Emilia-Romagna
Rumore
Sintesi


Il progresso tecnologico, l'aumentato benessere, le maggiori esigenze di mobilità, accanto allo sviluppo dell’industria del turismo e del divertimento notturno, hanno prodotto un costante incremento della rumorosità negli ambienti di vita, sia nel periodo diurno che in quello notturno. In ambito urbano, dove si concentra la maggior parte della popolazione, numerose sorgenti contribuiscono a determinare il “clima acustico”: traffico veicolare, traffico ferroviario, traffico aeroportuale, attività industriali e artigianali, discoteche e locali d’intrattenimento, esercizi commerciali, impianti di condizionamento e di refrigerazione.
In conseguenza di tutto ciò, l’inquinamento acustico tende sempre più a espandersi da un punto di vista sia spaziale (andando a interessare anche le aree rurali), sia temporale (estendendosi anche al periodo notturno).
È importante sottolineare, a questo proposito, che l’attuazione della Direttiva 2002/49/CE, attraverso il DLgs 194/05, con la produzione delle mappature acustiche e delle mappe acustiche strategiche, rende disponibili dati e informazioni omogenei sull’esposizione della popolazione al rumore, relativamente alle principali infrastrutture di trasporto e a tutti i principali agglomerati, a scala europea.
Il rumore ambientale è associato a numerose attività umane, ma è il rumore derivante dalle infrastrutture dei trasporti (traffico stradale, ferroviario e aereo) a costituire la principale fonte di esposizione per la popolazione, in particolare in ambito urbano, dove vive circa il 75% della popolazione europea.
La sorgente maggiormente diffusa è senza dubbio il traffico veicolare, che ha fatto segnare negli ultimi decenni un costante aumento sia in termini di numero di veicoli circolanti, sia di percorrenze: la lenta ripresa dopo la profonda crisi economica internazionale degli anni scorsi sta determinando anche un nuovo incremento dei dati di traffico, in particolare quelli relativi ai veicoli pesanti.
Diversamente dall’effettiva incidenza delle varie fonti nel causare inquinamento acustico, le richieste di intervento da parte della popolazione (pervenute ad Arpae) riguardano prevalentemente le attività di servizio e commerciali e il comparto produttivo (in particolare, industria e artigianato). Nel 2017 i controlli, effettuati per lo più a seguito di segnalazione dei cittadini, evidenziano per il 41% delle sorgenti controllate un effettivo problema di inquinamento da rumore (rilevazione di almeno un superamento dei limiti vigenti).
Ai fini della prevenzione e del risanamento acustico è indispensabile la piena attuazione del quadro normativo a livello sia nazionale, sia regionale. In particolare, la classificazione acustica, ovvero l’assegnazione a ciascuna porzione omogenea di territorio di una delle sei classi indicate dalla normativa, sulla base della prevalente destinazione d’uso del territorio stesso (zonizzazione acustica), oltre a rappresentare presupposto indispensabile alla predisposizione dei piani di risanamento, costituisce per i Comuni un fondamentale strumento di gestione dell’inquinamento acustico, nonché di prevenzione per il suo stretto rapporto con la pianificazione urbanistica. A questo proposito, è necessario sottolineare come la risposta delle Amministrazioni, a livello regionale, appaia ancora non pienamente soddisfacente, poiché il 28% dei Comuni non ha ancora approvato la classificazione acustica; tutti i Comuni capoluogo di provincia hanno, tuttavia, provveduto in tal senso e ciò fa sì che il 91% della popolazione regionale risieda in territori zonizzati.

 

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