Emilia-Romagna
Acque di transizione Presenze microalgali di Diatomee, Dinoflagellate e altre
Commento

L’analisi della composizione quali-quantitativa del fitoplancton è svolta con frequenza trimestrale in tutte le stazioni della rete di monitoraggio delle acque di transizione a eccezione della Piallassa Piomboni, che dal 2010 non viene monitorata a causa di lavori di riqualificazione ambientale ancora in corso. Il numero e l'ubicazione delle stazioni di indagine permettono di effettuare una valutazione sufficiente dell’ampiezza e dell’impatto generato (blooms algali). La determinazione quali-quantitativa del fitoplancton consiste, per ogni punto di indagine, nelle seguenti valutazioni:
- numero cellule/litro e specie (abbondanza e composizione);
- biomassa totale del fitoplancton (mg/m3 di clorofilla “a”).
A oggi non sono stati ancora stabiliti i criteri di classificazione dell’Elemento di Qualità Biologica (EQB) “Fitoplancton”. Ai fini della classificazione dello stato ecologico, la valutazione per questo EQB viene effettuata considerando sia i dati generati dall'analisi quali-quantitativa del fitoplancton, sia i dati di concentrazione della clorofilla "a". Viene formulato in questo modo un giudizio "esperto" utilizzato ai fini della classificazione dello stato ecologico.
In figura 1 si riporta una rappresentazione grafica delle abbondanze totali e in figura 2 il numero di taxa per ogni campagna di monitoraggio.
Da queste elaborazioni, si nota come le Valli di Comacchio si confermino ancora il corpo idrico con la maggior presenza di biomassa (Figura1) e con comunità caratterizzate da un'accentuata monospecificità (in particolare Nannochloropsis sp.) con pochi taxa di contorno (figura 2).
Nel 2017 sono stati identificati 181 taxa appartenenti a classi o gruppi includenti: 74 Bacillariophyceae, 1 Chlorodendrophyceae, 18 Clorophyceae, 6 Cryptophyceae, 8 Cyanophyceae, 1 Dictyochophyceae, 60 Dinophyceae, 2 Ebriophyceae, 5 Euglenophyceae, 1 Eustigmatophyceae, 1 Fragilariophyceae, 1 Pyramimonadophyceae, 2 Trebouxiophyceae, 1 taxa raggruppato sotto la dicitura “Altro Fitoplancton indet”. La classe delle Bacillariophyceae è quella qualitativamente più rappresentata in tutte le stazioni nei corpi idrici aperti.
I corpi idrici aperti sono caratterizzati da una ricchezza specifica maggiore rispetto a quelli chiusi soprattutto per la classe delle Bacillariophyceae. Tale condizione è sicuramente influenzata anche dalla ingressione di specie marine che, in lagune aperte, è favorita dagli scambi tra l’acqua lagunare e quella marina. Considerando il numero di taxa rilevati nell’intero anno, VCOM4 (Valli di Comacchio) è la stazione che presenta il minor numero (11), mentre la stazione SGOR4bis (Sacca di Goro) presenta il numero maggiore (65).
Per valutare la biodiversità dell’elemento fitoplancton si è scelto di utilizzare l’indice di Margalef e l’indice di Shannon. Il primo prende in considerazione il numero di taxa rispetto all’abbondanza totale della comunità, il secondo invece considera anche le abbondanze dei singoli taxa.
Secondo l’indice di Margalef (Figura 3) i valori più elevati si registrano in PBAI5 (inverno), SGOR4bis (primavera), PBAI3 (estate) e PBAI1 (autunno).
Se si considera invece l'indice di Shannon (Figura 4) i valori massmi in inverno e primavera si registrano rispettivamente in PBAI3 e PBAI1 mentre i valori massimi in estate e autunno si registrano in stazioni appartenenti a lagune chiuse rispettivamente VCAN1 e VNUO1bis.
In tabella 1 sono riportati i totali di taxa per campagna in ogni singola stazione.

NOME DELL'INDICATORE

Presenze microalgali di Diatomee, Dinoflagellate e altre

DPSIR

I

UNITÀ DI MISURA

N. cellule/litro, n. taxa

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2017

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Corpo idrico

AGGIORNAMENTO DATI

Trimestrale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DM 56/09, DM 260/10

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Abbondanze totali, n° di taxa e applicazione indici di diversità

Altri metadati
Descrizione

La determinazione quali-quantitativa del fitoplancton consiste, per ogni punto di indagine e data di campionamento, nelle seguenti valutazioni:
- numero cellule/litro e taxa (abbondanza e composizione);
- biomassa totale del fitoplancton (mg/m3 di clorofilla “a”).

Il fitoplancton è un elemento chiave da un punto di vista ecologico degli ambienti di transizione attraverso cui i flussi di energia sono incanalati. Il nano/microfitoplancton è costituito da un gruppo di organismi autotrofi con dimensioni comprese tra 2 e 200 µm di diametro. Essi vivono lungo la colonna d’acqua (planctonici) o adesi al substrato (bentonici), includendo sia forme solitarie che coloniali. Negli ambienti acquatici di transizione, il fitoplancton gioca un ruolo fondamentale nella formazione di nuova frazione organica e nel riciclo del carbonio, dei nutrienti e dell’ossigeno.

Scopo

Il fitoplancton è un eccellente indicatore dei cambiamenti dello stato trofico delle acque, segnalando arricchimenti di nutrienti che portano a un incremento di biomassa, di produzione primaria, di bloom algali, come anche di cambiamenti nella composizione in specie. Inoltre, il fitoplancton risponde alle variazioni dei parametri chimico-fisici e idrodinamici.