Emilia-Romagna
Fitofarmaci nei corsi d'acqua
Commento

Gli esiti del monitoraggio condotto nel 2018 hanno evidenziato che su 146 punti monitorati per la ricerca dei fitofarmaci, 130 sono interessati dalla presenza di residui di fitofarmaci, pari a circa l’89% dei punti e al 65% del totale delle stazioni controllate (200).
Da quest’anno, nel protocollo analitico, è stato aggiunto l’erbicida Glifosate ed il suo prodotto di degradazione, l’acido aminometilfosfonico (AMPA). La determinazione di tali sostanze, complessa dal punto di vista analitico, è stata limitata a 96 stazioni, ritenute più significative in base all’analisi di pressioni ed impatti, con una frequenza di monitoraggio trimestrale.
Nonostante si registri una diffusa presenza, solo nel 27% (valore in linea con gli anni precedenti) dei campioni analizzati nel 2018 (1.144) si rilevano valori di concentrazioni maggiori di 0,1 µg/l, SQA_MA di riferimento per la maggior parte di sostanze attive (figura 1); invece, circa il 35% dei campionamenti si presenta con valori inferiori o uguali a 0,01 µg/l, che, per la maggior parte delle sostanze attive, costituisce il Limite di quantificazione (LOQ).
Per quanto riguarda le determinazioni analitiche effettuate nel 2018 (104.396, valore aumentato rispetto l’anno precedente in quanto inserite nel protocollo analitico sei nuove s.a.), il 96% di esse mostra valori di concentrazione uguali o inferiori a 0,01 µg/l, percentuale che conferma quanto rilevato l’anno precedente. Solo lo 0,6% delle determinazioni del 2018 presenta valori di concentrazione superiori a 0,1 µg/l (Figura 2).
Per quanto riguarda la distribuzione dei valori della concentrazione media annua dei fitofarmaci totali, il 93% (136 stazioni) dei punti di monitoraggio rispetta il valore soglia normativo di 1 µg/l (SQA- MA); da sottolineare come, da indicazione normativa, si deve considerare come superamento un valore che, arrotondato all'unità, sia maggiore di 1, ovvero  di 1,5. Si segnala che in due stazioni (Ponte Cento Metri – Reno e Volta Scirocco – Lamone),  destinate anche ad uso potabile, è stato superato il valore soglia normativo di riferimento (per l’uso potabile) di SQA-MA, pari a 0,5 µg/l.
L’11% (16) delle stazioni non presenta sostanze attive (valori inferiori ai limiti di quantificazione - LOQ) e il 49% (72), distribuite in maggior parte nelle aree pedemontane, presenta valori non significativi (da ≥ LOQ a 0,2 μg/l) (figura 3, 4 e 5A). Infine, il 33% delle stazioni (48), collocate soprattutto nel territorio della pianura ferrarese e ravennate, nella fascia del Po e nella zona costiera, mostra valori di concentrazione media annua compresi tra 0,2-1 μg/l. Il superamento del limite di qualità ambientale (SQA-MA) relativo alla concentrazione della media annua di fitofarmaci totali (1 µg/l) si registra nel 7% (10) delle stazioni, appartenenti ai corpi idrici della bassa pianura emiliana piacentina (Arda), reggiana (Crostolo), modenese (Canale Emissario), ferrarese (Po di Volano), bolognese (Sillaro, Samoggia, Navile, C.le Lorgana e C.le Botte), ravennate (Canale Dx Reno, Fosso Ghiaia)(figura 3, 4 e 5B). In quasi tutte queste stazioni (11 su 12, comprese le stazioni destinate anche ad uso potabile), si rileva il superamento del valore soglia (concentrazione media > SQA-MA = 0,1 µg/l) dell’erbicida Ampa e\o Glifosate, entrati da quest’anno nel protocollo analitico. Si nota anche il superamento del valore soglia della singola sostanza attiva Azoxistrobin (F), Metolaclor (E) (concentrazione media > SQA-MA = 0,1 µg/l) e Terbutilazina+desetil (E) (concentrazione media > SQA-MA = 0,5 µg/l).
Sono comunque da segnalare casi in cui si deve prestare attenzione perché il valore della sommatoria è prossimo al superamento dello standard di qualità SQA-MA; queste stazioni sono distribuite, oltre alle zone già menzionate, anche nella costa riminese (figura 4).
Nel 2018, i punti di controllo in cui sono state registrate concentrazioni medie annue delle singole sostanze attive superiori allo Standard di Qualità Ambientale sono in totale 49, di cui 44 stazioni per AMPA e|o Glifosate. Come si può notare il superamento dello Standard di Qualità Ambientale come concentrazione media annua ha interessato principalmente la sostanza attiva AMPA e/o  il Glifosate, pertanto non è significativo considerare il confronto con gli anni precedenti (2016-2017) in termine di andamento.
Nelle 49 stazioni, la maggior parte delle singole sostanze attive, le cui concentrazioni medie superano lo standard di qualità ambientale, hanno un SQA-MA di 0,1 μg/l (Tab. 1B del DLgs 172/15), ad eccezione dell’insetticida Azinfos metile, con SQA_MA=0,01 µg/l, e dell’erbicida Terbultilazina, incluso il suo metabolita, con SQA_MA=0,5 µg/l. Di seguito si riporta la ripartizione del numero di stazioni che superano il valore normativo per tipologia di s.a. (figura 5B):

