Emilia-Romagna
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Volumi di sabbia portati a ripascimento
Commento


In Emilia-Romagna la pratica degli interventi di ripascimento per far fronte ai processi erosivi del litorale è stata avviata nel 1983. Al 2012, data dell’ultimo censimento effettuato, i volumi di sabbia portati a ripascimento sfiorano i 10 milioni di m3 (9.400.735 m3).
Nel tempo, lo sfruttamento delle cave a terra si è ridotto molto in favore di altre fonti di sabbia a minor impatto ambientale, passando dall'84,6%, nel periodo 1983-1999, al 14%, tra il 2000 e il 2012.
In questo secondo periodo, sono stati sfruttati per la prima volta i giacimenti sabbiosi sottomarini collocati al largo della costa regionale alla profondità di 30-40 m (circa 1,6 milioni di m3, pari al 25.9%), e si è affermata la pratica di utilizzo delle sabbie recuperate da scavi edili (es. Comune di Riccione), dalla costruzione di nuove darsene (Rimini e Cattolica) e dal dragaggio del Porto di Ravenna, per un totale di circa 1,2 milioni di m3 (pari a 18,8%).
Infine si è sviluppato l’utilizzo di diverse fonti litoranee, quali spiagge in accumulo e il recupero delle sabbie risultanti dalla pulizia delle spiagge, dal dragaggio di bocche portuali e di foci di canali e fiumi (oltre 2,5 milioni di m3, pari al 41,3%).
Nel periodo tra il 1983 e il 1999 (18 anni) sono stati portati a ripascimento poco più di 3,2 milioni di m3 di sabbia, circa 180.000 m3/anno. La quasi totalità della sabbia è stata portata nel litorale tra Misano e Riccione Sud, appartenente alla Macrocella 1, e tra Cesenatico Ponente e Foce Lamone–Casal Borsetti,  ricadenti nelle Macrocelle 3, 4 e 5.
Nel periodo successivo (2000-2012) si è avuta una crescita dei volumi di sabbia portati a ripascimento. I quantitativi sfiorano i 6,2 milioni di m3, circa 480 mila m3/anno, cioè più di 2 volte e mezzo rispetto al periodo precedente. Questo incremento è stato determinato, da un lato, dall’affermarsi della tecnica di ripascimento come metodo idoneo a fronteggiare l’erosione costiera e garantire la presenza di spiagge adeguate alla balneazione, dall’altra, dalla realizzazione, nel 2002 e nel 2007, di due interventi di ripascimento consistenti nell’apporto di oltre 1,6 milioni di m3 di sabbia proveniente dai giacimenti sottomarini sopra citati.
I maggiori quantitativi di sabbia sono stati portati tra Misano e Riccione Sud (1,6 milioni di m3, Macrocella 1) e tra Marina Romea Nord e Lido di Spina Sud (1,3 milioni di m3, Macrocella 5).
Nelle Macrocelle 2, 3 e 4 (tra Rimini e Ravenna) e nella Macrocella 6 (tra Porto Garibaldi alla foce de Po di Volano) i ripascimenti sono ammontati a circa 700-900 mila m3 per ciascun tratto.
Si segnala che in questo secondo periodo gli interventi hanno interessato anche zone che in passato erano state oggetto soltanto di limitatissimi ripascimenti, come le Macrocelle 2 e 6. Questi due tratti, corrispondenti al litorale tra Rimini e Cesenatico e a quello compreso tra Porto Garibaldi e la foce del Po di Volano, nonostante la presenza di scogliere parallele emerse, versavano in condizioni critiche tali da avere avuto necessità di consistenti ripascimenti. Ciò dimostra che in un litorale scarsamente alimentato dagli apporti solidi fluviali e interessato dal fenomeno di subsidenza (i cui tassi però risultano da tempo in diminuzione), anche le spiagge protette da scogliere entrano in erosione, per cui, per garantirne l’esistenza, è indispensabile ricorrere ad apporti artificiali di sabbia.