Emilia-Romagna
Aria Concentrazione dei pollini allergenici
Commento

Per quanto riguarda la diffusione pollinica delle piante allergeniche in esame, l’andamento meteorologico dei primi mesi del 2017 ha avuto delle conseguenze sia sugli anticipi delle fioriture, che sui picchi di concentrazione. Nel caso delle graminacee, le temperature più alte dei mesi di febbraio e marzo hanno anticipato le fioriture di quasi venti giorni rispetto all’andamento medio del periodo 1987-2016, con picchi di concentrazione elevati già nella prima decade di aprile.
Anche le urticacee hanno risentito delle temperature più alte dei mesi di febbraio e marzo, con effetti solo sull’anticipo delle fioriture. Le concentrazioni polliniche si sono invece mantenute lievemente sotto la media.
Anche la diffusione pollinica delle Cupressacee-Taxacee ha risentito dell’andamento termico dei primi mesi dell’anno, con un ritardo di circa dieci giorni
a gennaio per effetto delle basse temperature che si sono registrate in questo mese. Ma, a partire dalla seconda decade di febbraio, le temperature particolarmente miti che si sono registrate hanno dato il via alle prime fioriture, con picchi di concentrazione via via crescenti che hanno superato di gran lunga quelli che normalmente si registrano nel ciclo fenologico di queste piante allergeniche.

NOME DELL'INDICATORE

Concentrazione dei pollini allergenici

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

N. di pollini/metro cubo di aria

FONTE

Arpae Emilia-Romagna, C.A.A, Ospedale di Faenza (Ausl RA)

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2017

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

UNI codice U53000810

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Analisi della concentrazione media giornaliera di pollini allergenici relativa ai siti di campionamento a livello regionale. Le concentrazioni giornaliere, espresse in numero di granuli per metro cubo d’aria, vengono successivamente convertite in classi (assente, bassa, media, alta) secondo lo standard AIA, UNI 11108/2004

Altri metadati
Descrizione

Per ogni famiglia botanica di interesse allergologico (Betulacee, Composite, Corilacee, Fagacee, Graminacee, Oleacee, Plantaginacee, Urticacee, Cupressacee e Taxacee, Chenopodiacee e Amarantacee, Poligonacee, Euphorbiacee, Mirtacee, Ulmacee, Platanacee, Aceracee, Pinacee, Salicacee, Ciperacee, Juglandacee, Ippocastanacee) viene calcolata la concentrazione giornaliera dei pollini allergenici, che esprime il livello quantitativo della loro presenza in atmosfera. Le concentrazioni giornaliere sono espresse in numero di granuli per metro cubo d’aria. Le concentrazioni polliniche vengono successivamente convertite in classi (assente, bassa, media, alta) secondo il metodo UNI 11108/2004. Le classi forniscono una indicazione statistica del livello di pollini e spore presenti in relazione alla quantità di polline prodotto dalle singole famiglie, ma non corrispondono a classi di sensibilità allergica o di risposta dell’individuo. Sono state scelte le famiglie botaniche, tra le maggiori responsabili di reazioni allergiche: le Graminacee e le Urticacee perché contraddistinte da una periodo di pollinazione lungo; le Cupressacee-Taxacee, rappresentative dei pollini presenti in gran parte del periodo invernale.

Scopo

Monitorare, durante tutto l’anno, la concentrazione in aria dei pollini allergenici e i loro trend, consentendo, inoltre, la redazione di bollettini settimanali di analisi e previsione dei pollini. I bollettini sono utilizzati ai fini della prevenzione sanitaria per supportare tutte le azioni necessarie al contenimento delle patologie da allergeni.