Emilia-Romagna
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Uso di fertilizzanti
Commento


Per quanto riguarda i fertilizzanti commerciali non esistono delle specifiche indagini campionarie sugli impieghi nelle aziende agricole e quindi ci si avvale delle rilevazioni ISTAT sulle quantità immesse sul mercato. Tali dati escono con cadenza annuale anche se con un discreto ritardo, normalmente superiore all’anno. Ovviamente non c’è una stretta correlazione tra impieghi in campagna e quantità commercializzate, perché non necessariamente il luogo di vendita corrisponde esattamente al territorio in cui il prodotto viene utilizzato. E’ comunque possibile, per l’ambito regionale, ricavare informazioni interessanti soprattutto sulle variazioni degli impieghi negli anni.
l quantitativo complessivo dei principali tipi di fertilizzanti (concimi + ammendanti + correttivi) venduto in regione nel 2017 è risultato pari a 830 mila tonnellate, superiore di circa il 20% rispetto alla media dell’ultimo decennio. Come è possibile notare, esaminando la figura 1, che riporta l’andamento delle vendite negli anni dal 2007 al 2017 suddivise per macro-categoria, c’è stato un incremento originato soprattutto dal forte aumento nell’utilizzo dei correttivi mentre, i concimi e gli ammendanti mantengono un andamento più costante.
Nell'ambito dei fertilizzanti si richiama l'attenzione in particolare sui correttivi che, a partire dagli anni 2008/2009, sono diventati una componente significativa, pari al 20%di tutti i fertilizzanti, mentre nel 2006 non raggiungevano neppure la quota dell'1%.
Ciò è avvenuto soprattutto in seguito all'introduzione del "gesso di defecazione", un correttivo calcico magnesiaco derivante dall'idrolisi alcalina dei fanghi di depurazione urbana. Tale prodotto è incluso tra quelli di libera commercializzazione ai sensi del DLgs 75/2010 sui fertilizzanti e consente una collocazione facile e conveniente dei fanghi di depurazione. Dal punto di vista dell’azoto apportato al campo, il loro carico è poco significativo perché risultano caratterizzati da un titolo per questo elemento molto basso (circa 1%).
Relativamente all’influenza sulla fertilità del suolo, i correttivi hanno effetti positivi, apportando calcio, zolfo e sostanza organica, e, nei suoli alcalini o sub alcalini, anche abbassandone il pH, peraltro con azione parziale e limitata nel tempo. Va comunque considerato che i nostri suoli presentano un forte potere tampone e, quindi, l’uso di questi correttivi ha un effetto blando e transitorio, scarsamente significativo in termini produttivi. Qualche riserva potrebbe nascere dal possibile loro uso se effettuato in modo massiccio sempre sulle stesse aree.
Nell’ambito dei concimi, vedi figura 2, sono gli azotati quelli maggiormente impiegati, mostrando però ampie oscillazioni nel tempo, con riduzioni vistose nel 2009 e nel 2013 e con picchi nel 2007, 2012 e nel 2016. Nel 2017 le vendite sono risultate in calo e si sono collocate intorno alle 200 mila tonnellate. Tutti gli altri concimi presentano invece un andamento sostanzialmente più stabile e in leggera diminuzione, ad eccezione dei concimi organici che dal 2014 risultano in continua crescita.
L’analisi delle quantità commercializzate dei concimi fornisce già un’idea dell’intensità d’impiego di questi mezzi tecnici, ma per avere un’informazione più precisa sui carichi che gravano sul territorio regionale è utile rapportare le quantità di elementi nutritivi (N, P2O5 e K2O) vendute complessivamente con la Superficie Agricola Utilizzata (SAU).
In termini di unità di elemento nutritivo per ettaro di SAU (figura 4) si può notare che:
- l’azoto ha subito nell’ultimo anno una leggera flessione, dopo la crescita del biennio precedente, rimanendo comunque su valori superiori alla media del periodo;
- è proseguita la lieve ripresa del fosforo, che passa dai 26 kg/ha del 2015 ai 38 kg/ha di P2O5 del 2017;
-  è stazionario l'andamento del potassio, che rimane sul livello modesto di 17 kg/ha.