Emilia-Romagna
Acque marino costiere Ossigeno sul fondo, aree di anossia
Commento

Una delle conseguenze dei processi di eutrofizzazione è la formazione di condizioni di carenza di ossigeno (ipossia) e/o di assenza di ossigeno (anossia) nelle acque di fondo, che si verificano generalmente nella stagione estivo-autunnale. Gli areali interessati sono molto vasti e variabili, estendendosi da qualche decina a centinaia di km2.
Generalmente la fascia costiera compresa tra Goro e Cesenatico risulta maggiormente interessata da condizioni di carenza di ossigeno, che riguardano principalmente lo strato di acque prossime al fondale (1-3 m). La figura 1 evidenzia come questa problematica colpisca prevalentemente la parte settentrionale della costa. Tale area è la più sensibile per diversi motivi: è direttamente e maggiormente investita dagli apporti padani, ha condizioni idrodinamiche particolari, con vortici che aumentano i tempi di stazionamento delle acque, e presenta condizioni eutrofiche persistenti per periodi lunghi dell’anno. Lo stato di anossia sul fondo, una volta innescatosi, si mantiene e si estende nel tempo in funzione delle correnti e si risolve in occasione di mareggiate importati in grado di rimescolare l’intera colonna d’acqua.
Le condizioni anossiche si manifestano prevalentemente nel periodo estivo-autunnale, quando l’incremento della temperatura, la presenza di abbondante biomassa microalgale, la stasi idrodinamica e la stratificazione termica e/o salina agiscono come fattori sinergici nello sviluppo dello stato anossico. Deve essere, quindi, sempre considerata e valutata la molteplicità di fattori che concorrono al verificarsi di ipossie/anossie.
Nel 2017 il periodo più critico è stato a cavallo fra agosto e ottobre (figura 2). La massima estensione delle condizioni anossiche delle acque di fondo si è avuta nella seconda metà di ottobre nelle zone di  Lido di Volano e Porto Garibaldi. Condizioni di ipossia si erano presentate anche nei primi giorni di ottobre, interessando una zona più estesa del tratto settentrionale della costa emiliano-romagnolo, fino a Lido Adriano.

 

 

 

 

NOME DELL'INDICATORE

Ossigeno sul fondo, aree di anossia

DPSIR

I

UNITÀ DI MISURA

Milligrammi/litro

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2004-2017

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Quindicinale/annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DM 56/09, DM 260/10, LR 39/78

AREE TEMATICHE INTERESSATE

Acque superficiali

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Mappe di distribuzione dell’ossigeno nelle acque di fondo

Altri metadati
Descrizione

Le condizioni ipossiche*/anossiche** degli strati di fondo sono gli effetti conseguenti allo sviluppo di fenomeni eutrofici. Si formano prevalentemente nel periodo estivo-autunnale in presenza di: fenomeni eutrofici, condizioni idrodinamiche stabili, temperature elevate delle acque.
L'indicatore definisce il livello di saturazione dell’ossigeno nelle acque in relazione alla solubilità (in funzione della temperatura e salinità), ai processi di degradazione, respirazione e fotosintesi nelle acque. I meccanismi biochimici che consentono un’aumentata tolleranza all’anossia sono importanti fattori che possono influenzare la composizione del benthos, in relazione all’intensità, alla durata e ricorrenza dei fenomeni.
Aree interessate da durature situazioni di anossia o da costanti condizioni di ipossia severa possono vedere completamente modificata la bionomia bentonica, con diminuzione di biomassa e biodiversità.
La moria di organismi adulti produce di per sé un danno ambientale, ma un danno maggiore è dato dalla perdita di organismi in fase larvale (uova, stadi giovanili), la cui carenza indebolisce la consistenza delle generazioni future. La ciclicità e l’estensione dei fenomeni anossici lungo la costa emiliano-romagnola, colpendo indiscriminatamente sia gli organismi adulti sia le forme giovanili, rischiano di essere tali da comportare un serio e irreversibile impoverimento degli stock di alcune specie.

Note: *ipossia = concentrazione di ossigeno disciolto tra 1 e 3 mg/l;
         **anossia = concentrazione di ossigeno disciolto inferiore a 1 mg/l
         

Scopo

Rilevare i fattori predominanti che modificano il valore di saturazione dell’ossigeno nelle acque (condizioni eutrofiche, stasi idrodinamica, parametri chimico-fisici). Verificare le condizioni dei popolamenti bentonici.