Emilia-Romagna
Acque sotterranee Organoalogenati in acque sotterranee
Commento

Nel monitoraggio 2017 i composti organoalogenati sono stati determinati su 445 stazioni di monitoraggio, di cui 427, pari al 96% del totale, non presentano superamenti dei limiti normativi, mentre in 18 stazioni (4% del totale), si hanno superamenti dei limiti per tricloroetano, dibromoclorometano e bromodiclorometano. La concentrazione media della sommatoria di tricloroetilene e tetracloroetilene risulta sempre al di sotto del limite dei 10 μg/l e l’87,9% delle stazioni ha una concentrazione inferiore a 0,1 μg/l che rappresenta il limite di quantificazione della metodica analitica per le due sostanze. Non sono presenti stazioni con concentrazioni significative nelle aree di pianura alluvionale, sia appenninica che padana. Questi corpi idrici sotterranei risultano meno vulnerabili all’inquinamento e caratterizzati da acque mediamente più antiche rispetto ai corpi idrici di conoide e a quelli freatici. Questi ultimi corpi idrici, pur essendo caratterizzati da elevata vulnerabilità, non presentano situazioni di criticità per tricoloetilene, tetraclorocloetilene e per le altre sostanze clorurate, a differenza di quanto evidenziato nel periodo 2010-2012. Tutti gli altri superamenti di singoli composti organoalogenati sono ubicati nelle conoidi alluvionali, oltre a una stazione che ricade in pianura alluvionale padana – confinato superiore, al limite con la conoide del Trebbia-Nure. La contaminazione da composti organoalogenati con valori superiori ai limiti normativi riguarda le conoidi Trebbia-Nure, Parma-Baganza, Enza, Secchia, Tiepido, Reno, Savena e Marecchia. Le sostanze responsabili sono in ordine di importanza triclorometano, dibromoclorometano e bromodiclorometano che risultano presenti nelle porzioni libere o confinate superiori dei corpi idrici, solo nelle conoidi Savena e Reno sono presenti nelle porzioni confinate inferiori.

NOME DELL'INDICATORE

Organoalogenati in acque sotterranee

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

Microgrammi/litro

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2017

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DLgs 30/09, DM 6/7/2016

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Valore medio del periodo

 

Altri metadati
Descrizione

I composti organoalogenati non sono presenti in natura e sono caratterizzati da tossicità acuta e cronica, e cancerogenicità variabile a seconda dei singoli composti. Il loro utilizzo è di tipo industriale e domestico; alcuni di essi si possono anche formare come sottoprodotti a seguito di processi di disinfezione delle acque.
Il limite nazionale sulla presenza di tali composti nelle acque sotterranee è stato in parte modificato dal DM 6 luglio 2016 che prevede un limite per ciascuna delle singole sostanze come di seguito riportato: Triclorometano (0,15 μg/l), Cloruro di vinile (0,5 μg/l), 1,2 Dicloroetano (3 μg/l), Sommatoria di Tricloroetilene e Tetracloroetilene (10 μg/l), Esaclorobutadiene (0,15 μg/l), 1,2 Dicloroetilene (60 μg/l), Dibromoclorometano (0,13 μg/l) e Bromodiclorometano (0,17 μg/l). Considerando che nel DLgs 30/09 la sommatoria di organoalogenati comprendeva più sostanze rispetto alle sole tricloroetile e tetracloroetilene previste dal DM 6/7/2016, non è possibile valutare l’evoluzione temporale delle sommatorie calcolate nelle versioni dell’indicatore precedenti l’anno 2017.

Scopo

Individua le acque sotterranee maggiormente compromesse dal punto di vista qualitativo, per cause antropiche di origine prevalentemente industriale da attività attuali e pregresse.
La concentrazione dei composti organoalogenati è uno dei principali parametri per la definizione della classe di stato chimico delle acque sotterranee, che si riflette poi sullo stato complessivo della risorsa.
È un indicatore importante anche per individuare e indirizzare le azioni di risanamento da adottare attraverso gli strumenti di pianificazione e consente, poi, di monitorare gli effetti di tali azioni e verificarne il perseguimento degli obiettivi. E utile, inoltre, per orientare e ottimizzare nel tempo i programmi di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei.