Emilia-Romagna
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Teleriscaldamento
Commento


In Emilia-Romagna sono presenti 40 reti di teleriscaldamento, comprese le piccole reti. Nel 2023, dopo l’attivazione, nel 2022, della nuova rete di teleriscaldamento di “Bologna Fiera”, non si registrano variazioni impiantistiche significative, ma solo lievi modifiche nei dati rilevati. 
La potenza elettrica installata risulta sostanzialmente invariata rispetto al 2022, mentre la potenza termica installata  registra un lieve incremento rispetto al 2022 (+0,85%).
La volumetria riscaldata tramite reti di teleriscaldamento, al 31/12/2023, è pari a circa 47,8 Mmc, con un aumento di circa 1% rispetto al 2022 (variazione di circa +0,5 Mmc), principalmente nel settore terziario (+0,3 Mmc) e residenziale (+0,17 Mmc). Complessivamente, la volumetria riscaldata si distribuisce per circa il 52,2% nel settore terziario, il 47,7% nel residenziale e lo 0,1% nel settore produttivo.
Al 31/12/2023, il dato rilevato di energia termica prodotta (876.567 MWh) conferma il trend in diminuzione avviato nel 2021, principalmente a causa degli inverni miti, con un calo del 7,4% rispetto al 2022. Tale riduzione risulta più evidente nel settore residenziale (-9,3% vs 2022) e nel terziario (-5,3% vs 2022). Si osserva, inoltre, una diminuzione di energia elettrica di circa -15% rispetto al 2022, mentre per l’energia frigorifera, prevalentemente utilizzata dal settore terziario, si rileva una variazione di +12,15% rispetto al 2022.
Per quanto riguarda le fonti di alimentazione delle reti di teleriscaldamento,  il gas naturale rimane la fonte principale per la produzione di calore utilizzata non solo nei processi primari di produzione di energia, ma anche per usi di processo (ad esempio è utilizzato nei termovalorizzatori per garantire la stabilità e l’efficienza della combustione). Sulla base di dati AIRU, FIPER, HERA, relativi al consumo di risorse (fonti rinnovabili e fossili) e all’energia termica prodotta nei sistemi di teleriscaldamento, è possibile stimare la seguente composizione media del mix alimentazione: 76,6% gas naturale, 15% rifiuti solidi urbani, 6% geotermia, 2,4% bioenergie.