Emilia-Romagna
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Fitofarmaci nei corsi d'acqua
Scopo e obiettivo dell'indicatore


Scopo dell’indicatore è valutare l’entità della pressione essercitata sull'ambiente dall’agricoltura, sulla base del riscontro di residui di fitofarmaci rilevati nei corpi idrici superficiali. I fitofarmaci appartengono sia all’elenco delle sostanze chimiche prioritarie, quali sostanze prioritarie/pericolose che contribuiscono alla classificazione dello Stato chimico, sia all’elenco delle sostanze chimiche non prioritarie, contribuendo quindi a supportare l’attribuzione della classe di Stato ecologico (DLgs 152/06).
La presenza di residui e i livelli di concentrazione riscontrati nelle acque superficiali rappresentano un aspetto importante che evidenzia la capacità propria di alcune sostanze di contaminare le acque in funzione delle proprie caratteristiche chemiodinamiche.
Sulla base degli esiti del monitoraggio, dell’aggiornamento del reale rischio sugli ecosistemi acquatici, della dismissione di alcune sostanze o dell’immissione sul mercato dell’uso di nuove molecole, periodicamente il protocollo analitico è ottimizzato, aggiornando quindi l’elenco delle sostanze attive da ricercare.
Alla luce di ciò, nel 2019, il protocollo è stato aggiornato, sospendendo la ricerca delle sostanze attive Alaclor, Azinfos metile, Malataion e Procimidone, e portando il numero di sostanze attive da analizzare a 94.
La determinazione, a partire dal 2018 dell’erbicida Glifosate e del suo prodotto di degradazione, l’acido aminometilfosfonico (AMPA), complessa dal punto di vista analitico, è stata limitata a 57 stazioni, ritenute più significative in base all’analisi di pressioni ed impatti.