Emilia-Romagna
Radioattività Dose efficace media individuale e collettiva in un anno
Commento

 La figura 1 evidenzia l’andamento, negli anni 1986-2016, delle stime di dose efficace per ingestione di alimenti che hanno presentato valori di contaminazione da radionuclidi artificiali superiori ai limiti di rilevabilità (nel 2016: latte, carne e alcuni prodotti ortofrutticoli), nell’ambito dell’attività della rete regionale di monitoraggio della radioattività ambientale. Si nota il raggiungimento di una situazione di stazionarietà a 6-7 anni dall’incidente di Chernobyl, con valori inferiori a 0,001 mSv per le tre classi di età di suddivisione della popolazione (lattanti, bambini e adulti), ovvero inferiori di tre ordini di grandezza rispetto al limite stabilito dalla normativa nazionale per le persone del pubblico.
Il Servizio di sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna ha eseguito una valutazione delle esposizioni per scopi medico-diagnostici (Grafia, TC, Medicina nucleare) a radiazioni ionizzanti con riguardo alla popolazione regionale, basata su dati relativi all’anno 2006: la stima della dose efficace individuale assorbita è pari a circa 1,1 mSv/anno. La dose efficace collettiva alla popolazione regionale è stimata pari a circa 4.500 Sv persona.
Il principale contributo alla dose annuale alla popolazione emiliano-romagnola è sicuramente costituito dalla radioattività naturale, legata in particolare al radon. L’indagine nazionale sulla radioattività naturale nelle abitazioni, condotta in Emilia-Romagna negli anni 1989-1990, ha consentito di stimare la dose efficace annua individuale da esposizione al radon e ai suoi prodotti di decadimento e alla radiazione gamma e cosmica, pari rispettivamente a 2,3 e 0,4 mSv/anno.
Va comunque sottolineato che la ricognizione relativa all’indicatore è parziale, in quanto non sono stimati tutti i contributi alla dose efficace per la popolazione emiliano-romagnola (ad esempio la stima per inalazione e irraggiamento da radionuclidi artificiali).
Si riporta il link alla tabella raffigurante le stime dei principali contributi, sia di origine naturale che artificiale, alla dose efficace media individuale in un anno, per la popolazione italiana; tali stime possono essere estrapolate (in quanto a ordine di grandezza), relativamente alle componenti non quantificate, alla popolazione emiliano-romagnola.

NOME DELL'INDICATORE

Dose efficace media individuale e collettiva in un anno (radioattività di origine naturale e antropica)

DPSIR

I

UNITÀ DI MISURA

Millisievert/anno, man-Sievert/anno

FONTE

Arpae Emilia-Romagna, Ispra

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

1986-2016

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Quinquennale (a meno di incidenti gravi che comportino incrementi di esposizione non trascurabili e ulteriori specifiche quantificazioni dei diversi contributi alla dose)

RIFERIMENTI NORMATIVI

DLgs 230/1995 e successive modifiche e integrazioni, DLgs 187/00 (art. 12)

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

Altri metadati
Descrizione

La dose efficace media individuale in un anno (denominata anche dose efficace) rappresenta una stima dell’esposizione alla radioattività di ciascun membro della popolazione o dell’intera popolazione presa in esame, dovuta ai diversi contributi di origine naturale e antropica. Essa è anche una grandezza con cui si valuta il rischio, per gli individui e per la popolazione, di effetti avversi.
La normativa italiana di riferimento, ovvero il DLgs 230/95 e s.m.i., fissa un limite di dose efficace per la popolazione pari a 1 mSv/anno per le attività che comportano l’uso di materiali radioattivi e livelli di azione pari a 0,3 mSv/anno per gruppi di popolazione esposti a seguito di attività lavorative con materiali normalmente considerati non radioattivi, ma che contengono radionuclidi di origine naturale in quantità non trascurabile (NORM). L’art. 12 del DLgs 187/00 richiede che le Regioni provvedano a valutare le esposizioni a scopo medico, con riguardo alla popolazione regionale e a gruppi di riferimento della stessa, e che tale valutazione sia effettuata periodicamente e inviata al ministero della Salute.

Scopo

Stimare i contributi delle fonti di esposizione alla radioattività (di origine naturale e antropica) della popolazione.