Emilia-Romagna
Acque sotterranee Uso di fertilizzanti
Commento

I dati qui presentati fanno riferimento alle ultime rilevazioni ISTAT disponibili relativamente alle quantità di fertilizzanti immesse nel mercato, ma non al reale uso da parte delle aziende. Le informazioni disponibili per l’ambito regionale consentono considerazioni interessanti, soprattutto sulle variazioni relative ai fertilizzanti venduti, che in ogni caso forniscono utili indicazioni anche sugli effettivi impieghi. Il quantitativo complessivo dei principali tipi di fertilizzanti (concimi + ammendanti + correttivi) venduto in regione nel 2020 è risultato pari a 851 mila tonnellate. Questo dato, in controtendenza rispetto alla sostanziale stabilità del mercato degli anni scorsi, registra per il 2020 una ripresa delle vendite di fertilizzanti, con un +6% rispetto al 2019.
Come è possibile notare dalla figura 1, che riporta l’andamento delle vendite negli anni dal 2004 al 2020, suddivise per macrocategoria, l’andamento del mercato è sinusoidale, ma registra una tendenziale crescita nell’ultimo ventennio. Tale incremento è originato soprattutto dall’incremento dell’uso dei correttivi, che registrano un +49% rispetto al 2010, mentre ammendanti e concimi mantengono un andamento più costante, seppur con oscillazioni, e un trend in crescita (+25 e + 22% rispettivamente) rispetto al decennio precedente. Con l’introduzione dei correttivi tra le categorie di fertilizzanti ufficialmente riconosciuti a livello nazionale ed europeo, avvenuta tra il 2008 e il 2009, si è assistito, infatti, a una crescita sostanziale del loro commercio, che, ad oggi, è pari a circa il 20% di tutti i fertilizzanti venduti, mentre nel 2006 la loro quota non raggiungeva neppure l’1%.
Il contributo maggiore dei correttivi al totale dei volumi di fertilizzanti commercializzati è rappresentato dal "gesso di defecazione", un correttivo calcico magnesiaco derivante dall'idrolisi alcalina dei fanghi di depurazione delle acque reflue civili. Questo prodotto, incluso tra quelli di libera commercializzazione ai sensi del DLgs 75/2010 sui fertilizzanti, consente una sostanziale trasformazione dei fanghi di depurazione, tale da rendere il loro riutilizzo più semplice e conveniente. Il gesso di defecazione ha un titolo in azoto modesto (circa 1%), per cui il suo impiego determina uno scarso apporto di azoto, ma un considerevole apporto di sostanza organica e altri meso elementi, come calcio e zolfo. Inoltre, in suoli alcalini o sub alcalini, come quelli maggiormente diffusi in regione, si registra una blanda capacità di abbassare il pH. Da questo punto di vista l’effetto sulla produttività è poco rilevante, e va piuttosto segnalata qualche riserva in caso di un uso massiccio sempre sulle medesime aree.
Per quanto riguarda gli ammendanti, il cui mercato mostra una variabilità periodica abbastanza significativa, si registra un +13% dei volumi di vendita tra il 2019 e il 2020, in controtendenza con il calo registrato a partire dal 2012.
Le vendite di concimi, infine, pur registrando un trend in crescita nell’arco dell’ultimo decennio, mostrano una certa stabilità di mercato a partire dal 2016.
Come evidenzia la figura 2, i concimi azotati sono in assoluto i concimi maggiormente venduti (34% circa di tutti i concimi commercializzati in regione). L’andamento di mercato è variabile e registra una ripresa rispetto al 2019, rimanendo comunque al di sotto delle quasi 300 mila tonnellate vendute nel 2016. Tutti gli altri concimi presentano invece un andamento sostanzialmente stabile o in variazioni inferiori al 10%. 
L’analisi delle quantità commercializzate dei concimi fornisce già un’idea dell’intensità d’impiego di questi mezzi tecnici. Pur ricordando che i dati non forniscono un’indicazione affidabile relativa al luogo di impiego dei concimi, è utile riportare un’informazione generale sulle stime dei carichi che gravano sul territorio regionale. La stima valuta il rapporto tra quantità vendute, elementi nutritivi ivi contenuti e Superficie Agricola Utilizzata regionale (SAU).
In termini di unità di elemento nutritivo per ettaro di SAU (figura 3) si può notare che:

- i concimi azotati subiscono una forte impennata, dopo la diminuzione osservata gli anni scorsi, e registrano, per il 2020, valori intorno a 140 kg/ha;


- un discorso simile può essere fatto per quanto riguarda i concimi fosfatici, i cui valori sono in progressivo calo e si attestano intorno ai 30 kg di P2O5/ha; 


- dopo il dato anomalo registrato nel 2019, per quanto riguarda i concimi potassici (nrd K2O), i valori ritornano ai a circa. 20 kg/ha registrati negli ultimi anni. 

NOME DELL'INDICATORE

Uso di fertilizzanti

DPSIR

P

UNITÀ DI MISURA

Tonnellate, Chilogrammi/ettaro di SAU* (*Superficie Agricola Utilizzata)

FONTE

Istat, Regione Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2004-2020

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Provincia

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

LR 25/2000, DGR 2546/03, Regolamento Regionale n.3 del 15/12/2017, PSR 2014-2020, LR 28/09

 

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Statistica descrittiva

Altri metadati
Descrizione

L'uso dei fertilizzanti chimici ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo della moderna agricoltura, ormai fortemente dipendente dai nutrienti per mantenere gli attuali standard di produttività.
Tra i principali effetti ambientali negativi generati dall'agricoltura sono spesso citati quelli legati all'uso eccessivo dei nutrienti chimici, il quale ha portato, infatti, all'accumulo di nutrienti nei suoli, alterandone le proprietà fisiche e chimiche. Inoltre, con meccanismi diversi da elemento a elemento e in funzione di numerosi fattori, quali: tipo di suolo e tipo di coltura, sistema di drenaggio, dosi, modalità e periodi di fertilizzazione, "i nutrienti chimici" possono contaminare le acque superficiali o profonde, soprattutto i nitrati e i fosfati, e, successivamente, stimolare lo sviluppo delle alghe (eutrofizzazione).

Scopo

Documentare l'intensità d'uso dei fertilizzanti, con particolare attenzione a quelli azotati, fosfatici e potassici, nelle aree agricole della regione.