Emilia-Romagna
Acque sotterranee Stato chimico delle acque sotterranee
Commento

Il monitoraggio chimico dei 135 corpi idrici sotterranei dell’Emilia-Romagna, effettuato nel triennio 2014-2016, evidenzia che 103 corpi idrici sono in stato chimico buono, pari al 76,3% del totale (Tabella 1; Figura 1), e comprendono i corpi idrici montani, i profondi di pianura alluvionale, gran parte dei depositi di fondovalle e alcuni di conoide alluvionale. I restanti 32 corpi idrici, pari al 23,7% del totale, sono in stato chimico scarso, in cui vi sono 29 corpi idrici di conoide alluvionale appenninica, 1 dei depositi di fondovalle e 2 freatici di pianura. Rispetto al quadriennio 2010-2013 si osserva una riduzione dello stato scarso, dal 31,7% al 23,7%, determinata prevalentemente dalla definizione dei valori di fondo naturale di cromo esavalente nei corpi idrici montani di Parma e Piacenza.
La valutazione dello stato chimico in termini di superficie dei corpi idrici non presenta scostamenti rilevanti rispetto la valutazione per numero di corpi idrici. La superficie totale dei 135 corpi idrici è pari a 35.890 km2, ottenuta facendo la somma della superficie dei corpi idrici che in pianura sono sovrapposti alle diverse profondità (Tabella 2; Figura 2). La classe buono è rappresentata dal 66,8% della superficie totale e la classe scarso dal restante 33,2%. Quest’ultima è rappresenta in gran parte dai 2 corpi idrici freatici di pianura, che sono caratterizzati dall’assenza di confinamento idrogeologico e pertanto risultano molto vulnerabili alle numerose pressioni antropiche presenti in pianura, dove i principali impatti sono determinati dalla presenza di composti di azoto, solfati, boro e altri parametri riconducibili a salinizzazione delle acque, la cui concentrazione media annua non permette di raggiungere lo stato di buono (Figura 3).
Le criticità riscontrate in alcune conoidi alluvionali appenniniche, in particolare le porzioni confinate superiori e in alcuni casi le porzioni confinate inferiori, sono imputabili prevalentemente alla presenza di composti di azoto, in particolare i nitrati, composti organoalogenati, boro, solfati e altri parametri indicatori di salinizzazione. I nitrati derivano prevalentemente da attività agricole e zootecniche, mentre i composti organoalogenati da attività antropiche, attuali o pregresse, di tipo civile e industriale, svolte nell’ambito della fascia collinare e di alta-pianura corrispondente alla zona con maggiore urbanizzazione. Il recente DM del 6 luglio 2016 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare modifica in aumento i valori soglia per alcuni organoalogenati e ciò comporterà nelle valutazioni ambientali, a partire dall’anno 2017, una riduzione degli impatti in diversi corpi idrici sotterranei di conoide alluvionale fino ad oggi evidenziati come significativi (Figura 4).
I corpi idrici più profondi (confinati inferiori di pianura), a parte alcune porzioni profonde e confinate di conoide, risultano in stato chimico buono, seppure la qualità non risulti idonea per usi pregiati per via della presenza naturale di ione ammonio, arsenico, boro e cloruri che sono naturalmente presenti negli acquiferi e per i quali sono stati determinati i rispettivi valori di fondo naturale (Figura 5).

 

NOME DELL'INDICATORE

Stato chimico delle acque sotterranee (SCAS)

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

Adimensionale

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2010÷2013, 2014÷2016

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Triennale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DLgs 30/09

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Valore medio annuo della concentrazione dei parametri chimici in ciascuna stazione di monitoraggio, confronto con i relativi standard di qualità e valori soglia definiti a livello nazionale dal DLgs 30/09 (Tabelle 2 e 3 dell’Allegato 3), tenendo conto anche dei valori di fondo naturale, e attribuzione della classe di qualità per ciascun punto di prelievo. Nel triennio 2014-2016 la classe di SCAS di ciascuna stazione è stata attribuita assegnando la classe di stato prevalente tra quelle disponibili nei tre anni di monitoraggio. Attribuzione di classe di qualità a ciascun corpo idrico sulla base dello stato di qualità definito in ciascuna stazione appartenente al corpo idrico.

