Emilia-Romagna
Acque sotterranee Uso di fertilizzanti
Commento

Il quantitativo di fertilizzanti venduto in Emilia-Romagna nel 2019 (794.000 tonnellate), in lieve calo rispetto all'anno precedente, risulta superiore di circa il 14% rispetto alla media dell’ultimo decennio.
Analizzando i dati di figura 1, che riporta le vendite di fertilizzanti in regione negli anni dal 2004 al 2019, suddivise per macrocategoria, si rileva che l’andamento del mercato, pur se sinusoidale, registra una tendenziale crescita nell’ultimo ventennio.  
Tale incremento è originato soprattutto dal forte aumento nell’utilizzo dei correttivi, che registrano una crescita significativa rispetto al decennio precedente (+56%), mentre gli ammendanti e i concimi mantengono un andamento più costante, seppur con oscillazioni e un trend in crescita (+23 e + 24% rispettivamente, rispetto al decennio precedente).
L’affermazione sul mercato dei fertilizzanti della categoria dei correttivi parte dagli anni 2008/2009, periodo in cui sono diventati una componente significativa, pari al 20% circa di tutti i fertilizzanti, mentre nel 2006 non raggiungevano neppure la quota dell'1%.
Ciò è avvenuto soprattutto in seguito all'introduzione del "gesso di defecazione", un correttivo calcico magnesiaco derivante dall'idrolisi alcalina dei fanghi di depurazione delle acque reflue civili. Questo prodotto è incluso tra quelli di libera commercializzazione, ai sensi del DLgs 75/2010 sui fertilizzanti, e consente una sostanziale trasformazione dei fanghi di depurazione, tale da rendere il loro utilizzo più semplice e conveniente. Il gesso di defecazione ha un titolo in azoto modesto (circa 1%), per cui il suo impiego determina un carico complessivo, per questo elemento, poco significativo, ma contribuiscono all’apporto di sostanza organica e di altri meso elementi, come calcio e zolfo. Inoltre, in suoli alcalini o sub alcalini, come quelli maggiormente diffusi in regione, si registra una blanda capacità di abbassare il pH. Da questo punto di vista l’effetto sulla produttività è poco rilevante, mentre va segnalata qualche riserva in caso di un uso massiccio sempre sulle medesime aree.
Per quanto riguarda gli ammendanti, il cui mercato mostra una variabilità periodica abbastanza significativa, si registra un +32% dei volumi di vendita tra il 2018 e il 2019, in controtendenza con il calo registrato a partire dal 2012.
Le vendite di concimi, infine, pur registrando un trend in crescita nell’arco dell’ultimo decennio, a partire dal 2017 sembrano aver interrotto il loro incremento.
Come evidenziato in figura 2, in termini assoluti, la maggior parte dei concimi venduti in Emilia-Romagna sono di tipo azotato (32%, circa, di tutti i concimi commercializzati in regione). Il mercato di tale tipologia di concimi ha subito negli anni forti variazioni; per il 2019 si registra un calo di quasi 30 mila tonnellate, che ha riportato i volumi di mercato ai livelli del 2015, di poco inferiori alle 190.000 tonnellate.
Sostenzialmente stabile o in leggera diminuzione l'andamento di tutti gli altri concimi, ad eccezione dei concimi organici che, dal 2014, risultano in continua e costante crescita e che, nel 2019, registrano un +16%.
L’analisi delle quantità commercializzate dei concimi fornisce già un’idea dell’intensità d’impiego di questi mezzi tecnici. Pur ricordando che i dati non forniscono un’indicazione diretta relativa al luogo di impiego dei concimi, è utile riportare un’informazione più precisa sulle stime dei carichi che gravano sul territorio regionale. La stima valuta il rapporto tra quantità vendute, elementi nutritivi ivi contenuti e Superficie Agricola Utilizzata regionale (SAU).
In termini di unità di elemento nutritivo per ettaro di SAU (figura 3) si può notare che:

  • l’azoto conferma il trend in diminuzione negli ultimi 4 anni, registrando valori paragonabili al 2014, inferiori alle 90 unità per ettaro;
  • discorso simile può essere fatto per i concimi fosfatici, i cui valori sono in progressivo calo e si attestano intorno ai 25 kg di P2O5 * ha-1.
  • un dato anomalo è registrato invece per il K2O, i cui valori unitari, nel 2019, risultano più che raddoppiati rispetto al 2018. Una leggerissima crescita si è registrata già a partire dal 2013, ma nell’ultimo anno i quantitativi di potassio distribuiti sembrano salire a livelli mai raggiunti, almeno dal 2000. Il dato non appare molto affidabile a causa della non corrispondenza tra quantità di fertilizzanti e quantità di elemento contenuto. Un incremento sostanziale, senza un’apparente giustificazione, si nota anche per i totali nazionali e in diverse altre regioni del centro nord, per cui sarebbero opportune ulteriori indagini e verifiche per poter confermare un impiego così elevato dell’elemento, che pur non destando preoccupazioni in termini ambientali, è generalmente molto disponibile nei terreni agricoli.

NOME DELL'INDICATORE

Uso di fertilizzanti

DPSIR

P

UNITÀ DI MISURA

Tonnellate, Chilogrammi/ettaro di SAU* (*Superficie Agricola Utilizzata)

FONTE

Istat, Regione Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2004-2019

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Provincia

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

LR 25/2000, DGR 2546/03, Regolamento Regionale n.3 del 15/12/2017, PSR 2014-2020, LR 28/09

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Statistica descrittiva

Altri metadati
Descrizione

L'uso dei fertilizzanti chimici ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo della moderna agricoltura, ormai fortemente dipendente dai nutrienti per mantenere gli attuali standard di produttività.
Tra i principali effetti ambientali negativi generati dall'agricoltura sono spesso citati quelli legati all'uso eccessivo dei nutrienti chimici, il quale ha portato, infatti, all'accumulo di nutrienti nei suoli, alterandone le proprietà fisiche e chimiche. Inoltre, con meccanismi diversi da elemento a elemento e in funzione di numerosi fattori, quali: tipo di suolo e tipo di coltura, sistema di drenaggio, dosi, modalità e periodi di fertilizzazione, "i nutrienti chimici" possono contaminare le acque superficiali o profonde, soprattutto i nitrati e i fosfati, e, successivamente, stimolare lo sviluppo delle alghe (eutrofizzazione).

Scopo

Documentare l'intensità d'uso dei fertilizzanti, con particolare attenzione a quelli azotati, fosfatici e potassici, nelle aree agricole della regione.