Emilia-Romagna
Acque superficiali Azoto nitrico nei corsi d'acqua
Commento

Dal punto di vista della distribuzione territoriale (figure 2 e 5), per effetto dei crescenti apporti inquinanti di origine prevalentemente diffusa, la presenza di azoto nitrico nelle acque tende ad aumentare spostandosi dalle zone montane e pedemontane, dove si osservano concentrazioni buone od ottimali, verso la pianura, dove si riscontra generalmente un peggioramento della qualità seppure con differenze anche significative tra i diversi bacini idrografici. In particolare (figura 1), nel 2019, in pianura è rispettato il valore soglia di “buono” nella chiusura di valle dei bacini: Trebbia, Nure, Taro, Secchia, Lamone, Candiano, Savio e Conca, mentre si registrano ancora situazioni di decisa criticità in Chiavenna, Destra Reno, Rubicone, Uso e Melo (con valori medi annui superiori a 5 mg/l – stato “cattivo” limitatamente alla concentrazione di azoto nitrico).
Rispetto al singolo macrodescrittore, azoto nitrico, la classificazione delle acque in chiusura di bacino idrografico (figura 3) mostra che il 9% dei bacini ricade nel Livello 1, il 15% nel Livello 2, il 31% nel Livello 3, il 30% nel Livello 4 e il 15% nel Livello 5, da cui deriva che, rispetto alla concentrazione di azoto nitrico, il 24% dei bacini idrografici regionali raggiunge l’obiettivo di qualità “buono”. 
Nel complesso delle 175 stazioni della rete regionale monitorate nel 2019 (figura 5), si rileva una distribuzione percentuale in classi di qualità rispetto alla concentrazione di azoto nitrico così ripartita: 28% classe 1 (elevato),  20% classe 2 (buono), 26% classe 3 (sufficiente), 17% classe 4 (scarso) e 9% classe 5 (cattivo). Il valore soglia definito per l’obiettivo di qualità di “buono” è rispettato nel 48% delle stazioni regionali, contro il 51 raggiunto nel 2018, il 53% raggiunto nel 2017, il 52% raggiunto nel 2016, il 46% del 2015 e il 39% del 2014, indicando una stabilizzazione rispetto al trend positivo degli anni precedenti, sebbene tale dato vada correlato anche alla piovosità annuale, che può influenzare l’intensità dei fenomeni di dilavamento e trasporto in acqua superficiale.

NOME DELL'INDICATORE

Concentrazione dei nutrienti nei corsi d’acqua, azoto nitrico

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

Milligrammi/litro

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2014-2019

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 152/06, DM 260/10

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Medie annuali della concentrazione di nutrienti e ripartizione in classi di qualità

 

Altri metadati
Descrizione

Si tratta di un indicatore dello stato di trofia dei corsi d’acqua espresso attraverso la concentrazione media annuale dell’azoto nitrico, valutata attraverso lo schema classificatorio dell’indice LIMeco.
La rete di riferimento è composta dalle stazioni situate in chiusura dei bacini idrografici regionali e dei principali bacini pedemontani, nell’ambito della rete regionale di monitoraggio ambientale istituita ai sensi della Direttiva 2000/60.

Scopo

La concentrazione media di azoto nitrico è confrontata con i valori soglia LIMeco (tabella 4.1.2/a del DM 260/2010), indice utilizzato per la classificazione chimica di base dei corsi d’acqua ai sensi del DLgs 152/06.
Attraverso questo riferimento normativo si può ottenere una valutazione parziale, rispetto unicamente al contenuto in N-NO3, esprimendola in 5 livelli che variano dall’ “elevato” al “cattivo”.
L’obiettivo fissato dai Piani di gestione è rappresentato dal raggiungimento dello Stato ecologico “buono”, che corrisponde alla soglia di 1,2 mg/l.

Valori soglia Indice LIMeco - Azoto nitrico

Parametro

Livello 1 (azzurro)

Livello 2 (verde)

Livello 3 (giallo)

Livello 4 (arancione)

Livello 5 (rosso)

N (mg/l)

< 0,6

≤ 1,2

≤ 2,4

≤ 4,8

> 4,8