Emilia-Romagna
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Nitrati in acque sotterranee
Commento


Nel 2019, il monitoraggio dei nitrati nelle acque sotterranee ha riguardato 501 stazioni, di cui solo 2 relative a corpi idrici montani. Il 91,8% delle stazioni ha una concentrazione media al di sotto del limite dei 50 mg/l, mentre le restanti 6,4% e 1,8% sono rispettivamente comprese nella classe 50-80 mg/l e in quella maggiore di 80 mg/l. Le stazioni con elevate concentrazioni, oltre i limiti di legge, sono ubicate prevalentemente nelle conoidi alluvionali appenniniche (29 stazioni) e negli acquiferi freatici di pianura (8 stazioni), mentre risultano numericamente meno rilevanti nelle conoidi montane (2 stazioni) e nei depositi di fondovalle (1 stazione). Non è invece significativa la presenza di nitrati nei corpi idrici di pianura alluvionale appenninica e padana, risultando, in quest’ultimo corpo idrico, una sola stazione con superamenti. Infatti, i corpi idrici di pianura alluvionale appenninica e padana risultano meno vulnerabili all’inquinamento, caratterizzati da acque mediamente più antiche e da condizioni chimico-fisiche prevalentemente riducenti, dove i composti di azoto si ritrovano naturalmente nella forma di ione ammonio. Eventuale presenza di nitrati in questi corpi idrici è da attribuire a situazioni localizzate.
Gli acquiferi freatici di pianura sono, al contrario, caratterizzati da elevata vulnerabilità, avendo spessore medio di circa 10 m ed essendo in relazione diretta con i corsi d’acqua e canali superficiali per tutta la pianura, oltre che con il mare nella zona costiera. Anche le aree di conoide alluvionale sono caratterizzate da elevata vulnerabilità; esse sono infatti la sede di ricarica diretta degli acquiferi più profondi e le condizioni chimico-fisiche sono prevalentemente ossidanti, permettendo la stabilità chimica dello ione nitrato nell’ambiente idrico sotterraneo.
Nelle conoidi, la presenza di nitrati è stata analizzata anche nelle sue 3 porzioni, che costituiscono altrettanti corpi idrici: libera, confinata superiore e confinata inferiore. Le situazioni di maggiore compromissione sono quelle di contestuale presenza di nitrati, oltre i limiti di legge, nelle diverse porzioni, o quando presente un incremento di concentrazione dalla porzione libera a quelle confinate, in particolare quella inferiore. Le conoidi maggiormente impattate dalla presenza di nitrati, nell’anno 2019, sono quelle emiliane, tra le quali Trebbia, Nure, Arda, Taro, Parma-Baganza, Secchia e Tiepido. Tra le conoidi bolognesi e romagnole si riscontrano superamenti di nitrati generalmente nelle porzioni libere, come nel caso del Samoggia, Reno, Senio, Ronco-Montone, Marecchia e Conca. Non si riscontrano invece superamenti di nitrati nelle porzioni confinate inferiori.
L’evoluzione temporale della concentrazione dei nitrati nelle diverse tipologie di corpi idrici sotterranei, dal 2017 al 2019, evidenzia una leggera tendenza alla diminuzione dei nitrati nelle conoidi alluvionali.