Emilia-Romagna
Aria
Sintesi


Nel 2020, a causa di condizioni invernali meteorologicamente sfavorevoli, sono stati osservati superamenti del valore limite giornaliero di PM10 (concentrazione media giornaliera = 50 μg/m3, da non superare più di 35 volte in un anno) in aumento rispetto l’anno precedente, con 25 delle 43 stazioni della rete di monitoraggio regionale oltre la norma. In tutte le stazioni della rete di monitoraggio regionale risulta invece rispettato il valore limite annuale (40 μg/m3), per il quale gli ultimi superamenti risalgono al 2012.
La media annua della concentrazione di PM2,5, anche nel 2020, è stata sempre inferiore al limite (25 μg/m3) in tutte le stazioni che lo misurano.
Il lockdown ha avuto un effetto pronunciato sulle concentrazioni di biossido di azoto (NO2), inquinante per cui, per la prima volta, non sono state registrate criticità.
Continua, invece, a rimanere ampiamente sopra i limiti l’ozono, la cui concentrazione resta sostanzialmente invariata nel decennio, con fluttuazioni dovute alla variabilità meteorologica della stagione estiva.
Per gli inquinanti di prevalente origine secondaria, come le polveri fini PM2,5, le differenze tra città e campagna risultano ridotte, con i valori più elevati registrati dalle stazioni poste nella pianura occidentale della regione. Questi inquinanti sono prodotti da reazioni chimico-fisiche che avvengono in atmosfera a partire da inquinanti precursori come l’ammoniaca (NH3), emessa principalmente dalle attività agricole e zootecniche, gli ossidi di azoto (NOx), dovuti alla combustione nei motori, nelle industrie e negli edifici, i composti organici volatili (COV), dovuti principalmente all’uso di solventi.
I dati del 2020 confermano, come negli anni precedenti, che altri inquinanti misurati, quali il monossido di carbonio, il biossido di zolfo e il benzene, non presentano criticità: sono rimasti abbondantemente entro i limiti di legge in tutte le stazioni di rilevamento.

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