Emilia-Romagna
Torna indietro
Fitofarmaci nei corsi d'acqua
Descrizione dell'indicatore


I prodotti fitosanitari (sostanze attive e i loro formulati), utilizzati in agricoltura per consentire elevati standard di qualità nelle produzioni agricole, rappresentano un fattore di pressione rilevante per la risorsa idrica. La presenza di residui nelle acque è correlata a processi di scorrimento superficiale, drenaggio laterale o percolazione dalle superfici agricole trattate. La maggior parte di queste sostanze è costituita da molecole di sintesi generalmente pericolose per tutti gli organismi viventi. In funzione delle caratteristiche molecolari, delle condizioni di utilizzo e di quelle del territorio, queste sostanze possono essere ritrovate nei diversi comparti dell’ambiente (aria, suolo, acqua, sedimenti) e nei prodotti agricoli, e possono costituire un rischio per l’uomo e per gli ecosistemi, con un impatto immediato e nel lungo termine.
Per le elaborazioni sono state considerate le stazioni della nuova rete di monitoraggio regionale delle acque superficiali (sessennio 2014-2019), così come definita nella DGR 2067/2015, monitorate con frequenza mensile o trimestrale, rete costituita da 200 stazioni distribuite su tutti i corpi idrici del territorio regionale. Nel 2018, delle 200 stazioni oggetto di monitoraggio, 146 sono state quelle nei quali è stata effettuata la ricerca dei fitofarmaci (vedi tabella).
L’applicazione della Dir 2000/60/CE ha introdotto notevoli difficoltà sia analitiche, sia di campionamento; in particolare, per i fitofarmaci e altri microinquinanti, sono previsti Standard di Qualità con concentrazioni  molto basse. I fitofarmaci comprendono sostanze attive afferenti all’elenco di priorità che definiscono lo stato chimico e sostanze attive pericolose, non prioritarie, a supporto dello stato ecologico (DM 260/10; DLgs 172/2015).
Nell'attività di monitoraggio 2018 sono state analizzate 98 sostanze attive (con limiti di quantificazione - LOQ - diversificati per sostanza, variabili da 0,01 μg/l, a 0,02 μg/l, a 0,03 μg/l e a 0,05 μg/l)(vedi tabella). L'indicatore è espresso in termini di concentrazione media annua sia per singola sostanza attiva, sia come sommatoria totale. La concentrazione media annua dei fitofarmaci, in ottemperanza al DM 260/10 e DLgs 172/15, non deve superare i valori di riferimento (Standard di qualità ambientale - SQA-MA - relativo alla concentrazione della media annua) specifici per ogni sostanza attiva (tabella 1/A e tabella 1/B del decreto); analogamente deve essere rispettato lo SQA-MA di 1 μg/l per la sommatoria totale, fatta eccezione per le risorse idriche destinate ad uso potabile per le quali si applica il valore di 0,5 μg/l.
L’elaborazione della media annuale per ogni sostanza è stata condotta come indicato in normativa; in particolare in caso di esiti analitici inferiori al limite di quantificazione, è assegnato un dato numerico pari al 50% del valore limite di quantificazione (LOQ), mentre, per l’elaborazione della sommatoria, si considerano unicamente le concentrazioni positive (>LOQ).