Emilia-Romagna
Aria
Sintesi


Nel 2017 le condizioni meteorologiche sfavorevoli - alta pressione, assenza di precipitazioni e scarsa ventilazione in inverno e temperature elevate e precipitazioni scarse in estate – hanno favorito sia la concentrazione degli inquinanti tipicamente invernali come le polveri fini (PM10 e PM2,5), sia dell’ozono, tipico inquinante estivo.
La serie storica del periodo 2001-2017 degli inquinanti più critici (polveri, ossidi di azoto) continua a mostrare segni di miglioramento, seppure con un rallentamento della tendenza alla diminuzione. Continua a rimanere ampiamente sopra i limiti l'ozono, la cui concentrazione resta sostanzialmente invariata nel decennio.
Per gli inquinanti di prevalente origine secondaria come le polveri fini PM2,5, le differenze tra città e campagna risultano ridotte con i valori più elevati registrati dalle stazioni poste al centro della Pianura Padana. Questi inquinanti sono prodotti da reazioni chimico-fisiche che avvengono in atmosfera a partire da inquinanti precursori come l'ammoniaca (NH3), emessa principalmente dalle attività agricole e zootecniche, gli ossidi di azoto (NOx), dovuti alla combustione nei motori, nelle industrie e negli edifici, i composti organici volatili (COV), dovuti principalmente all'uso di solventi.
I dati 2017 confermano che gli inquinanti primari quali: monossido di carbonio e biossido di zolfo non risultano presentare alcuna criticità. La concentrazione in aria di benzene si è progressivamente ridotta e ora è stabilizzata su valori inferiori al limite.

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