Emilia-Romagna
Suolo Consistenza degli allevamenti zootecnici
Commento

La disomogeneità delle informazioni relative ai periodi considerati per la descrizione delle consistenze zootecniche deriva dalle banche dati scelte come riferimento. I dati più aggiornati, dal 2007 in poi, provengono dalla Banca dati nazionale dell'anagrafe zootecnica (BDN) per le specie bovina, bufalina, suina e ovi-caprina. La BDN fornisce informazioni con scansione mensile, disaggregate su base territoriale a livello provinciale e regionale.
Non sono stati conteggiati i capi equini perché le rilevazioni non sono risultate complete ed affidabili: per tale specie i dati sono disponibili per il periodo che va dal 2013 al 2015, mancano per il biennio 2016-2017, mentre quelli reperibili per gli anni 2018 e 2019 riportano un valore molto basso, la cui attendibilità è quindi dubbia. In base ai dati del triennio 2013-2015 si può comunque ricavare un contributo di tale settore pari a circa mille tonnellate annue.
Più rilevante è certamente il carico del settore avicolo, ma anche in questo caso i dati disponibili nella BDN non risultano utili, in quanto riferiti unicamente al numero di allevamenti e non al numero di capi. Considerata la notevole incidenza del settore, si è ovviato alla carenza di informazioni sulle consistenze zootecniche conteggiando per tutti gli anni un valore costante pari a quello rilevato nel corso del censimento agricolo del 2010. Tale dato è stato mantenuto anche per gli anni 2018 e 2019: seppure per tali annate fosse presente nella BDN il dato relativo al numero di capi allevati, tale dato si è ritenuto troppo basso e, quindi, poco attendibile e rappresentativo.
In generale, il settore zootecnico regionale mostra una leggera crisi a partire dai primi anni 2000. Nell’ultimo decennio si registra una diminuzione del 13% dei capi zootecnici allevati, evidente soprattutto dalla diminuzione dell’allevamento di bufalini (-73%) e ovicaprini (-26%).
Solo il comparto bovini è in leggera ripresa dopo la crisi del primo decennio degli anni 2000, con un incremento che si aggira intorno a meno del 2% ogni anno. In totale i capi allevati nel 2019 sono 570 mila (figura 1).
Per il comparto suino i dati BDN disponibili mostrano un calo graduale a livello regionale, stabilizzatosi, negli ultimi anni, intorno a 1,1 milioni di capi, con un aumento nel 2019 del 2% rispetto al 2018 (figura 2).
Per il comparto ovicaprino, invece, si rileva un calo significativo nel 2019 rispetto al 2018, pari a -15% dei capi allevati (figura 3).
L’allevamento avicolo presenta variazioni più repentine rispetto a quello bovino e suino, risentendo immediatamente delle condizioni dei mercati, ma l’origine dei dati non consente una corretta interpretazione del calo significativo registrato nella BDN nel 2019 rispetto agli anni precedenti. Conseguentemente, si mantiene il riferimento al dato statistico dell’ultimo censimento, pari a poco più di 26 milioni di capi.

NOME DELL'INDICATORE

Consistenza degli allevamenti zootecnici

DPSIR

D

UNITÀ DI MISURA

N. capi

FONTE

Bdn, Istat, Regione Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2002-2019

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DM MiPAF 19/04/99 “Approvazione del Codice di Buona Pratica Agricola”, DLgs 152/06

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Statistica descrittiva

Altri metadati
Descrizione

L’indicatore fornisce, per le principali tipologie di allevamento presenti sul territorio regionale, il numero dei capi allevati. Poiché le deiezioni di origine animale hanno come destinazione il suolo, il numero di capi allevati rappresenta un importante indicatore per stimare il carico di azoto di origine zootecnica nelle diverse aree della regione.

Scopo

Descrivere l’andamento della consistenza numerica delle produzioni zootecniche per tipologie animali.