  • 27 per AMPA (E);
  • 12 per AMPA e Glifosate (E);
  • 2 per Metolachlor (E);
  • 2 per AMPA, Glifosate (E) e Metolaclor (E);
  • 1 per Metolachlor (E) e Azinfos metile (I) ;
  • 1 per Metolachlor (E), Azoxistrobin (F) e Terbutilazina + desetil (E);
  • 1 per Metolachlor (E), Azoxistrobin (F) e AMPA (E);
  • 1 per AMPA (E) e Boscalid (F) ;
  • 1 per AMPA (E) e Metalaxil (F) ;
  • 1 per Propizamide (E).

Nelle tabelle (link) sono elencate, le concentrazioni medie annue delle singole sostanze attive riscontrate nelle stazioni di monitoraggio dei corpi idrici fluviali con SQA-MA di riferimento uguale a 0,01 µg/l, 0,1 µg/l, e 0,5 µg/l. Non sono indicate le altre sostanze attive con valore di SQA-MA diverso da quelli prima riportati, in quanto non si registrano presenze significative.
Nel 2018, le sostanze attive riscontrate nei corpi idrici fluviali sono 68 (68%) su un totale di 98 ricercate. Confrontando, sempre per punto di monitoraggio, il numero di sostanze attive presenti con il numero di ritrovamenti, si osserva che normalmente ad un maggior numero di ritrovamenti corrisponde un maggior numero di sostanze attive presenti (Figura 6).
Le sostanze attive di cui si riscontra (2018) una presenza più diffusa, superiore al numero di 40 ritrovamenti, risultano: Imidacloprid (I) Metolachlor (E), Terbutilazina (E) e il suo metabolita (Desetil Terbutilazina), Boscalid (F), Metalaxil (F), Azoxystrobin (F), Bentazone (E), Clorantraniliprolo (I), Pirazone (Cloridazon-iso) (F), Oxadiazon (E), Diuron (E), Tiametoxam (I), Propizamide (E), Metossifenozide (E), Propiconazolo (F), Dimetoato (I), Acetamiprid (E), MCPA (E), Metamitron (E), Mecoprop (E), Metribuzin (E) e Flufenacet (F). A queste si aggiungono con un numero di ritrovamenti importanti l’AMPA (E) e il Glifosate (E). (Figura 7).
Si evidenzia che la maggior parte delle sostanze attive rinvenute appartengono alla categoria degli erbicidi (E), seguiti in minor misura da fungicidi (F) e insetticidi (I).

NOME DELL'INDICATORE

Fitofarmaci nei corsi d'acqua

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

Microgrammi/litro

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2014-2018

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DM 260/10, DM 119/10, DLgs 172/15

 

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

 

L’elaborazione della media annuale per ogni sostanza è stata condotta come indicato in normativa; in particolare in caso di esiti analitici inferiori al limite di quantificazione (<LOQ), è assegnato un dato numerico pari al 50% del valore limite di quantificazione, mentre, per l’elaborazione della sommatoria, si considerano unicamente le concentrazioni positive (>LOQ).

