Emilia-Romagna
Commento

Secondo l’indicatore ASPE, applicato ai dati 2006-2012, risulta che, al 2012, il 13% (15 km) delle spiagge è in accumulo, quindi in ottimo stato, il 22% (25 km) è in condizioni di stabilità senza necessità di alcun aiuto, mentre il 65% (77 km) del litorale presenta delle criticità (figura 3).
Tra i tratti critici, 33 km (28%) di spiaggia sono in "equilibro precario", cioè si presentano stabili, ma sono oggetto di interventi di difesa di vario tipo (ripascimenti, nuove opere o manutenzione di quelle esistenti);  44 km (37%) sono, invece, in erosione e manifestano perdite di sabbia.
E’ necessario, inoltre, specificare che tra le spiagge in erosione sono compresi tratti con vari gradi di criticità. Tra di essi sono compresi, ad esempio, la spiaggia di Rimini centro, che nel 2012 per la prima volta evidenzia perdite di sabbia limitate alla spiaggia sommersa senza evidenze sulla linea di riva e sulla spiaggia emersa, e il litorale di Bellocchio (al nord della foce del Reno), che da decenni arretra di 9-10 m l’anno.
Dal confronto tra l’analisi ASPE 2006-2012 e quella riferita al periodo precedente 2000-2006 (RER, 2011, Arpa, 2011 ed Aguzzi et al., 2012) la situazione al 2012 (Arpa, 2013) appare peggiorata. Le spiagge che nel 2006,  rispetto al 2000, presentavano criticità (in erosione o in equilibrio precario) avevano un estensione di 54 km, mentre nel 2012, rispetto al 2006, esse raggiungono una lunghezza di ben 77 km (figura 1).
Dal punto di vista delle Macrocelle, la situazione del litorale è piuttosto articolata (figura 2).
I paraggi compresi tra Cattolica e Cesenatico (Macrocelle 1 e 2) e quello tra Porto Corsini e Porto Garibaldi (Macrocella 5) sono i tratti di litorale regionale con il maggior numero di spiagge in erosione o in equilibrio precario. Si passa dai 16 km di spiagge in condizioni di criticità della Macrocella 2, ai 13 km della Macrocella 5. Tra questi tratti prevalgono quelli in erosione rispetto a quelli stabili, ma oggetto di interventi.
In ciascuna delle tre macrocelle, corrispondenti ai tratti compresi tra Cesenatico e Porto Corsini (Macrocelle 3 e 4) e tra Porto Garibaldi e la Foce del Po di Volano (Macrocella 6), sono in condizioni critiche circa 10,5 km di spiaggia. La maggior parte di queste spiagge però non presenta perdite, ma si limita ad avere un equilibrio precario dovuto agli interventi.
Spiagge in accumulo sono state rilevate solo nelle 4 macrocelle comprese tra la Foce del Savio e quella del Po di Goro (Macrocelle 4, 5, 6 e 7). Mentre tratti di litorale stabili sono stati identificati lungo tutta la costa, in particolar modo nella Macrocella 4, compresa tra Foce Savio e Porto Corsini.

NOME DELL'INDICATORE

ASPE

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

Metri, chilometri e percentuale

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2006-2012

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Ogni 5-6 anni

RIFERIMENTI NORMATIVI

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Calcolo dei volumi di sabbia accumulata ed erosa (m3/m) ottenuto dal confronto di rilievi topo-batimetrici, tenendo conto degli interventi di ripascimento, dei prelievi (m3/m), delle perdite dovute alla subsidenza (m3/m), della presenza di opere di difesa e dello stato di manutenzione delle stesse.

