Emilia-Romagna
Misure agroambientali
Commento

Nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, con l’attivazione di nuovi bandi, emanati alla fine del 2017, è stato avviato, dal 2018, un nuovo ciclo di impegni agroambientali che interessano tutti i tipi di operazioni, ad esclusione della 10.1.01 "Produzione integrata". Per la prima volta è stata attivata l’operazione “Gestione degli effluenti”, che ha ottenuto adesioni superiori alle aspettative, per circa 6.000 ettari. La superficie complessivamente sotto impegno al 2018, considerando tutti i bandi attivati in questa programmazione e i trascinamenti delle precedenti, ancora in corso, raggiunge 250.000 ettari (circa il 24% della SAU regionale); oltre a questa superficie si possono considerare anche gli impegni relativi all’OCM ortofrutta, pari a 24.708 ettari, per un totale di 275.652 ettari. Per il dettaglio delle superfici vedi tabella 1.
Le operazioni specifiche finalizzate all’incremento della sostanza organica hanno avuto nuove adesioni dal 2018: nel caso del tipo di operazione 10.1.03 “Sostanza organica” le domande presentate sono state superiori alle aspettative, tanto che per accoglierne il maggior numero possibile e soddisfare la richiesta contributiva è stata incrementata la disponibilità finanziaria con la riallocazione delle risorse inutilizzate di un altro tipo di operazione. Le domande ammesse, 172 per un importo poliennale di 3,6 milioni euro, interessano una superficie di 5.900 ettari. Complessivamente, dall’inizio della programmazione (due bandi) la superficie sotto impegno è pari a 11.400 ettari, con una spesa prevista nel periodo di 8,5 milioni di euro. L’incidenza della superficie rispetto al target programmato è quasi raddoppiata.
I tipi di operazione che influenzano direttamente o indirettamente la prevenzione dell’erosione e una migliore gestione del suolo interessano 234.000 ettari, corrispondente al 22% della SAU regionale. Il valore obiettivo di 208.717 ettari, programmato per il 2020 per questa finalità, è stato già superato.

 

NOME DELL'INDICATORE

Misure agroambientali

DPSIR

R

UNITÀ DI MISURA

Ettari

FONTE

Regione Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2015-2018

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

Regolamento (UE) 1305/2013, Delibera GR 636/2015 e succ., Decisione C(2017) 2550 final, PSR 2014-2020

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Statistica descrittiva

Altri metadati
Descrizione

L’indicatore quantifica la superficie agricola regionale in cui vengono applicate politiche di sostegno agroambientale nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020.
Il Programma, approvato dalla Commissione europea nel 2015, è ormai in uno stato di attuazione molto avanzato; al macrotema Ambiente e clima è riservato il 45% (548,5 M€) delle risorse finanziarie complessive. Nell’ambito del macrotema il 28% (342 M€) del budget finanziario totale è stato assegnato alle misure “Agroambiente” e “Agricoltura biologica”. Per il dettaglio delle superfici (vedi tabella 2).
Per rispondere al fabbisogno di “promozione della gestione sostenibile dei suoli” il PSR ha incentivato le pratiche e/o i sistemi agricoli favorevoli alla tutela del suolo focalizzandosi su due principali aspetti:

  • il contenuto di sostanza organica nel suolo: da questo dipendono molte delle principali funzioni del suolo (produttive, ambientali, climatiche ecc.). Viene espresso in carbonio organico che raggiunge livelli complessivamente medio-bassi - circa 16 g/Kg (2010)1 - nei suoli a livello regionale a fronte di un valore medio nazionale di 18 g/Kg (2012)2.
  • i processi di erosione idrica superficiale del suolo, espressi dal tasso medio di perdita annuale di suolo e di estensione delle aree agricole a rischio di erosione. Per il primo indicatore il valore medio in Emilia-Romagna, stimato nel 2006 in 5,6 t/ha/anno, aumenta nel 2012 a 6,1 t/ha/anno, per il secondo si passa, nello stesso periodo, da 339.000 ettari a 392.000 ettari (25,7% della SAU); entrambi gli indicatori mostrano quindi un peggioramento dei fenomeni di erosione, pur assumendo valori medi inferiori a quelli nazionali (rispettivamente 8,5 t/ha/anno e 32,7% della SAU).

Tali obiettivi sono perseguiti attraverso una eterogenea tipologia di interventi che associano e “integrano” tra loro investimenti “immateriali” (cioè trasferimento di conoscenze/ innovazione sostenuti dalle Misure 1, 2, 16) e specifiche pratiche/tecniche adottate da parte degli agricoltori Tra queste si segnalano:

  • nei sistemi di Produzione Integrata (Operazione 10.1.1) e di Agricoltura biologica (Misura 11), i vincoli alle lavorazioni in funzione della pendenza delle superfici e gli impegni aggiuntivi volontari relativi alle cover crops; oltre ai benefici sulle caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche del suolo, derivanti dal più “stretto” avvicendamento colturale;
  • nell’Operazione 10.1.3, gli apporti al suolo di letami o di altre frazioni “palabili” dei reflui zootecnici e di ammendanti commerciali, limitando nel frattempo l’impiego di concimi minerali o di sintesi; accresce l’efficacia di tale intervento la sua prioritaria applicazione nelle aree regionali classificate a basso carico di azoto di origine zootecnica (Det. n.1192/2014);
  • nell’Operazione 10.1.4 (agricoltura conservativa), la non lavorazione e la semina su sodo, la non asportazione dei residui colturali e gli avvicendamenti colturali, che riducono sia la mineralizzazione della sostanza organica, sia la perdita di suolo per erosione superficiale.

In continuità con il precedente periodo di programmazione e al fine di avere un confronto temporale, la valutazione deli effetti degli interventi del PSR in relazione all’obiettivo della tutela del suolo sarà ottenuta anche attraverso l’indicatore specifico “IS7 variazione degli apporti di sostanza organica stoccata nel suolo nelle aree agricole di intervento3. Sono attualmente in corso le attività di valutazione e monitoraggio specifiche (indagine campionarie e progetto “Monitoraggio delle caratteristiche chimico-fisiche e biologiche dei suoli agricoli della regione Emilia-Romagna”) che, anche in base all’estensione delle superfici agricole interessate dalle diverse operazioni, potranno dare un’indicazione circa l’impatto complessivo delle stesse. 

Note
1 Fonte: Carta del contenuto di carbonio organico SGSS-Regione Emilia-Romagna – dati 2010-2015
2  Fonte: JRC in base all’indagine LUCAS sul Land use – estratto dal sito web Commissione UE per Indicatori di contesto per la PAC: https://ec.europa.eu/agriculture/cap-indicators/context/2017_en 
3 Cioè la variazione (aumento) della sostanza organica apportata al suolo e trasformata in humus a seguito degli interventi (impegni) promossi dal PSR, al netto dei processi di mineralizzazione; quest’ultimi sono considerati per semplicità di stima costanti tra situazione “con” e “senza” interventi; ugualmente costanti sono considerati gli altri fattori che influenzano il processo di umificazione, legati alle caratteristiche del suolo. 

Scopo

Fornire la descrizione, in ambito regionale, della diffusione delle pratiche di gestione agricola dei suoli orientate alla tutela della loro qualità.