Altri metadati
Descrizione

I prodotti fitosanitari (sostanze attive e i loro formulati), utilizzati in agricoltura per consentire elevati standard di qualità nelle produzioni agricole, rappresentano un fattore di pressione rilevante per la risorsa idrica. La presenza di residui nelle acque è correlata a processi di scorrimento superficiale, drenaggio laterale o percolazione dalle superfici agricole trattate. La maggior parte di queste sostanze è costituita da molecole di sintesi generalmente pericolose per tutti gli organismi viventi. In funzione delle caratteristiche molecolari, delle condizioni di utilizzo e di quelle del territorio, queste sostanze possono essere ritrovate nei diversi comparti dell’ambiente (aria, suolo, acqua, sedimenti) e nei prodotti agricoli, e possono costituire un rischio per l’uomo e per gli ecosistemi, con un impatto immediato e nel lungo termine.
Per le elaborazioni sono state considerate le stazioni della nuova rete di monitoraggio regionale delle acque superficiali (sessennio 2014-2019), così come definita nella DGR 2067/2015, monitorate con frequenza mensile o trimestrale, rete costituita da 200 stazioni distribuite su tutti i corpi idrici del territorio regionale. Nel 2018, delle 200 stazioni oggetto di monitoraggio, 146 sono state quelle nei quali è stata effettuata la ricerca dei fitofarmaci (vedi tabella).
L’applicazione della Dir 2000/60/CE ha introdotto notevoli difficoltà sia analitiche, sia di campionamento; in particolare, per i fitofarmaci e altri microinquinanti, sono previsti Standard di Qualità con concentrazioni  molto basse. I fitofarmaci comprendono sostanze attive afferenti all’elenco di priorità che definiscono lo stato chimico e sostanze attive pericolose, non prioritarie, a supporto dello stato ecologico (DM 260/10; DLgs 172/2015).
Nell'attività di monitoraggio 2018 sono state analizzate 98 sostanze attive (con limiti di quantificazione - LOQ - diversificati per sostanza, variabili da 0,01 μg/l, a 0,02 μg/l, a 0,03 μg/l e a 0,05 μg/l)(vedi tabella). L'indicatore è espresso in termini di concentrazione media annua sia per singola sostanza attiva, sia come sommatoria totale. La concentrazione media annua dei fitofarmaci, in ottemperanza al DM 260/10 e DLgs 172/15, non deve superare i valori di riferimento (Standard di qualità ambientale - SQA-MA - relativo alla concentrazione della media annua) specifici per ogni sostanza attiva (tabella 1/A e tabella 1/B del decreto); analogamente deve essere rispettato lo SQA-MA di 1 μg/l per la sommatoria totale, fatta eccezione per le risorse idriche destinate ad uso potabile per le quali si applica il valore di 0,5 μg/l.
L’elaborazione della media annuale per ogni sostanza è stata condotta come indicato in normativa; in particolare in caso di esiti analitici inferiori al limite di quantificazione, è assegnato un dato numerico pari al 50% del valore limite di quantificazione (LOQ), mentre, per l’elaborazione della sommatoria, si considerano unicamente le concentrazioni positive (>LOQ).

 

 

Scopo

 

Scopo dell’indicatore è valutare l’entità della pressione legata all’agricoltura sulla base del riscontro di residui di fitofarmaci nei corpi idrici superficiali. I fitofarmaci appartengono sia all’elenco delle sostanze chimiche prioritarie, quali sostanze prioritarie/pericolose che contribuiscono alla classificazione dello Stato chimico, sia all’elenco delle sostanze chimiche non prioritarie, contribuendo quindi a supportare l’attribuzione della classe di Stato ecologico (DLgs 152/06).
La presenza di residui e i livelli di concentrazione riscontrati nelle acque superficiali rappresentano un aspetto importante che evidenzia la capacità propria di alcune sostanze di contaminare le acque in funzione delle proprie caratteristiche chemiodinamiche.
Sulla base degli esiti del monitoraggio, dell’aggiornamento del reale rischio sugli ecosistemi acquatici, della dismissione di alcune sostanze o dell’immissione sul mercato dell’uso di nuove molecole, periodicamente il protocollo analitico è ottimizzato, aggiornando quindi l’elenco delle sostanze attive da analizzare. Alla luce di ciò nel 2018 il protocollo è stato aggiornato (6 nuove s.a  ***), portando il numero di sostanze attive da analizzare a 98; contemporaneamente, per la modalità di analisi, sono stati modificati i valori di limiti di quantificazione per alcune sostanze, ma sempre rispettando la normativa vigente.
Nel protocollo di analisi è stato aggiunto l’erbicida Glifosate ed il suo prodotto di degradazione, l’acido aminometilfosfonico (AMPA). La determinazione di tali sostanze, complessa dal punto di vista analitico, è stata limitata a 96 stazioni, ritenute più significative in base all’analisi di pressioni ed impatti, rispetto alle 146 appartenenti alla rete regionale dei fiumi monitorate per la ricerca fitofarmaci.