Emilia-Romagna
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Fitofarmaci nei corsi d'acqua
Commento


Gli esiti del monitoraggio condotto nel 2017 hanno evidenziato che su 147 punti monitorati per la ricerca dei fitofarmaci, 127 sono interessati dalla presenza di residui di fitofarmaci, che rappresentano circa l’86,4% dei punti e il 63,5% sul totale delle stazioni controllate (200).
Nonostante si registri una diffusa presenza di fitofarmaci, le concentrazioni riscontrate sono generalmente basse. Solo il 22% (valore in linea con gli anni precedenti) dei 1.129 campioni analizzati nel 2017 presenta valori di concentrazione maggiori di 0,1 µg/l, che è il valore di SQA_MA di riferimento per la maggior parte di sostanze attive (figura 1); per contro, circa il 35% dei campioni si presenta con valori inferiori o uguali a 0,01 µg/l, che rappresenta il LOQ (limite di quantificazione) per la maggior parte delle sostanze attive.
Per quanto riguarda le determinazioni analitiche effettuate nel 2017 (99.864), il 96% mostra concentrazioni con valori uguali o inferiori a 0,01 µg/l, percentuale in linea con i valori del 2016. Solo lo 0,4% delle determinazioni, nel 2017, presenta valori di concentrazione superiori a 0,1 µg/l (figura 2).
Se analizziamo la distribuzione territoriale dei valori della concentrazione media annua, espressa come sommatoria di fitofarmaci, il 98% (144 stazioni) dei punti di monitoraggio rispetta il valore soglia normativo dell’SQA-MA (1 µg/l)(come da indicazione normativa si deve considerare come superamento un valore che arrotondato all'unità sia maggiore di 1 µg/l,  ovvero ≥ di 1,5 µg/l). Il 14% (20) delle stazioni non presenta sostanze attive (valori inferiori ai limiti di quantificazione, LOQ) e il 52% (77), ubicate prevalentemente nelle aree pedemontane, mostra valori di concentrazione non significativi (da >LOQ a 0,2 μg/l); infine, il 32% delle stazioni (47), localizzate soprattutto nel territorio della pianura ferrarese e ravennate, nella fascia del Po e nella zona costiera, mostra valori di concentrazione rilevanti, compresi tra 0,2-1 μg/l (figure 3, 4 e 5).
Il superamento del limite di qualità ambientale (SQA-MA) relativo alla media annua della sommatoria dei fitofarmaci (1 µg/l) si rileva nelle stazioni appartenenti ai corpi idrici artificiali della zona della bassa pianura piacentina (Arda), bolognese (Reno) e riminese (Uso). Sono comunque da segnalare situazioni che richiedono attenzione, in quanto il valore della sommatoria è molto prossimo al superamento dell’SQA-MA; queste stazioni sono distribuite, oltre alle zone già menzionate, nella bassa pianura parmense (Sissa Abate), modenese (Secchia), ferrarese (Burana Navigabile, Po di Volano e Canal Bianco) e ravennate (Destra Reno e Lamone)(figure 4 e 5).
Nelle tre stazioni di cui sopra, si registra anche il superamento del valore soglia (concentrazione media > SQA-MA = 0,1 µg/l) della singola sostanza attiva per le seguenti sostanze: Pirazone (F), Metolachlor (E), Tiametoxam (I) e Boscalid (F).
Confrontando la ripartizione percentuale per classe di concentrazione dei valori medi annui di fitofarmaci totali rilevati nella rete di monitoraggio, in questi ultimi quattro anni (2014-2017) non si evidenziano grosse differenze; mediamente circa il 55% dei punti appartengono alla classe con valori compresi tra 0,01 e 0,2 μg/l e circa il 3% delle stazioni supera il valore soglia normativo (1 µg/l)(figura 3).
I punti di controllo in cui sono state registrate concentrazioni medie annue delle singole sostanze attive superiori allo Standard di Qualità Ambientale sono in totale 14 con l’SQA-MA di 0,1 µg/l (figura 5):

  • 4 per Metolachlor (E);
  • 3 per Metamitron (E);
  • 1 per Metolachlor (E) e Prodotti fitosanitari totali
  • 1 per Metolachlor (E), Pirazone (F) e Prodotti fitosanitari totali;
  • 1 per Boscalid (F) e Tiametoxan (I) e Prodotti fitosanitari totali;
  • 1 per Imidacloprid (I);
  • 1 per Metribuzin (E);
  • 1 per Azoxistrobin (F).

Nelle tabelle sono elencate, le concentrazioni delle medie annue delle singole sostanze attive riscontrate nelle stazioni di monitoraggio dei corpi idrici fluviali con SQA-MA di riferimento uguale a 0,1 µg/l, 0,2 µg/l e 0,5 µg/l. Non sono indicate le altre sostanze attive con valore dell’SQA-MA diverso, in quanto per esse non si registrano presenze significative.
Nel 2017 le sostanze attive ritrovate nei corpi idrici fluviali sono state 61 (66%), su un totale di 92, a differenza del 2016 nel quale erano state 65 (73%). Altra osservazione degna di nota è che, per punto di monitoraggio, ad un maggior numero di riscontri positivi corrisponde un maggior numero di sostanze attive (figura 6).
Le sostanze attive di cui si riscontra (2014-2017) una presenza più diffusa superiore a 50 ritrovamenti, risultano: Imidacloprid (I) Metolachlor (E), Terbutilazina (E) e il suo metabolita (Desetil Terbutilazina), Bentazone (E), Boscalid (F), Metalaxil (F), Azoxystrobin (F), Pirazone (F), Oxadiazon (E), Clorantraniliprolo (I),), Diuron (E), Tiametoxam (I), Propizamide (E), MCPA (E), Dimetoato (I), Lenacil (E), Metossifenozide (E)(figura 7).
Si evidenzia come la maggior parte delle sostanze attive rinvenute appartiene alla categoria degli erbicidi (E); le altre sono insetticidi (I) e fungicidi (F).