Emilia-Romagna
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Uso di fertilizzanti
Commento


I fertilizzanti commerciali sono oggetto di rilevazioni statistiche, da parte di ISTAT, limitatamente alle quantità immesse sul mercato. Non sono, invece, disponibili indagini sugli impieghi nelle aziende agricole che siano rappresentative della grande variabilità degli utilizzi. Quindi le elaborazioni seguenti fanno riferimento ai soli dati statistici, resi disponibili a cadenza annuale ma con un discreto ritardo, normalmente superiore all’anno. Ovviamente non c’è una stretta correlazione tra impieghi in campagna e quantità commercializzate, perché non necessariamente il luogo di vendita corrisponde esattamente al territorio in cui il prodotto viene utilizzato. E’ comunque possibile, per l’ambito regionale, ricavare informazioni interessanti, soprattutto sulle variazioni degli impieghi negli anni.
Il quantitativo complessivo dei principali tipi di fertilizzanti (concimi, ammendanti, correttivi) venduto in regione, nel 2018, è risultato pari a 822 mila tonnellate, in leggero calo sull’anno precedente, ma comunque superiore di circa il 20% rispetto alla media dell’ultimo decennio. Come è possibile notare, esaminando le figure 1 e 2, che riportano l’andamento delle vendite negli anni dal 2004 al 2018 suddivise per macrocategoria, negli ultimi anni si assiste ad un incremento dei volumi delle vendite. Tale incremento è originato soprattutto dal forte aumento nell’utilizzo dei correttivi, mentre gli ammendanti e i concimi mantengono un andamento più costante, pur con oscillazioni ampie tra gli anni.
L’affermazione sul mercato dei fertilizzanti della categoria dei correttivi parte dagli anni 2008/2009, in cui sono diventati una componente significativa, pari al 20% circa di tutti i fertilizzanti, mentre nel 2006 non raggiungevano neppure la quota dell'1%. 
Ciò è avvenuto soprattutto in seguito all'introduzione del "gesso di defecazione", un correttivo calcico magnesiaco derivante dall'idrolisi alcalina dei fanghi di depurazione delle acque reflue civili. Questo prodotto è incluso tra quelli di libera commercializzazione, ai sensi del DLgs 75/2010 sui fertilizzanti, e consente una sostanziale trasformazione dei fanghi di depurazione, tale da rendere il loro utilizzo più semplice e conveniente. Il gesso di defecazione ha un titolo in azoto modesto (circa 1%), per cui il suo impiego determina un carico complessivo di questo elemento poco significativo.
Relativamente all’influenza sulla fertilità del suolo, questi correttivi hanno effetti positivi, apportando calcio, zolfo e sostanza organica, e, nei suoli alcalini o sub alcalini, riducono il pH, peraltro con azione parziale e limitata nel tempo. Va comunque considerato che i nostri suoli presentano un forte potere tampone e quindi l’uso di questi correttivi ha un effetto blando e transitorio, scarsamente significativo in termini produttivi. Qualche riserva sul loro uso potrebbe comunque nascere qualora effettuato in modo massiccio sempre sulle stesse aree.
Al terzo posto tra le categorie più vendute di fertilizzanti si collocano gli ammendanti, che dopo un picco di vendite registrato nel 2011, in seguito hanno evidenziato un trend in calo graduale, fino a un livello inferiore di circa un terzo rispetto al massimo.
Nell’ambito dei concimi, vedi figura 3, sono gli azotati quelli maggiormente impiegati; mostrano però ampie oscillazioni, con riduzioni vistose nel 2009 e nel 2013 e picchi nel 2007, 2012 e nel 2016. Nel 2018 le vendite sono risultate in leggera ripresa rispetto al 2017 e si sono collocate intorno alle 215 mila tonnellate.
Tutti gli altri concimi presentano invece un andamento sostanzialmente stabile o in leggera diminuzione, ad eccezione dei concimi organici che dal 2014 risultano in continua crescita.
L’analisi delle quantità commercializzate dei concimi fornisce già un’idea dell’intensità d’impiego di questi mezzi tecnici. Per avere un’informazione più precisa sui carichi che gravano sul territorio regionale è utile rapportare le quantità vendute di elementi nutritivi (N, P2O5 e K2O) alla Superficie Agricola Utilizzata (SAU).
In termini di unità di elemento nutritivo per ettaro di SAU (figura 4) si può notare che:
- l’azoto ha subito nell’ultimo anno una consistente flessione, dopo la crescita del biennio 2015-2016, allineandosi alla media pluriennale, di poco superiore ai 90 kg/ha; 
- si è interrotta la ripresa dei quantitativi medi utilizzati di fosforo, che si attestano leggermente al di sotto della media pluriennale di 36 kg/ha, espressi come anidride fosforica;
- un leggero incremento del potassio, che raggiunge i 22 kg/ha come ossido potassico.