Emilia-Romagna
Acque sotterranee Subsidenza
Commento

I dati del 2011 evidenziano che il 62% del territorio analizzato non presenta, nel periodo 2006-2011, variazioni di tendenza significative rispetto al periodo 2002-2006, mentre una tendenza alla riduzione degli abbassamenti si evidenzia per il 35% della superficie e appena il 3% presenta un incremento del fenomeno, soprattutto nel Modenese, Bolognese, Ravennate e Forlivese.
Permangono alcune aree nelle quali il fenomeno risulta particolarmente evidente: il bolognese è ancora il territorio maggiormente soggetto ad abbassamenti sia per vastità della superficie interessata, sia per velocità di movimento; il litorale, a fronte di una generale tendenza all’attenuazione del fenomeno, evidenzia però un’area, centrata sulla foce dei Fiumi Uniti, in cui la subsidenza risulta ancora presente con valori significativi, soprattutto se si considera la particolare fragilità del paraggio costiero.
I fenomeni subsidenziali in atto sono prevalentemente di origine antropica, legati, in particolare, a eccessivi emungimenti di acque sotterranee e, in misura minore e arealmente più limitata, all’estrazione di idrocarburi da formazioni geologiche profonde. Al depauperamento delle falde contribuiscono anche i cambiamenti climatici, con periodi siccitosi sempre più frequenti e prolungati, associati all’impermeabilizzazione del suolo nelle aree di ricarica dell’acquifero.

Province e litorale:
Nelle province di Piacenza e Parma si conferma, nel periodo 2006-2011, la situazione di sostanziale stabilità già evidenziata nel periodo precedente; nella provincia di Reggio Emilia si evidenziano movimenti significativi soprattutto in corrispondenza di San Prospero e di Correggio, con massimi di circa 20 mm/anno.
In provincia di Modena si notano nella media pianura abbassamenti compresi tra 5 e 10 mm/anno e alcuni picchi localizzati in prossimità di Carpi e di Soliera, con massimi intorno a 30 mm/anno, e a Bomporto e Ravarino, con massimi rispettivamente di oltre 20 mm/anno e di oltre 10 mm/anno.
Il Bolognese si conferma come il territorio più subsidente, nonostante continui la tendenza, già in atto da alcuni decenni, verso una progressiva riduzione degli abbassamenti. Persiste, infatti, un’ampia area a ridosso della città di Bologna, con una superficie di oltre 500 km2, con un abbassamento medio di circa 15 mm/anno e punte massime di oltre 30 mm/anno in corrispondenza di Sala Bolognese, Lavino di Sotto e dell’area tra Lavino di Mezzo e Anzola dell’Emilia; di oltre 35 mm/anno in corrispondenza della cassa di espansione a ridosso del F. Reno, nei pressi di Malacappa; di oltre 30 mm/anno a Castello d’Argile e di oltre 20 mm/anno a Castelmaggiore. Altri picchi, seppure arealmente molto più limitati, sono presenti a Budrio, con oltre 25 mm/anno, e in corrispondenza della zona industriale Ca’ Bianca (Castel San Pietro), con oltre 30 mm/anno. Il centro storico di Bologna, in particolare, risulta invece esente da abbassamenti significativi (alcuni mm/anno).
Nella provincia di Ferrara non si evidenziano abbassamenti significativi.
Nella provincia di Ravenna si evidenziano, in particolare, gli abbassamenti in corrispondenza della Foce dei Fiumi Uniti ed entroterra, con massimi di oltre 20 mm/anno, e in ampie zone del Faentino, con massimi di circa 25 mm/anno; altri coni di depressione arealmente più limitati sono presenti in corrispondenza della zona industriale Bacino Trattaroli, a ovest di Marina di Ravenna e a nord di Conselice, con massimi di oltre 15 mm/anno. La città di Ravenna si conferma sostanzialmente stabile, con abbassamenti massimi intorno a 2-3 mm/anno.
La provincia di Forlì-Cesena presenta abbassamenti medi di circa 5 mm/anno, con massimi di circa 20 mm/anno in prossimità di San Mauro Pascoli e di oltre 10 mm/anno a nord di Cesena. La città di Forlì presenta abbassamenti di circa 5 mm/anno.
In provincia di Rimini si registrano abbassamenti medi di circa 4 mm/anno, con massimi di circa 10 mm/anno nella città di Rimini e di circa 15 mm/anno in prossimità di Savignano sul Rubicone.
Il litorale, nel suo complesso, mostra una prevalente tendenza alla diminuzione della subsidenza. Si notano abbassamenti di pochi mm/anno su tutto il litorale ferrarese; il litorale ravennate presenta abbassamenti generalmente fino a circa 5 mm/anno, fatta eccezione per un’area di depressione che interessa il paraggio costiero da Lido Adriano fino ad oltre la Bocca del T. Bevano, con un massimo di oltre 20 mm/anno in corrispondenza della foce dei Fiumi Uniti e un’estensione massima verso l’entroterra di circa 5 km. Più a sud, tra Cesenatico e Bellaria, gli abbassamenti ritornano intorno a 5 mm/anno e si riducono ulteriormente fino a 2-3 mm/anno fino a Rimini. Il litorale riminese, a sud del molo, presenta valori leggermente superiori - fino a circa 8-9 mm/anno per un tratto di 1 km - che si riducono però rapidamente ad alcuni mm/anno lungo tutto il litorale fino a Cattolica. Il litorale nella sua interezza presenta un abbassamento medio, relativamente a una fascia di 5 km verso l’entroterra, di circa 4 mm/anno, sostanzialmente dimezzato rispetto al periodo precedente.

NOME DELL'INDICATORE

Subsidenza

DPSIR

I

UNITÀ DI MISURA

Millimetri/anno, Percentuale

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

1992-2000, 2002-2006, 2006-2011

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Provincia

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

L 845/1980

AREE TEMATICHE INTERESSATE

Descrizione

La subsidenza è un fenomeno di abbassamento della superficie terrestre che può essere determinato da cause sia naturali (evoluzione della crosta terrestre, costipamento dei sedimenti) sia antropiche.
La pianura emiliano-romagnola è caratterizzata da un fenomeno di subsidenza naturale, al quale si sovrappone, in diverse aree, un abbassamento del suolo di origine antropica, legato principalmente a eccessivi emungimenti di acque sotterranee e, in misura minore e arealmente più limitata, all'estrazione di gas da formazioni geologiche profonde. L'entità degli abbassamenti dovuti a cause naturali è dell'ordine di alcuni millimetri/anno, mentre la subsidenza antropica può presentare velocità di abbassamento del suolo molto più elevate, variando considerevolmente a seconda delle zone.

Scopo

Evidenziare i movimenti verticali del suolo.