Altri metadati
Descrizione

Lo SCAS (Stato Chimico delle Acque Sotterranee) è un indice che riassume in modo sintetico lo stato qualitativo delle acque sotterranee (di un corpo idrico sotterraneo o di un singolo punto d’acqua) basandosi sul confronto delle concentrazioni medie annue dei parametri chimici analizzati con i relativi standard di qualità e valori soglia definiti a livello nazionale dal D. Lgs. 30/09 (Tabelle 2 e 3 dell’Allegato 3), tenendo conto anche dei valori di fondo naturale. Lo stato chimico viene descritto in 2 classi di qualità, "Buono" e "Scarso", secondo il giudizio di qualità definito dal D. Lgs. 30/09. Il superamento dei valori di riferimento (standard e soglia), può determinare la classificazione del corpo idrico in stato chimico Scarso. Qualora ciò interessi solo una parte del volume del corpo idrico sotterraneo, inferiore o uguale al 20%, il corpo idrico può ancora essere classificato come in stato chimico Buono.

I valori soglia, fissati a livello nazionale su base ecotossicologica, possono essere rivisti a scala di corpo idrico quando il fondo naturale delle acque sotterranee assuma concentrazioni superiori ai valori soglia, tali per cui questi ultimi vengono innalzati pari ai valori di fondo naturale. La determinazione dei valori di fondo naturale per diverse sostanze assume pertanto grande importanza al fine di non classificare le acque di qualità scadente per cause naturali in stato Scarso, oppure di identificare improbabili punti di inversione dei trend con conseguente attivazione di misure di ripristino impossibili da realizzarsi nella pratica.

Nel triennio 2014-2016 la classe di SCAS di ciascuna stazione di monitoraggio è stata attribuita assegnando la classe di stato prevalente tra quelle disponibili nel periodo. La valutazione della classe di qualità a ciascun corpo idrico nel triennio è stata fatta sulla base dello stato di qualità definito in ciascuna stazione appartenente al corpo idrico.

Classe di qualità

Giudizio di qualità

Buono

La composizione chimica del corpo idrico sotterraneo è tale che le concentrazioni di inquinanti non presentano effetti di intrusione salina, non superano gli standard di qualità ambientale e i valori soglia stabiliti e, infine, non sono tali da impedire il conseguimento degli obiettivi ambientali stabiliti per le acque superficiali connesse, nè da comportare un deterioramento significativo della qualità ecologica o chimica di tali corpi, nè da recare danni significativi agli ecosistemi terrestri direttamente dipendenti dal corpo idrico sotterraneo.
COLORE VERDE

 

Scarso

Quando non sono verificate le condizioni di buono stato chimico del corpo idrico sotterraneo
COLORE ROSSO

 

Note: Scala cromatica Direttiva 2000/60/CE

Scopo

Scopo dell’indicatore è quello di evidenziare in modo sintetico le zone sulle quali insiste una criticità ambientale dal punto di vista qualitativo della risorsa idrica sotterranea. La classificazione è effettuata non solo analizzando singolarmente la distribuzione sul territorio degli inquinanti che derivano dalle attività antropiche, ma anche correlando questa con la distribuzione di parametri chimici di origine naturale che, per le concentrazioni anche elevate dovute principalmente alle caratteristiche intrinseche dell’acquifero, possono compromettere l’utilizzo delle acque stesse. L’indice individua gli impatti antropici sui corpi idrici sotterranei che necessitano di una riduzione delle pressioni e/o di azioni finalizzate a prevenirne il peggioramento.