Emilia-Romagna
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Localizzazione dei siti contaminati
Commento


I siti contaminati presenti in Anagrafe al 19 ottobre 2018, data relativa all’ultima determina dirigenziale regionale (DD 16849 del 19 ottobre 2018), sono 932.
La maggior parte di essi è localizzata nelle province di Ravenna e Bologna. La situazione è indicativa del contesto territoriale, in quanto si tratta delle province in cui, anche storicamente, si hanno i maggiori insediamenti industriali, con presenza di industrie chimiche, meccaniche, della raffinazione e trasformazione degli idrocarburi etc.
I siti sono localizzati principalmente lungo le principali vie di comunicazione, sia intorno ai poli industriali più rilevanti (Ravenna, Ferrara), sia nell’intorno di zone industriali vicine alle grandi città (Bologna).
Tra i siti presenti in Anagrafe sono compresi il SIN di Fidenza, perimetrato con decreto del ministero dell’Ambiente del 16 ottobre 2002, e il SIN di Bologna (SIN Officina Grande Riparazione ETR), individuato con la legge n. 205 del 27.12.2017.
I siti contaminati in Emilia-Romagna occupano complessivamente una superficie pari a 3.294 ha (32.949.484 mq), equivalente allo 0,14% della superficie regionale.
La maggior parte dei siti contaminati in Emilia-Romagna presenta una contaminazione legata alla presenza di idrocarburi, soprattutto pesanti (C>12), idrocarburi aromatici leggeri della famiglia dei BTEX (principalmente benzene) e metalli (in particolare piombo). La presenza di alcuni degli elementi, in particolare dei metalli, è influenzata anche da alterazioni di origine naturale; nei suoli dell’Emilia-Romagna si rilevano per esempio concentrazioni elevate di Cromo, Nichel, Zinco e Rame, ascrivibili principalmente alla provenienza del materiale, alla tessitura e al grado evolutivo del suolo.