Emilia-Romagna
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Organoalogenati in acque sotterranee
Commento


Nel monitoraggio 2019, i composti organoalogenati sono stati determinati su 311 stazioni di monitoraggio, di cui 292, pari al 93,9% del totale, non presentano superamenti dei limiti normativi, mentre in 19 stazioni (6,1% del totale) si hanno superamenti della media annua di una o più delle seguenti sostanze: triclorometano, dibromoclorometano, bromodiclorometano e sommatoria di tricloroetilene e tetracloroetilene. La sommatoria media annua di tricloroetilene e tetracloroetilene supera il limite normativo in una sola stazione di monitoraggio (Modena - Conoide Secchia), mentre l'83% delle stazioni ha una concentrazione inferiore a 0,1 μg/l, che rappresenta il limite di quantificazione della metodica analitica per le due sostanze. Non sono presenti stazioni con concentrazioni significative nelle aree di pianura alluvionale, sia appenninica che padana, i cui corpi idrici sotterranei risultano meno vulnerabili all’inquinamento e caratterizzati da acque mediamente più antiche rispetto ai corpi idrici di conoide e a quelli freatici. Questi ultimi corpi idrici, pur essendo caratterizzati da elevata vulnerabilità, non presentano situazioni di criticità per tricloroetilene e tetracloroetilene, a differenza di quanto evidenziato nel periodo 2010-2012, solo in due stazioni (MO e RE) si ha il superamento di triclorometano. I superamenti degli altri singoli composti organoalogenati sono ubicati prevalentemente nelle conoidi alluvionali, prevalentemente quelle emiliane, una sola stazione negli acquiferi confinati superiori della pianura alluvionale padana (PC) e una stazione negli acquiferi dei depositi delle vallate appenniniche (RE) per triclorometano. La contaminazione prevalente è dovuta a triclorometano che supera i limiti normativi negli acquiferi liberi delle conoidi Trebbia, Nure, Taro, Parma-Baganza, Enza, Tresinaro, Secchia, Tiepido, e Savio. Il monitoraggio nel triennio 2017-2019 non evidenzia tendenze di rilievo.