Emilia-Romagna
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Richieste di intervento
Commento


Dai dati riportati in figura 1 si evidenzia come il 57% delle richieste di intervento sia riconducibile ad attività di servizio e commerciali. La sorgente specifica in questi casi è stata individuata in impianti installati al servizio dell’attività, quali condizionatori, impianti di ventilazione/aspirazione etc. (70% dei casi) e/o nell'attività musicale (32% dei casi) (tabella 1); dall'esperienza di Arpae risulta che, sovente, la rumorosità prodotta dall’aggregazione di persone, all’aperto e/o al chiuso, è comunque già di per sé rilevante nel determinare condizioni di disturbo alla popolazione.
Il 28% delle richieste di intervento è, invece, riferibile al comparto produttivo e, in particolare, ad attività industriali e artigianali; meno del 10% delle segnalazioni è riferibile alle infrastrutture di trasporto.
Nella figura 2 viene riportato il dettaglio provinciale delle 425 richieste di intervento pervenute ad Arpae Emilia-Romagna nel 2019.
A livello regionale si calcolano, nel 2019, 9,5 richieste di intervento ogni 100.000 abitanti; in figura 3 sono raccolti i dati calcolati per le diverse realtà provinciali: per Forlì-Cesena, Rimini (province a forte vocazione turistica) e Bologna si osservano i valori maggiori.
In figura 4 è riportato il numero complessivo delle richieste di intervento a scala regionale nel periodo 2010-2019: si può osservare una tendenza alla diminuzione, con un calo complessivo del 30% rispetto al 2010, in parte certamente da ricondurre anche ad un'efficace attività di prevenzione esercitata in fase di rilascio delle nuove autorizzazioni, con l'obbligo di predisposizione delle valutazioni di impatto acustico e,  laddove richiesto, la conseguente attività di rilascio di pareri da parte dell'Agenzia; al fine di evitare un'inversione di tendenza, è auspicabile che al processo di semplificazione amministrativa in atto da alcuni anni corrisponda un'adeguato e diffuso livello di responsabilità e di attenzione alla tutela dell'ambiente.