso gennaio, non decisivo per la ricostituzione delle riserve idriche dei terreni, febbraio 2016 ha visto una decisa svolta meteorologica con piogge notevolmente superiori alla norma e quantitativi da 3 a 5 volte le attese climatiche. Questa fase di piogge elevate è proseguita anche nella prima decade di marzo 2016. Aprile ha visto invece precipitazioni inferiori alle attese di circa il 50%, ma a maggio le piogge sono state superiori alla norma.
Dei mesi estivi, compatibilmente con l'irregolarità delle precipitazioni legate alle attività temporalesche, solo luglio ha avuto valori inferiori al clima. E’ piovuto solo un quarto rispetto alla norma, mentre sia giugno che agosto hanno visto piogge in linea con le attese climatiche.
Riguardo alle temperature, le anomalie positive più intense e diffuse si sono osservate in febbraio, che ha fatto registrare circa 3 °C in più rispetto al clima (periodo di riferimento 1991-2010). Anche le prime due decadi di aprile hanno visto temperature massime elevatissime, tra le più alte degli ultimi decenni. Maggio è stato invece un po' più fresco della norma. L’estate 2016 ha avuto, nel complesso, temperature normali. Lievi anomalie negative si sono calcolate per i mesi di giugno e agosto, mentre luglio ha fatto registrare valori lievemente superiori al clima. Temperature superiori alla norma si sono registrate anche nella prima metà di settembre.
L’andamento meteorologico dei primi mesi del 2016 ha avuto delle conseguenze non tanto sugli anticipi delle fioriture delle piante allergeniche, quanto sui picchi registrati nelle prime fasi della fioritura. Osservando infatti gli andamenti delle concentrazioni medie delle Graminacee e delle Urticacee, rispetto all’andamento del periodo 1987-2015, si nota uno scostamento determinato dalle elevate temperature del mese di aprile, che hanno dato un notevole impulso alle fioriture e quindi alla diffusione dei pollini in aria. Andamenti più bassi si sono invece registrati nel periodo estivo per le Urticacee. Per quanto riguarda invece le Cupressacee-Taxacee, si osserva una carica pollinica più bassa rispetto alla media 1987 2015 dalla terza decade di gennaio alla seconda decade di febbraio. Successivamente si sono registrati picchi temporaneamente più alti, con un andamento che nel complesso si è mantenuto in linea con quello medio del periodo 1987-2015.

NOME DELL'INDICATORE

Concentrazione dei pollini allergenici

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

N. di pollini/metro cubo di aria

FONTE

Arpae Emilia-Romagna, C.A.A, Ospedale di Faenza (Ausl RA)

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2016

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

UNI codice U53000810

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Analisi della concentrazione media giornaliera di pollini allergenici relativa ai siti di campionamento a livello regionale. Le concentrazioni giornaliere, espresse in numero di granuli per metro cubo d’aria, vengono successivamente convertite in classi (assente, bassa, media, alta) secondo lo standard AIA, UNI 11108/2004

Altri metadati
Descrizione

Per ogni famiglia botanica di interesse allergologico (Betulacee, Composite, Corilacee, Fagacee, Graminacee, Oleacee, Plantaginacee, Urticacee, Cupressacee e Taxacee, Chenopodiacee e Amarantacee, Poligonacee, Euphorbiacee, Mirtacee, Ulmacee, Platanacee, Aceracee, Pinacee, Salicacee, Ciperacee, Juglandacee, Ippocastanacee) viene calcolata la concentrazione giornaliera dei pollini allergenici, che esprime il livello quantitativo della loro presenza in atmosfera. Le concentrazioni giornaliere sono espresse in numero di granuli per metro cubo d’aria. Le concentrazioni polliniche vengono successivamente convertite in classi (assente, bassa, media, alta) secondo il metodo UNI 11108/2004. Le classi forniscono una indicazione statistica del livello di pollini e spore presenti in relazione alla quantità di polline prodotto dalle singole famiglie, ma non corrispondono a classi di sensibilità allergica o di risposta dell’individuo. Sono state scelte le famiglie botaniche, tra le maggiori responsabili di reazioni allergiche: le Graminacee e le Urticacee perché contraddistinte da una periodo di pollinazione lungo; le Cupressacee-Taxacee, rappresentative dei pollini presenti in gran parte del periodo invernale.

Scopo

Monitorare, durante tutto l’anno, la concentrazione in aria dei pollini allergenici e i loro trend, consentendo, inoltre, la redazione di bollettini settimanali di analisi e previsione dei pollini. I bollettini sono utilizzati ai fini della prevenzione sanitaria per supportare tutte le azioni necessarie al contenimento delle patologie da allergeni.