Emilia-Romagna
Acque marino costiere Presenze microalgali
Commento

Considerando le medie annuali di fitoplancton totale (figura 1) dal 2010 ad oggi, il corpo idrico CD1 (Goro-Ravenna) presenta sempre livelli di produttività primaria più elevati, poiché più vicino alla foce del fiume Po e, di conseguenza, maggiormente interessato dagli apporti di nutrienti.
In figura 2 a, b e c si riportano le medie stagionali delle abbondanze di Diatomee, Dinoficee e Altro fitoplancton. Generalmente i valori, anche stagionalmente, sono sempre maggiori nel corpo idrico CD1 (Goro-Ravenna) rispetto al CD2 (Ravenna-Cattolica).
Le Diatomee dominano il micro-fitoplancton in primavera e autunno, mentre le Dinoflagellate, seppur con abbondanze inferiori rispetto alle Diatomee, prevalgono in primavera ed estate.
Per quanto riguarda l'Altro fitoplancton, le abbondanze maggiori si registrano in primavera sia in CD1 che in CD2.
I tre gruppi considerati, in estate presentano abbondanze elevate nel CD1 mentre nel CD2 si registra nello stesso periodo un calo considerevole.
In tabella 1 si riporta la lista floristica dei taxa prevalenti del 2017.

 

NOME DELL'INDICATORE

Presenze microalgali

DPSIR

I

UNITÀ DI MISURA

N. cellule/litro

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2010-2017

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Corpo idrico

AGGIORNAMENTO DATI

Quindicinale/annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DM 56/09, DM 260/10

AREE TEMATICHE INTERESSATE

Acque superficiali

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Medie annuali nelle stazioni a 0,5 e 3 km e per corpo drico

Altri metadati
Descrizione

L'indicatore fitoplancton contempla al suo interno organismi appartenenti a due diverse classi dimensionali: micro-fitoplancton (20-200 µm) e nano-fitoplancton (2-20 µm). La prima è composta principalmente da specie appartenenti alle classi delle Diatomee (Bacillariophyceae) e delle Dinoflagellate (Dinophyceae); la seconda comprende fitoplancton marino (in particolare fitoflagellati) appartenente alle classi delle Cloroficee, Euglenoficee, Criptoficee, Crisoficee, Rafidoficee, Prasinoficee, Primnesioficee che per convenzione viene incluso nella voce "Altro fitoplancton”.
La distribuzione stagionale e l’abbondanza relativa di questi tre gruppi forniscono importanti indicazioni circa lo stato degli ecosistemi marini, con particolare riferimento ai fenomeni di eutrofizzazione. Le Diatomee spesso sono responsabili della colorazione delle acque al largo, mentre le Dinoflagellate e l'Altro fitoplancton più frequentemente possono provocare fenomeni di “acque colorate” sotto costa e in prossimità delle foci fluviali. L’abbondanza del numero di microalghe per litro d’acqua determina una alterazione della normale colorazione e trasparenza delle acque. La proliferazione abnorme delle microalghe è causata dalla presenza in acqua di elevate concentrazioni di nutrienti (in particolare di sali di fosforo e azoto); tali elementi nutritivi sono in generale veicolati a mare da fiumi costieri.

Scopo

Le analisi quantitative dei popolamenti di Diatomee, Dinoflagellate e Altro fitoplancton nelle acque marine consentono una stima della produttività primaria del sistema ed in generale costituiscono un elemento basilare nella valutazione dello stato qualitativo, in quanto influiscono sulla trasparenza e sulla colorazione delle acque costiere. Ne consegue che la biomassa prodotta, una volta raggiunto il termine del ciclo vitale, possa essere in stretta correlazione con il verificarsi di condizioni di ipossia e/o anossia delle acque di fondo; questi fenomeni si verificano generalmente nel periodo estivo/autunnale. Le analisi quali-quantitative di Diatomee e Dinoflagellate forniscono un ulteriore contributo alla conoscenza dello stato dell'ecosistema marino costiero.