Emilia-Romagna
Aria Giorni favorevoli all’accumulo di PM10
Commento

Il 2019 è stato caratterizzato da anomalie meteo climatiche legate all’alternarsi di periodi di tempo in prevalenza stabile, con forti anomalie negative delle precipitazioni (gennaio, febbraio e ottobre), a periodi in cui si è avuto, invece, un tempo decisamente perturbato, con precipitazioni elevatissime (maggio e novembre). A gennaio e febbraio si sono verificati periodi con condizioni di alta pressione, assenza di precipitazioni e scarsa ventilazione, che hanno determinato un numero elevato di giornate con condizioni favorevoli all’accumulo degli inquinanti. Anche il mese di ottobre ha registrato condizioni che hanno comportato un numero di giornate favorevoli all’accumulo di polveri superiore a quelle che hanno caratterizzato il periodo 2003-2018. Per contro, pressoché in tutta la regione, novembre ha registrato il più basso numero di giorni favorevoli nello stesso periodo. Ciò ha portato a un numero di giorni favorevoli all’accumulo degli inquinanti leggermente superiore al 2018, senza discostarsi comunque molto da quest’ultimo.

NOME DELL'INDICATORE

Giorni favorevoli all’accumulo di particolato atmosferico (PM10)

DPSIR

P

UNITÀ DI MISURA

Percentuale

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2003-2019

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

AREE TEMATICHE INTERESSATE

Descrizione

Le interazioni della meteorologia con il trasporto, la formazione, le trasformazioni chimiche, la dispersione e la deposizione del PM10 sono molteplici e complesse. Focalizzandosi soltanto sulle dinamiche di dispersione e accumulo locale, si è scelto di identificare come “giornate favorevoli all’accumulo di PM10” quei giorni in cui l’indebolirsi della turbolenza nei bassi strati dell’atmosfera determina condizioni di stagnazione, cioè quei giorni in cui si verificano queste condizioni:
– indice di ventilazione (definito come il prodotto fra altezza media dello strato rimescolato e intensità media del vento) inferiore agli 800 m2/s;
– precipitazioni assenti.
Tali soglie sono state selezionate applicando il metodo statistico degli alberi di classificazione, calibrato con valori di PM10 misurati. Si noti che l’indicatore non tiene conto della direzione del vento e potrebbe perciò rivelarsi poco significativo sulla fascia costiera, dove la direzione del vento incide particolarmente sull’accumulo o la dispersione degli inquinanti.

Scopo

Valutare la criticità dal punto di vista meteorologico, rispetto all’accumulo locale di PM10.