Emilia-Romagna
Concentrazione media annua di PM2,5
Commento

Nel 2018, la media annua della concentrazione di PM2,5 è stata sempre inferiore al limite (25 μg/m3) in tutte le 24 stazioni che la misurano. Nel 2017, invece, due stazioni, Besenzone/PC (27 μg/m3) e Guastalla/RE (26 μg/m3), avevano superato il limite annuale.
I valori più elevati di PM2,5 sono stati registrati nella area nord occidentale della pianura della regione e le differenze tra città (stazioni di fondo urbano e suburbano) e campagna (stazioni di fondo rurale) risultano trascurabili.

NOME DELL'INDICATORE

Concentrazione media annua di particolato fine (PM2,5)

DPSIR

S

UNITÀ DI MISURA

Microgrammi/metro cubo

FONTE

Arpae Emilia-Romagna

COPERTURA SPAZIALE DATI

Regione

COPERTURA TEMPORALE DATI

2008-2018

LIVELLO DI DETTAGLIO GEOGRAFICO

Regione

AGGIORNAMENTO DATI

Annuale

RIFERIMENTI NORMATIVI

Dir 2008/50/CE, DLgs 155/2010

AREE TEMATICHE INTERESSATE

METODI DI ELABORAZIONE DATI

L'indicatore descrive l'andamento delle concentrazioni di PM2,5 in aria, misurate dalle stazioni della rete di monitoraggio regionale negli ultimi anni. Le concentrazioni medie annuali sono calcolate per ciascuna stazione. L'indicatore è poi aggregato su base regionale, con una forma grafica (box-and-whiskers) che illustra la distribuzione delle concentrazioni medie annue per ciascuna tipologia di stazione (traffico, fondo urbano/suburbano, rurale). Inoltre, l'indicatore è anche stimato su una griglia regolare che copre il territorio regionale con una risoluzione di 1km. Tale stima integra, con tecniche geostatistiche (kriging con variabili esterne), le valutazioni di un modello di trasporto, dispersione e trasformazione chimica con i dati rilevati dalle stazioni di fondo.

Altri metadati
Descrizione

L’indicatore descrive la variazione della concentrazione media annuale in aria del particolato fine PM2,5
Le polveri atmosferiche rappresentano la parte solida del particolato atmosferico, che comprende anche particelle liquide. Entrambe le componenti sono costituite da diverse sostanze, di natura organica e inorganica, sospese nell'aria e aventi dimensioni microscopiche e sono, pertanto, inalabili. Il PM2,5 è definito come il materiale particolato con un diametro aerodinamico medio inferiore a 2,5 micron (1 μm = 1 millesimo di millimetro). 
Esso è originato sia per emissione diretta (particelle primarie), che per reazione nell’atmosfera di composti chimici quali ossidi di azoto e zolfo, ammoniaca e composti organici (particelle secondarie). 
Le sorgenti del particolato possono essere antropiche e naturali. Le fonti antropiche sono riconducibili principalmente ai processi di combustione quali: emissioni da traffico veicolare, utilizzo di combustibili (carbone, oli, legno, rifiuti, rifiuti agricoli), emissioni industriali (cementifici, fonderie, miniere). Le fonti naturali, invece, sono sostanzialmente: aerosol marino, suolo risollevato e trasportato dal vento, aerosol biogenico, incendi boschivi, emissioni vulcaniche etc.

Scopo

Valutare la variazione interannuale e la distribuzione territoriale della concentrazione media annuale in aria delle polveri fini PM2,5, anche in relazione ai valori limite dettati dalla normativa vigente.