Altri metadati
Descrizione

La classificazione ASPE descrive in maniera sintetica lo stato del litorale emiliano-romagnolo, così come si presenterebbe se, in un determinato periodo, non venissero effettuati gli interventi di ripascimento, tenendo conto, ove presenti, anche delle condizioni delle opere rigide.
L'indicatore ASPE porta a sintesi e integra i dati che Arpae, per conto della Regione Emilia-Romagna, rileva e analizza, con cadenza quinqunnale, attraverso le reti regionali (istituite nel 1984) di monitoraggio dello stato del litorale: la rete topo-batimetrica, quella della linea di riva e quella della subsidenza.
L'ASPE è un sistema di analisi dello stato di criticità della costa alternativo alla classica ricostruzione della tendenza evolutiva della linea di riva, da sempre parametro di riferimento per lo studio della costa, ma che da solo non rappresenta la reale dinamica della spiaggia, perché è fortemente dipendente dai continui interventi dell’uomo che ne falsano il profilo.
A tale scopo l’ASPE si basa sull’analisi intergrata di molteplici informazioni e descrive lo stato del litorale in termini di tendenza delle spiagge all’erosione, all’accumulo o all’equilibrio con riferimento a un determinato periodo, corrispondente al tempo intercorso tra due campagne di rilievo delle tre reti di monitoraggio (vedi allegato schema dell'indicatore ASPE).
Gli aspetti che vengono considerati da questa analisi integrata sono i seguenti:

1. variazioni del volume di sabbia a carico di spiaggia emersa e sommersa:
- perdite/accumuli risultanti dal confronto tra i rilievi topo-batimetrici;
- perdite legate alla subsidenza;
- accumuli dovuti ai ripascimenti;
- perdite causate dai prelievi di sabbia destinata al ripascimento di spiagge in erosione;

2. variazioni della linea di riva:
- avanzamenti/arretramenti legati a dinamiche marine o a interventi antropici;

3. situazione degli interventi di difesa:
- presenza o meno di opere rigide di protezione;
- costruzione di nuove opere nel periodo in esame;
- manutenzione delle opere nel periodo in esame;
- realizzazione di ripascimenti nel periodo in esame.

L’analisi integrata di tutti questi elementi è fondamentale, perché considerare singolarmente o escludere dall’analisi anche una sola di queste informazioni può essere fuorviante.
Ad esempio, una perdita di volume può essere legata a fenomeni erosivi, ma anche al prelievo artificiale di sabbia oppure ad abbassamenti del suolo dovuti alla subsidenza.
Analogamente, un accumulo può essere causato da processi naturali, ma può rappresentare anche l’effetto di un ripascimento. La presenza di opere di difesa rigida modifica profondamente le caratteristiche dinamiche e morfologiche della spiaggia; inoltre le condizioni in cui esse versano e il loro stato di manutenzione sono informazioni necessarie per una corretta analisi del sistema costiero soggetto a intensa gestione.
Infine, variazioni di volume possono interessare anche solo la porzione di spiaggia sommersa e non avere nessuna manifestazione sulla spiaggia emersa, dove la linea di riva può apparire stabile.
I dati riportati nel presente lavoro si riferiscono allo stesso periodo 2006-2012, anni in cui sono state effettuate le ultime due campagne di monitoraggio della rete topo-batimetrica regionale.
L’analisi del litorale è stata effettuata per tratti litoranei elementari di riferimento: le “Celle gestionali”, mentre per una visione complessiva del dato è stata adottata la suddivisione per Macrocella (vedi mappa allegata).
La classificazione ASPE prevede la distinzione di quattro tipi di tratti costieri riportati di seguito.

Tabella: Le quattro classi previste dall’indicatore ASPE

Classe

Definizione

Accumulo

Tratto di litorale che evidenzia accumuli di sabbia significativi* nel periodo in esame

Stabile

Tratto di litorale che non evidenzia perdite o accumuli di sabbia significativi* e che non è stato oggetto di interventi di difesa dall’erosione (ripascimenti o opere) nel periodo in esame

Equilibrio precario

Tratto di litorale che non evidenzia perdite o accumuli di sabbia significativi* e che è stato oggetto di interventi di difesa dall’erosione (ripascimenti o opere) nel periodo in esame

Erosione

Tratto di litorale che evidenzia perdite di sabbia significative* nel periodo in esame

Nota: Sono considerati significativi accumuli o perdite maggiori di 30 m3/m

 

 

 

Scopo

L’indicatore ha lo scopo di evidenziare le criticità delle spiagge e descrive le condizioni tenendo conto degli eventuali interventi effettuati (ripascimenti o prelievi), delle condizioni delle opere rigide ove presenti e dell’abbassamento del suolo legato alla subsidenza.