Emilia-Romagna
Radioattività Radionuclidi artificiali in matrici ambientali e alimentari
Commento

L’analisi della radiocontaminazione delle matrici controllate nell’intera regione Emilia-Romagna evidenzia, quali radionuclidi rilevabili, il Cs-137 e lo Sr-90, presenti in tracce in alcuni indicatori ambientali e alimenti. I valori di contaminazione misurati sono, comunque, sempre ben al di sotto dei limiti fissati dalla CEE per la commercializzazione dei prodotti (370 Bq/kg per prodotti lattiero-caseari e alimenti per l’infanzia e 600 Bq/kg per tutti gli altri prodotti, per la somma di Cs-134 e Cs-137). Per l’anno 2016, i livelli di contaminazione da Cesio e Stronzio nelle matrici sottoposte ad analisi risultano presentare valori che tendono a quelli rilevati prima dell’evento di Chernobyl dell’aprile 1986.

NOME DELL'INDICATORE

Concentrazione di attività di radionuclidi artificiali in matrici ambientali e alimentari

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

Becquerel/metro quadrato, Becquerel/litro

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

1982-2016

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

Raccomandazione europea 2000/473/Euratom, Regolamento CE 733/2008 e successive modifiche, Circolare n. 2/87 del ministero della Sanità, DLgs 230/95 e successive modifiche e integrazioni

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Medie mensili, medie annuali

 

Altri metadati
Descrizione

La sorveglianza della radioattività ambientale in Italia è strutturata, in ottemperanza all’art. 104 del DLgs 230/95 e s.m.i., sulle reti nazionali e regionali, delegate al monitoraggio della radioattività nell’ambiente, negli alimenti e bevande per consumo umano e animale e per la stima dell’esposizione della popolazione. La gestione delle reti uniche regionali è effettuata dalle singole Regioni, secondo direttive impartite dal ministero della Sanità e dal ministero dell’Ambiente.
La Regione Emilia-Romagna, al fine di verificare lo stato della contaminazione ambientale e alimentare dell’intero territorio e di evidenziare eventuali incidenti o rilasci incontrollati, ha predisposto fin dal 1982 il  monitoraggio della radioattività a livello regionale basato su campionamenti di diverse matrici (particolato atmosferico, deposizione al suolo, acque superficiali e potabili, alimenti etc.), sancito poi dalla Legge Regionale 1/2006 (art. 8). Ad Arpae Emilia-Romagna, CTR Radioattività ambientale, è affidata la gestione della rete regionale, per le attività di rilevamento e di misura.
I radionuclidi artificiali presenti nell’ambiente sono in gran parte attribuibili alle deposizioni al suolo conseguenti alle esplosioni di ordigni nucleari in atmosfera effettuate negli anni 60 e alle ricadute derivanti da eventi incidentali (Chernobyl e recentemente (2011) Fukushima). Il Cs-137 e lo Sr-90, radionuclidi con tempi di dimezzamento radioattivo di circa 30 anni, costituiscono i principali indicatori delle ricadute al suolo per il nostro territorio.

Scopo

Valutare la concentrazione di attività di radionuclidi artificiali in matrici ambientali e alimentari per monitorare la contaminazione ambientale dei radionuclidi derivanti sia da sorgenti diffuse di radioattività, quali ad esempio i test nucleari e le situazioni incidentali rilevanti (esempio: incidenti di Chernobyl e di Fukushima) che comportano il trasporto “transfrontaliero” di contaminazione (reti nazionali, regionali), sia da sorgenti localizzate come gli impianti nucleari e altre strutture in cui si detengono/utilizzano radioisotopi (reti locali, regionali).